Rinvasare le piante grasse

Le piante grasse sono tra le specie più longeve nelle nostre case ma sono anche quelle che vengono rinvasate meno spesso. Il motivo è che non ci si accorge che ne hanno bisogno. Invece, in molti casi si deve procedere: l’estate è la stagione migliore.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 27/05/2016 Aggiornato il 27/05/2016
Rinvasare le piante grasse

Le piante grasse che vivono nelle nostre case, nonostante siano assai longeve, sono quelle soggette meno frequentemente al cambio di vaso. La causa è il lento ritmo di crescita, determinato sia dalla fisiologia tipica di queste piante, sia dalle condizioni spesso non ottimali degli ambienti interni. Le piante grasse devono essere collocate in luogo pienamente e omogeneamente luminoso per tutto l’arco dell’anno, vanno bagnate e concimate. Per molte piante cresciute in condizioni favorevoli, può essere necessario cambiare il contenitore. L’operazione va fatta durante i mesi più caldi dell’anno, da giugno ad agosto, quando le succulente sono in fase di attiva crescita e rispondono meglio ai rinvasi.

Quale vaso?

Per le piante grasse è meglio scegliere contenitori in terracotta che, al di là del valore ornamentale, offrono il vantaggio di essere porosi, quindi di consentire la perdita dell’acqua per evaporazione dalle pareti. Ciò risulta vantaggioso, perché qualsiasi eventuale eccesso di irrigazione (dannoso per le succulente) può essere rapidamente smaltito.
Qualsiasi contenitore deve comunque avere necessariamente uno o più fori di drenaggio.
L’apparato radicale della maggior parte delle piante grasse è poco profondo e tende ad espandersi soprattutto lateralmente. Pertanto, per la maggior parte delle specie (Ferocactus, Echinocactus, Mammillaria, Aloe, Opuntia, Crassula, Echinopsis) sono preferibili i contenitori tipo ciotola o conca, quindi più larghi che alti.
Per le piante grasse colonnari vanno necessariamente scelti vasi di grande dimensione, in grado di stabilizzare l’esemplare.

Ecco come procedere
rinvaso-piante-grasse

➜ Acquistare un substrato per piante grasse oppure fare una miscela tipica per piante grasse con: 50% terriccio torboso (costituito per lo più da torba bionda finemente sminuzzata); 30 % sabbia di fiume; 20% materiale minerale finemente triturato (argilla espansa, pietrisco) (foto 1). L’importante è che sia mediamente fertile, poroso e perfettamente drenante, poiché i ristagni di acqua creano le condizioni favorevoli per lo sviluppo di funghi che possono far marcire le radici e il colletto;
➜ se il contenitore è capiente, porre sul fondo uno strato (3-5 cm) di argilla espansa a grana grossolana, per agevolare il drenaggio;
➜ poco dopo averla bagnata, la pianta va tolta dal vaso (anche aiutandosi con guanti o carta se ci sono le spine; foto 2), facendo in modo che il pane di terra, generalmente costituito da matrice tendenzialmente sciolta e friabile, rimanga ben aderente all’intero apparato radicale;
➜ inserire la pianta nel nuovo contenitore e aggiungere substrato, pressandolo attorno alla sua base (foto 3);
irrigare subito, ma con modesti quantitativi; ripetere l’intervento non appena il terreno tende ad asciugarsi;
evitare di collocare il sottovaso, dannoso per le succulente.

Foto di Alessandro Mesini

Come valuti questo articolo?
12345
Valutazione: / 5, basato su voti.
Avvicina il cursore alla stella corrispondente al punteggio che vuoi attribuire; quando le vedrai tutte evidenziate, clicca!
A Cose di Casa interessa la tua opinione!
Scrivi una mail a info@cosedicasa.com per dirci quali argomenti ti interessano di più o compila il form!