Rinvasare la Zamioculcas

Zamioculcas, chiamata Zamia o “gemma di Zanzibar”, è una delle piante verdi d’appartamento più apprezzate per la sua bellezza, adattabilità e per la facilità con cui può essere coltivata. A maggio può essere rinvasata.
Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 04/05/2021 Aggiornato il 04/05/2021
zamioculcas

Zamioculcas, Zamioculcas zamiifolia, specie succulenta appartenente alla famiglia delle Araceae,  ha poche esigenze e anche a chi non è dotato del cosiddetto “pollice verde” oppure non ha voglia o tempo da dedicare alla cura delle piante di casa riesce a coltivarla senza problemi. 

Piace molto per il suo aspetto molto lineare ed essenziale: cespi di fusti eretti e succulenti, che si sviluppano a partire da bulbi sotterranei, portano una fila di foglie ovali, pennate, di uno splendido colore verde lucido e brillante.

La Zamioculcas è una pianta di dimensioni ridotte e contenute, che non supera 1-1,5 m di altezza, perfetta per la coltivazione domestica in vaso.

Vuole poche cure

Grazie alla consistenza succulenta dei suoi fusti, le esigenze idriche di questa pianta sono basse: non è necessario bagnarla frequentemente, soprattutto durante l’inverno, ma solo quando il terriccio appare asciutto. È in grado di sopportare periodi brevi di siccità e, al contrario, soffre se bagnata troppo: eccessiva umidità porta allo sviluppo di marciumi radicali. Per lo stesso motivo, è bene evitare di lasciare acqua stagnante nel sottovaso.

Durante il mese di maggio, quando è in piena ripresa vegetativa, può giovare un’aggiunta di fertilizzante, così da aiutare la pianta ad avere più energia e vigore. Meglio optare per un prodotto liquido, specifico per piante grasse, da diluire nell’acqua dell’innaffiatoio seguendo le dosi indicate in etichetta.

Sempre adesso la pianta può avere la necessità di essere rinvasata. Quest’operazione viene eseguita in media ogni 2-3 anni per due motivi essenziali: il terriccio, impoverito, deve essere rinnovato; le dimensioni della pianta sono diventate eccessive rispetto a quelle del vaso che la contiene.

Rinnovo del terriccio

Dopo 2-3 anni dall’acquisto, il terriccio inevitabilmente perde di struttura e si impoverisce di elementi nutritivi: è necessario sostituirlo con terriccio nuovo. La Zamioculcas cresce bene in un comune terriccio di tipo universale, o in una composta formata da torba e sabbia (in ragione di 2/3 e 1/3): deve essere dotato di un ottimo drenaggio per evitare che l’acqua eventualmente in eccesso ristagni in maniera dannosa. Per favorire il drenaggio, è sempre una buona regola porre sul fondo del vaso uno strato di 2-3 cm di argilla espansa, o altro materiale inerte drenante (ciottoli o cocci rotti ad esempio). Inutile ricordare che il vaso deve essere dotato di fori basali per il drenaggio.

Sostituzione del vaso

La Zamioculcas tende a crescere lateralmente, infittendosi e riempiendo il vaso con nuovi germogli e nuove foglie; il rinvaso, dunque, è necessario per questioni di spazio. È possibile optare per un vaso di dimensioni più grosse (sono sufficienti circa 5cm di diametro in più), così da contenere la pianta, pur considerando che la Zamioculcas sta bene nello stretto e non ama vasi troppo grossi.

svasare zamioculcas

Prima di estrarre la pianta dal vaso, è bene legare la chioma con elastici o con un nastro morbido per non incidere le foglie con la stretta: quest’accortezza è necessaria a tenere insieme i fusti una volta estratti dal vaso.

rinvaso zamioculcas

Una volta svasata, la pianta viene inserita in un vaso più grande: sul fondo si dispone uno strato di un paio di centimetri di materiale drenante, quindi un letto di terriccio misto a sabbia su cui appoggiare la pianta; la stessa composta di terriccio e sabbia viene utilizzata per riempire lo spazio vuoto del vaso una volta inserita la pianta nel suo nuovo alloggio. Infine si bagna bene per compattare bene la terra e farla aderire all’apparato radicale della pianta.

 

Dividere il cespo

Se la pianta è molto grossa, è anche possibile in quest’occasione del rinvaso, dividere il cespo per creare due piante separate, da coltivare in due vasi separati di dimensioni simili, se non inferiori, a quello iniziale. In questo caso, una volta svasata, si procede a dividere il cespo della pianta. La divisione può essere fatta manualmente, con delicatezza ma decisione. I cespi ottenuti vanno quindi interrati in vasi separati. Una pianta vecchia e tanto grande viene, in questo modo, sfoltita e rinnovata, ottenendo due o anche più piante a partire da quella iniziale.

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