Rinvasare la calancola

La calancola, nome botanico Kalanchoe, è una pianta succulenta che cresce bene in casa. Appena acquistata occorre rinvasarla in un contenitore più grande rispetto a quello di acquisto e, possibilmente, non di plastica. Poi il rinvaso si esegue ogni 2/3 anni, quando il terriccio è impoverito e l'acqua percola con troppa velocità dai fori di fondo del vaso.
Giovanna Rio
A cura di Giovanna Rio
Pubblicato il 14/01/2021 Aggiornato il 14/01/2021
kalancoe

Al genere Kalanchoe, della famiglia delle Crassulacee, appartengono circa 150 specie molto diverse fra di loro, tutte originarie della fascia equatoriale tropicale, che  vegetano bene a temperature costanti intorno ai 20 °C: sono quindi perfette come piante d’appartamento da coltivare in vaso e come tali vengono vendute e apprezzate anche da noi.

Si tratta di piante succulente, che accumulano l’acqua all’interno delle proprie foglie, ma al contrario delle vere piante grasse, come i cactus o le opunzie, le calancole non hanno però foglie modificate in forma di aghi che si innestano sulla pala.

In natura le piante fioriscono in primavera, mentre da noi le piante coltivate in vivaio sono indotte a fiorire quasi tutto l’anno e adesso è possibile acquistare specie con infiorescenze diverse: alcune sono raggruppate in steli che emergono dal fogliame, altre hanno fiori poco appariscenti e foglie ricoperte da lanuggine biancastra.

Le specie più diffuse

Blossfeldiana

Questa specie è la più diffusa per la coltivazione nel nostro Paese. Presenta foglie ellittiche, carnose e lucide, con margine dentato o lobato. Le forme botaniche naturali, alte sino a 30 centimetri, emettono in primavera fiori scarlatti, raggruppati alla sommità di lunghi steli. Da questa specie sono derivati i molteplici ibridi in commercio, caratterizzati da fiori di vari colori (bianco, rosa, giallo, rosso) e dimensioni assai diversificate: le varietà “mini”, alte pochi centimetri, sono coltivate in vasi di diametro di 4-5 centimetri, quelle denominate “maxi”, alte sino a 15-20 centimetri, crescono in contenitori di 24-26 centimetri di diametro.

Tomentosa

La specie Kalanchoe tomentosa è meno comune. Raggiunge un’altezza di 50 cm, è provvista di foglie carnose densamente pelose ellittiche e a margine intero, lunghe in media 4 – 5 cm e produce fiori campanulati di colore giallo/bruni, sfumati di porpora. È apprezzata per la sua forma e il suo fogliame e soprattutto per la facilità di coltivazione.

Come si rinvasa 

Una volta acquistata, la calancola può essere mantenuta nel vasetto del vivaio oppure, meglio, andrebbe rinvasata in un contenitore più capiente. Il rinvaso va effettuato ogni uno-due anni  anche per le piante già in casa che ne hanno necessità, per esempio per le piante che crescono lentamente anche dopo una concimazione oppure per quelle con terreno che secca rapidamente anche dopo l’annaffiatura oppure quando il foro di drenaggio è ostruito dalle radichette.

Per il rinvaso occorre scegliere un contenitore di maggiori dimensioni, meglio di terracotta.  Sul fondo del vaso porre dei pezzetti di coccio o di argilla espansa, in modo da tenere l’apparato radicale sollevato Poi riempire con terriccio specifico per cactaceae

Ben mescolato con sabbia per facilitare il drenaggio dell’acqua. Dopo il rinvaso non fertilizzare per almeno sei mesi.

Facile da coltivare

In casa, la collocazione ideale è in un punto in cui la pianta sia esposta alla luce indiretta e dove la temperatura minima invernale non scenda sotto di 10 °C.

In gennaio annaffiare quanto basta a mantenere il terriccio appena umido; considerato che la pianta accumula l’acqua al proprio interno, nelle foglie, nel fusto, nelle radici, è consigliabile aspettare sempre che il terreno sia asciutto prima di irrigare nuovamente la pianta, per evitare ristagni nel fondo del vaso. In primavera/estate annaffiare abbondantemente, lasciando asciugare il terriccio tra un’annaffiatura e l’altra.

È importante favorire il corretto drenaggio dell’acqua per evitare marcescenze.

La potatura della calancola non è richiesta. Occorre però eliminare le foglie secche per evitare il rischio che diventino veicolo di malattie parassitarie. Per favorire lo sviluppo delle infiorescenze e rendere compatta e cespugliosa la pianta, si devono cimare gli apici vegetativi a fine fioritura. Tali apici possono essere usati per fare molto facilmente le talee.  

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