Realizzare un cesto fiorito con primule, bulbose e viole

Una composizione che porta sul balcone i colori e i profumi della nuova stagione. Si realizza scegliendo un contenitore di materiale “naturale”, da riempire al massimo, fino a creare una sensazione di affollamento, con specie a fioritura contemporanea o leggermente scalare.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 25/03/2014 Aggiornato il 18/01/2020

cesto fiorito con  salice, rafia, edera, narcisi, ciclamini, primule, violette e giacintiLa preparazione del fondo

Invece della solita cassetta di terracotta o plastica, scegliamo un cesto intrecciato di recupero lungo circa 45 cm e profondo 30 cm, così da poter essere collocato sul davanzale di una finestra. Il cesto andrà foderato con un foglio di materiale plastico integro perché l’acqua di bagnatura non coli all’esterno. Sul fondo disponiamo uno strato di circa due centimetri di argilla espansa e sopra di questo un foglio di tessuto non tessuto che lasci percolare l’acqua in eccesso e tenga separate le radici dal liquido presente sul fondo, così da scongiurare fenomeni di marcescenza dovuti al ristagno, facile se le annaffiature sono diradate e abbondanti. Sopra il tessuto non tessuto poniamo un mix di terriccio e sabbia in rapporto di uno a due. Ne poniamo un mucchietto al centro, dopo aver coperto il fondo, così che possiamo posizionarlo con le mani all’interno del contenitore man mano che introduciamo le piante.

Le piante da acquistare

Per riempire la cesta acquistiamo in vivaio o nei garden le piante in vasetti di 10 – 12 cm di diametro, alcune già fiorite altre in prossimità di sbocciare. Ecco i costi e le quantità:

  • giacinti rosa, viola, bianchi: 8 vasi quadrati di 5 cm di lato costano 1,50 euro l’uno
  • narcisi “Paper white”: 1 vasetto di Ø 6 cm costa 6 euro
  • narcisi a tromba gialli: 3 vasetti di Ø 6 cm costano 1,80 euro l’uno
  • ciclamino rosa: 1 vaso di Ø 12 cm costa 2,50 euro
  • primule: 2 vasi di Ø 8 cm costano 1,50 euro l’uno
  • violetta bianca: 1 vaso di Ø 8 cm costa 2 euro

Sul retro i narcisi, i più alti

narcisi nel cesto

Per la parte restrostante della cesta scegliamo due varietà di narcisi dalle foglie nastriformi portate erette di colore verde vivo, alti da formare una barriera, abbastanza folti, non ingombranti, fioriti.

Al centro poniamo i narcisi Paper white. Ogni scapo fiorale porta un buon numero di fiori, fra loro ravvicinati, ad apertura scalare, così da creare un effetto di mini bouquet. Le corolle, fortemente definite per trattarsi di fiori doppi, hanno petali quasi triangolari, di colore bianco avorio, con una sfumatura gialla all’interno.

A fianco poniamo tre piante di narcisi del tipo a tromba, di altezza paragonabile, con il collare semplice e piano giallo chiaro e la parte centrale giallo arancio. In questa fase curiamo bene la verticalità dei cespi di narciso così che sembrino tutti cresciuti insieme e non siano fra loro convergenti o divergenti.

I giacinti per dare corpo e profumo

narcisi e giacinti in un cesto

Nella parte centrale, davanti ai narcisi, inseriamo otto giacinti nei tre colori principali: viola, rosa e bianchi, anche perché sono i più facili da trovare, ma in proporzioni diverse. Le infiorescenze allungate consentono di introdurre una gran massa di colore senza appesantire la composizione, grazie anche alle foglie verdi che incorniciano la parte bassa. Diamo la priorità ai giacinti rosa per aumentare il carattere primaverile, quasi pasquale, della composizione. Ne prendiamo quattro e li disponiamo davanti al narciso bianco. Su un lato ne utilizziamo due viola e sull’altro uno viola affiancato a uno bianco. Se ritirati in casa di notte profumeranno una veranda, le scale, o una stanza. I giacinti devono essere collocati a dimora con estrema delicatezza. Hanno, infatti un gran numero di radichette bianche che dovremo cercare di distendere senza rompere.

Il ciclamino per alleggerire la composizione

narcisi, ciclamini e giacinti in un cesto

Davanti alla coppia di giacinti viola poniamo un piccolo ciclamino scelto fra quelli di colore rosa sfumato in bianco. Il ciclamino per il portamento diverso, e per la fioritura espansa in senso orizzontale servirà ad alleggerire la sensazione di sviluppo verticale creata da tutti gli elementi fino ad ora utilizzati e servirà come elemento di raccordo con la prima fila. Le dimensioni piccole regalano freschezza e non importanza all’immagine finale.

Primule e violette, fiori di stagione

narcisi, ciclamini, primule, violette e giacinti in un cesto

Sul fronte si potrebbero utilizzare dei crochi ma la loro fioritura è più breve di quella dei narcisi e più sensibile ai cambiamenti repentini di temperatura e umidità. Preferiamo allora primule e viole che sono fiorifere, durature, affidabili ed economiche. Hanno inoltre il vantaggio di poter essere messe a ridosso del bordo del cesto perché prive di bulbi. Davanti al ciclamini, per farlo risaltare, posizioneremo una primula di colore giallo chiaro con centro giallo più carico, simile a quelle selvatiche. Davanti al narciso bianco una primula in colore deciso: abbiamo scelto il rosso con centro giallo (uguale all’altra) così che contrasti con la grande massa dei giacinti rosa. In posizione centrale una violetta bianca, tecnicamente una cornuta nella sua forma più classica, specchio dei narcisi a fiore doppio che la sovrastano in alto. A questo punto ripassate la composizione punto per punto aggiungendo terra laddove manca, comprimendola leggermente, e infilando le dita in profondità, fra una zolla rotonda e l’altra, verificando che non siano rimasti spazi vuoti che possono favorire il disseccamento e la morte delle radici.

Salice, rafia ed edera per terminare

salice, rafia, edera, narcisi, ciclamini, primule, violette e giacinti in un cesto

intrecciare cesto di salice, rafia, edera, narcisi, ciclamini, primule, violette e giacinti

terminare cesto di salice, rafia, edera, narcisi, ciclamini, primule, violette e giacinti

Per terminare inseriamo nella composizione dei rametti di salice sbiancati che possiamo recuperare da precedenti composizioni; se non li possediamo possiamo sempre tingerne alcuni. Leghiamo a un manico un fascio di rafia che torciamo su se stesso alcune volte per avere un volume più definito. Nello stesso modo fissiamo anche rametti d’edera che avremo raccolto in giardino e procediamo a intrecciare rafia e edera. Alla fine fissiamo il tutto sull’altro manico: inseriremo così un motivo decorativo “morbido” in grado di impreziosire il cesto. Per terminare sui due manici, dopo averli formati con due semplici anelle, fissiamo due fiocchi robusti e voluminosi ottenuti da un corto fascio di rafia, senza essere ingombranti devono essere visibili. In questo modo abbiamo emendato la forma eccessivamente rigida del cesto.

Le cure

I due pratici manici posti sui fianchi della cesta ci consentono di spostarla a seconda del momento della giornata dove esistono le condizioni migliori: all’esterno durante le giornate di primavera, all’interno in caso di notti particolarmente rigide o con rischio elevato di brinate. Bagnate sempre al piede con moderazione a giorni alterni, tastando il terreno in più punti per capire quanto velocemente secchi. È importante distribuire l’acqua in più punti, con un annaffiatoio a “becco lungo” perché lo stratagemma del tessuto non tessuto riduce il problema delle marcescenze ma riduce la possibilità di diffusione dell’acqua in modo uniforme all’interno della massa. Utilizzate un fertilizzante per pianta da fiore, una volta ogni dieci giorni.

Quando sfiorirà

Recidete alla base gli scapi sfioriti e quando la composizione avrà perso di interesse trapiantate in piena terra tutte le piante ad eccezione del ciclamino che potrete mettere in un vaso singolo. Con l’arrivo dell’estate tutte queste piante seccheranno la parte aerea per ripresentarsi nella primavera successiva. La viola cornuta potrebbe migrare per stoloni o diffondersi per seme. Il ciclamino in vaso può essere ricoverato sotto la chioma di una conifera con i rami fino a terra; va soccorso con bagnature moderate quando mancano le precipitazioni e sempre a bordo del vaso così da non ristagnare sopra il tubero. In autunno riprenderà la sua normale attività.

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