Piccole piante verdi ricadenti da appendere in casa

Le piante verdi ricadenti da casa possono arredare con gusto ogni angolo della casa. Vediamo quali piante scegliere e quali contenitori sono adatti a seconda della situazione.
Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 04/12/2021 Aggiornato il 04/12/2021
Piccole piante verdi ricadenti da appendere in casa

Salotto, cucina, anche il bagno, vengono sempre più spesso arredati e valorizzati con le piante. La tendenza oggi prevede l’acquisto di piante di grande dimensione, ma anche quella opposta, di esemplari di piccola taglia, molto rigogliosi, da posizionare sopra un mobile, sulle mensole, in una nicchia o anche appesi a una trave del soffitto, dove una chioma dai lunghi steli può creare una cascata verde. La scelta delle piccole ricadenti è ampia e può seguire criteri solo estetici oppure le richieste di manutenzione.

Quali scegliere 

Per le foglie che stupiscono

Tra le tante specie ricadenti caratterizzate da un fogliame stupefacente (quando sono ben tenute!), le più comuni sono Epipremnum aureum (o Pothos) e Philodendron scandens, dalle foglie cuoriformi, a foglia verde o variegate. Anche Peperomia scandens ha foglie cuoriformi, di colore verde chiaro o marginate di giallo, ma sviluppo più contenuto (max 150 cm).

Hedera helix, l’edera comune, è un’ottima pianta decorativa, con le sue foglioline trilobate o pentalobate, di colore verde uniforme o screziate di giallo.

Ficus pumila ha piccole foglie ovali con nervature evidenti nella pagina inferiore, di colore verde intenso. Sembra delicato ma è resistente e longevo.

Per avere un punto di colore

Tradescantia fluminensis ‘Quadricolor’ è una varietà di “erba miseria” dal portamento ricadente, caratterizzata da foglie oblunghe appuntite di colore verde nella pagina superiore e un acceso viola/porpora in quella inferiore.

Le più facili

Chi ha poco tempo da dedicare al verde potrà optare per specie che richiedono poche annaffiature, come alcune specie succulente quali Senecio rowleyanus (chiamato anche “pianta rosario”), Aporocactus flagelliformis con i suoi lunghi steli carnosi e ricoperti di sottili spine, Rhipsalis capilliformis con i suoi steli ricadenti che ricordano una parrucca spettinata.

Bisogni uguali per tutte

Apprezzate per le scarse esigenze, le piccole piante ricadenti richiedono solo posizioni adatte in casa.

Luce: deve essere fornita in buona quantità, ma i raggi diretti del sole non devono colpire le piante. Quindi non posizionarle davanti alla finestra senza tenda; sì, invece, alla luce filtrata della tenda o alla luce riflessa.

Temperatura: deve essere in media attorno ai 20-22 °C, con un minimo tollerato prossimo ai 12-14° C; il calore è necessario a queste piante per svilupparsi rigogliose e sane. Le condizioni di temperatura delle case sono quelle giuste per farvi crescere queste piante, bisogna però stare attenti a non metterle troppo vicino a fonti di calore come i termosifoni, oppure in balia di correnti di aria fredda o spifferi provenienti da finestre o porte d’ingresso che vengono aperte di frequente.

La soluzione più adatta

Lo scopo del vaso è principalmente quello di contenere l’apparato radicale della pianta.

pianta ricadente in ciotola

Per consentire alla chioma di ricadere verso il basso in modo scenografico, sono adatte le ciotole tonde e basse, in materiale plastico o anche in terracotta, dotate di fori di drenaggio e messe dentro portavasi decorativi.

piante ricadenti in basket

Per ammirare la vegetazione fluente rivolgendo lo sguardo verso l’alto, sono perfetti i panieri da appendere a una trave o a un gancio del soffitto: devono essere leggeri e allo stesso tempo solidi, perfettamente agganciati. È possibile anche utilizzare semplici fioriere sospese, da applicare a una parete.

pianta ricadente in vaso colonnare

Per valorizzare un angolo vuoto della stanza o uno spazio di passaggio, le piante ricadenti possono essere collocate in alti portavasi colonnari  in ceramica, resina o altro materiale plastico leggero e resistente.

 

Irrigare solo quando è necessario 

In questo periodo, le bagnature sono da eseguire con parsimonia, verificando sempre con il tatto le condizioni di umidità del terriccio, che deve asciugarsi leggermente tra un intervento irriguo e il successivo.

Attenzione a non eccedere con l’acqua, poiché è facile che in condizioni di umidità eccessiva si sviluppino marciumi a livello radicale e del colletto, con conseguenze dannose per l’intera pianta. Osservare la vegetazione: se si notano ingiallimenti fogliari seguiti da deperimento complessivo, il rischio di marciume è elevato.

Il drenaggio è importantissimo e deve essere facilitato utilizzando solo vasi dotati di fori basali e ponendo sul fondo uno strato di argilla espansa o altro materiale inerte. Per evitare il gocciolamento dell’acqua il vaso deve essere dotato di un sottovaso.

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