Piante ricadenti per nascondere i termosifoni

Il calorifero spento per sei mesi all'anno può prendere vita e colore se usato come piano d'appoggio per una composizione di piante ricadenti. Un'idea per trasformare un elemento funzionale in un supporto decorativo e nascondere il termosifone.

Francesca Meinardi
A cura di Francesca Meinardi
Pubblicato il 15/08/2019 Aggiornato il 15/08/2019
Piante ricadenti per nascondere i termosifoni

In estate i termosifoni dislocati in appartamento non sono più così attraenti come quando la temperatura scende durante l’inverno e, soprattutto, sono inutilizzati. Così, da metà aprile fino a metà ottobre, quando verranno riaccesi, possono essere usati come comodi piani d’appoggio per le piante di casa.

Per sistemare i vasi in modo sicuro, dove non sia già presente un davanzale, si provvede all’installazione di una mensola sopra il termosifone, oppure si potranno agganciare ai montanti del calorifero gli stessi portavasi che si utilizzano sulle ringhiere del balcone. Uno dei vantaggi sarà avere un sipario verde per nascondere il termosifone.

Le piante possono essere disposte in una cassetta lunga quanto lo spazio a disposizione, oppure in vasetti diversi. L’ideale è scegliere specie dal portamento ricadente, così da nascondere il termosifone con qualche macchia di colore. E poi occorre prendersene cura in modo adeguato, perché le nostre piante richiederanno annaffiature estive assidue e anche alcune concimazioni.

Per nascondere un termosifone lungo circa 100 cm, suggeriamo di posizionare 5 vasi del diametro di circa 18-20 cm, ognuno con una pianta dallo sviluppo di circa 40 cm. Suggeriamo di mettere in sequenza: pothos, lobelia, edera, lobelia e pothos.Se il termosifone si trova in prossimità di una finestra, sarà opportuno schermare la zona con delle tende che filtrino l’irraggiamento diretto senza inficiare la luminosità dell’ambiente.

Per nascondere un termosifone lungo circa 100 cm, suggeriamo di posizionare 5 vasi del diametro di circa 18-20 cm, ognuno con una pianta dallo sviluppo di circa 40 cm. Suggeriamo di mettere in sequenza: pothos, lobelia, edera, lobelia e pothos.Se il termosifone si trova in prossimità di una finestra, sarà opportuno schermare la zona con delle tende che filtrino l’irraggiamento diretto senza inficiare la luminosità dell’ambiente.

Pothos

Il Photos scelto in una delle sue varietà a foglie piccole, è perfetto per chi non ha il pollice verde perché richiede pochissime cure e d’estate non deve neanche essere trasferito all’aperto. Come substrato è adatto un buon terriccio universale. Le annaffiature dovranno essere regolari, ma scarse, perché il Pothos all’eccesso di acqua preferisce la siccità. Per la concimazione, ogni due settimane aggiungere del concime liquido all’acqua di bagnatura. Nel caso in cui la pianta non prosperasse, sviluppando ramificazioni sottili e deboli, non si esiti a reciderle, se non addirittura a cambiare la terra del vaso.

Lobelia

Pianta erbacea delicata e decorativa, la Lobelia ben si presta, per le sue dimensioni contenute, a essere coltivata in vaso. La fioritura è una nuvola di boccioli cerulei sfumati al loro interno da una macchia centrale più chiara; i tre petali inferiori conferiscono al fiore un effetto insolito, dal momento sono un unico petalo trilobato. Il substrato di coltivazione deve essere fertile e soffice, ricco di sostanze organiche. La pianta va innaffiata quotidianamente, ma solo se il terriccio si è già asciugato dalla bagnatura precedente. Affinché la pianta prosperi sarà necessario eliminarne le parti secche e avvizzite e concimarla come il Pothos.

Edera

Al Pothos e alla Lobelia si potranno accostare alcune varietà di edera, perfette da crescere in vaso come ricadenti. Per un ambiente luminoso scegliere le varietà ‘Calico’, dalle foglie bianche striate di rosa, o ‘Golden Gate’ con foglie striate di giallo. Per le stanze più ombreggiate si può scegliere la varietà ‘Natasha’ o la ‘Leopold’ per gli amanti delle foglie che presentano striature chiare e margini maggiormente tondeggianti.

In alternativa: l’eschinanto

Se si vuole una sola pianta per avere meno problemi con l’acqua e il concime, si deve scegliere un esemplare esuberante, uniforme e dall’aspetto più corposo, molto rigoglioso, che formi un sipario verde per nascondere il termosifone: l’eschinanto.

Aeschynanthus possiede fusti sinuosi e flessibili, decorati da foglie ovoidali, e fiori dai colori accesi, dal giallo all’arancione, con sfumature rosso porpora, cilindrici e raccolti in gruppetti numerosi.

Essendo una pianta di origine tropicale, ama le temperature elevate, anche i 30 °C. L’ubicazione in una zona molto luminosa favorirà un voluttuoso sviluppo dell’Eschinanto, che però andrà protetto dall’irraggiamento solare diretto.

Il terriccio maggiormente favorevole è un substrato drenante formato da torba e muschio.

L’origine tropicale richiede, oltre alle annaffiature regolari, anche delle nebulizzazioni settimanali della chioma, in modo che l’ambiente non sia eccessivamente secco ma mantenga un buon grado di umidità.

Settimanale dovrà essere anche la concimazione limitata al periodo primaverile estivo che supporti la pianta nella sua fase di maggior rigoglio.

Una particolare attenzione va rivolta alla presenza o meno di cocciniglia: nel caso la si notasse, si intervenga subito con un batuffolo di cotone imbevuto di alcol per la sua eliminazione.

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