Piante in casa: 7 errori da non fare

Dalla sospensione delle fertilizzazioni alla mancanza di pulizia delle foglie: alcune sviste, anche insospettabili, possono pregiudicare la sopravvivenza delle piante in appartamento.

Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni, Redazione digital
Pubblicato il 16/03/2026Aggiornato il 16/03/2026
Piante in casa: 7 errori da non fare

Nel mese di marzo i garden center si popolano di tante nuove piante fiorite attraenti e accattivanti che, dopo i mesi invernali, sembrano portare una nuova aria in casa. La tentazione è quella di acquistare in maniera compulsiva tutti i vasi fioriti che attirino l’attenzione, senza chiedersi se siano piante da interni, adatte all’esposizione disponibile o alle cure che si è in grado di dispensare loro.

Questa mancanza di consapevolezza al momento dell’acquisto, però, spesso si paga con la prematura morte della pianta e il conseguente spreco di denaro.

1. Acquisto compulsivo

Quando si sta per mettere un vaso nel carrello, è importante chiedersi se quella pianta servirà realmente a decorare gli ambienti e, in caso affermativo, se la si riconosce e se se si conoscono anche le indicazioni di base circa le cure di cui la pianta stessa necessita.

2. Trasferimento prematuro dei vasi all’aperto

Un altro errore comune che si tende a fare con l’arrivo delle giornate più lunghe, è quello di pensare che i vasi possano già godere dei benefici dell’aria aperta e così si decide di spostarli sul davanzale o in balcone.

Occorre ricordare invece che, soprattutto nelle regioni più a Nord, il rischio di gelate tardive o di sbalzi termici eccessivi tra giorno e notte è molto elevato, quindi bisogna aspettare ancora diverso tempo prima di trasferire le piante d’appartamento all’aperto.

3. Esposizione diretta ai raggi solari

Con l’allungarsi delle giornate l’irraggiamento solare sarà più intenso e prolungato, e l’incidenza dei raggi sarà più verticale rispetto al periodo invernale. Per questa ragione bisogna evitare il posizionamento dei vasi davanti alle finestre sprovviste di tende o di adeguati ombreggiamenti.

4. Presenza di correnti d’aria

Se le giornate sono particolarmente belle, sarà istintivo aprire le finestre e lasciare entrare in casa aria e luce. Se però i vasi sono collocati sul davanzale interno della finestra, o in prossimità di questa, sarà opportuno fare attenzione che le piante non rimangano in corrente.

5. Mancanza di fertilizzante

Anche se ci si è presi cura per tutto l’inverno delle piante in casa, non significa che esse non abbiano bisogno di un aiuto prima o durante la ripresa vegetativa, ossia con l’arrivo della primavera, anche perché i nutrienti presenti nel terreno tendono a esaurirsi.

È importante concimare, soprattutto le piante da fiore, con un prodotto specifico (preferibilmente liquido o a lenta cessione) seguendo il risveglio della pianta.

6. Fuoriuscita di radici dal vaso

Un altro errore da evitare è quello di trascurare lo spazio di cui hanno bisogno le radici della pianta per svilupparsi in maniera corretta. Spesso, infatti, non si presta la giusta attenzione all’osservazione dei fori di drenaggio: quello è, invece, il primo posto da cui fuoriescono le radici quando non riescono più ad essere contenute dal recipiente in cui sono alloggiate insieme alla zolla.

Se si dovesse vedere qualche filo radicale fuoriuscire, diventa importante estrarre la pianta con la sua zolla dal vaso e verificare che le radici non siano un’intricata ragnatela costretta dal recipiente. Nel caso in cui la pianta necessiti di essere rinvasata bisognerà fare attenzione alla scelta del giusto vaso e, soprattutto, del terriccio. 

Tutte le piante richiedono un substrato specifico ma è ancora più importante, nel caso delle piante d’appartamento, avere a disposizione la giusta miscela.

7. Incuria delle foglie 

Un altro errore fondamentale da non fare è quello di non pulire le foglie delle piante almeno una o due volte al mese. In natura l’apparato aereo viene mondato dalle precipitazioni atmosferiche, mentre in appartamento smog e polvere si accumulano sulle foglie favorendo il deperimento della pianta e l’attecchimento di malattie parassitarie come la cocciniglia o il ragnetto rosso.

Le lamine fogliari vanno mantenute pulite dai pulviscoli per garantire un buon livello di traspirazione della pianta. Se si utilizza acqua del rubinetto, è consigliabile lasciarla decantare per 24 ore per favorire l’evaporazione del cloro; per le piante più sensibili al calcare, l’ideale sarebbe utilizzare acqua piovana o distillata.

Altro errore da evitare è quello di pulire con un panno umido le foglie ricoperte da peluria: per queste si dovrà utilizzare un pennello. In genere si sconsiglia l’utilizzo dei lucidafoglie in spray perché, se la pianta non è resistente, la patina oleosa che questi prodotti lasciano sulla lamina rischia di ostruirne i pori e renderla poco traspirante.

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