Piante grasse minuscole

Le piante grasse di dimensioni minuscole sono sempre più apprezzate. Perché soddisfano la voglia di verde ma richiedono poche cure, hanno forme e colori strani e costano davvero poco.
Alessandro Mesini
A cura di Alessandro Mesini
Pubblicato il 28/02/2020 Aggiornato il 28/02/2020
Piante grasse minuscole

Il gusto per il piccolo, per il particolare minuto, è sempre più apprezzato soprattutto nelle piante succulente. Le piante grasse di taglia ridotta, in vaso di 4-10 cm di diametro, alte fino a 10-15 cm, sono perfette per chi ha una casa molto piccola o solo un davanzale o per chi vuole aggiungere un punto di colore sulla scrivania dell’ufficio. E piacciono a tanti, come testimonia l’ampia offerta dei garden e degli espositori alle fiere; non solo ai bambini. Esiste una nutrita schiera di collezionisti sempre disposti ad acquistare le novità che incontrano, di curiosi attirati da forme e colori strani e di persone che cercano proposte a bassa manutenzione a costi davvero contenuti.

Pianta o oggetto di arredamento?

Le piccole piante grasse proprio perché non richiedono cure assidue e una propensione personale per il verde, sono vissute alla stregua di un oggetto d’arredamento che, invece di spolverare, si deve soltanto bagnare in modo sporadico. Destinate a crescere poco o, ancor meglio, a restare uguali a se stesse per lungo tempo, formano con il portavasi un’unità indissolubile, una forma di valorizzazione del vaso, scelto per il suo valore decorativo e non per quello funzionale. Alti, panciuti, policromi, discreti nel loro bianco assoluto, intonati o a contrasto con la superficie d’appoggio, lucidi od opachi, in materiale tecnologico oppure nella vecchia terracotta rivisitata, possono accontentare i gusti di tutti. In un garden di buone dimensioni troverete sempre un’offerta nutrita che ogni anno si arricchisce di linee con colori, materiali e forme nuove. Le piccole dimensioni consentono ai più creativi di riutilizzare oggetti di recupero come scatole di legno, tazzine da caffè e tazze, barattoli e vasetti, latte, zuccheriere, bicchieri colorati.

Alcune cure sono fondamentali

Tutte le piante in vaso, se luce e temperatura sono idonee, dipendono strettamente da quelli che sono gli apporti esterni per nutrienti e acqua, soprattutto l’acqua perché si esaurisce in tempi brevi.

Trattando la stessa specie o la stessa tipologia, per esempio i cactus sferici, più la pianta sarà grande e maggiori saranno le probabilità di superare una crisi perché maggiori sono le sostanze di riserva; più le piante sono piccole, minori sono le loro riserve e la loro capacità di resistere. Per questa ragione coltivare piante succulente di piccola taglia non è difficile ma richiede cure assidue e cadenzate.

Possiamo dimenticarci un cactus sferico di 20 cm di diametro anche per tre mesi, non uno di soli 5 centimetri. A fronte di un forte stress idrico le piante più piccole sono le prime, a parità di resistenza, a morire. Importante è anche considerare che le limitate dimensioni del vaso incidono perché minori saranno i volumi da esplorare, la capacità di trattenere acqua e quella di fornire nutrienti.

I vantaggi del vaso minuscolo

Per ovviare alle dimensioni di un contenitore piccolo si potrebbe pensare di sceglierne uno più grande trapiantando i mini cactus. Ma lo sconsigliamo soprattutto perché in un contenitore più grande perderemmo quel rapporto dimensione vaso/pianta che rappresenta uno dei punti di forza e di fascino di queste piante.

Inoltre il vaso piccolo ci pone al riparo dal rischio più diffuso: i marciumi radicali per eccesso di bagnature. È facile, infatti, incorrere nell’errore di somministrare acqua non in base alle reali necessità della pianta ma in funzione delle dimensioni del vaso. E, in un vaso grande, il substrato, per quanto ben drenato, resterebbe bagnato troppo a lungo e l’acqua effettivamente assorbita dalla pianta non contribuirebbe ad asciugarlo. Il perdurare di queste condizioni, unito a temperature non ottimali, si rivela spesso letale. I tessuti divengono molli e spesso, raggiunto questo stadio, è solo questione di tempo per arrivare alla fine anche se la pianta per mesi non cambia colore o forma. In un vaso piccolo la zolla, piccola e in parte anche occupata dalle radici, tratterà poca umidità che sarà assorbita senza correre rischi.

Gli apporti nutrizionali potranno essere veicolati dall’acqua di bagnatura utilizzando un fertilizzante specifico in forma liquida o solubile in modo efficace e senza sprechi, ma sempre osservando i tempi indicati dal produttore e dimezzando i dosaggi per non elevare troppo la salinità del terreno e promuovere una crescita indesiderata.

Se deve essere cambiato

Anche le piante grasse devono essere rinvasate ma solo quando forzano il vaso. Le radici devono uscire dai fori di fondo e questo è l’unico modo per valutare lo sviluppo delle radici. Estrarre la zolla, data la sua natura sabbiosa poco coerente, può tradursi in un piccolo disastro. Il pane di terra si sfalda, le radici restano nude e si deve procedere, anche se non ne abbiamo bisogno, a un vero e proprio rinvaso. Durante il rinvaso le radici riportano sempre delle piccole lesioni e per questo non si deve bagnare nei giorni successivi per dare alle ferite il tempo necessario per rimarginarsi. Effettuare il rinvaso a primavera o all’occorrenza, ma mai durante la fase di riposo vegetativo eliminando il vecchio terriccio dalle radici. Meglio preferire vasi di coccio, traspiranti, e forme poco profonde.

Come bagnarle

Le piante grasse di taglia mini alloggiate in vasi piccoli andranno bagnate in modo regolare, una volta la settimana se le temperature superano i 24 °C, una ogni due se le temperature sono sopra i 20 °C, una volta il mese se la temperatura è stabile intorno ai 18°. Si sospendono del tutto sotto i 16 °C.

Si bagnano al piede, con acqua a temperatura ambiente lasciata riposare per eliminare e il cloro, possibilmente non calcarea per evitarne l’accumulo nel tempo. Sempre con moderazione e in modo che la pianta non possa riassorbire quella in eccesso.

Se non crescono

Per sapere se le vostre piccole piante grasse sono in salute, bisogna tenere sotto controllo le dimensioni. Se la pianta non cresce qualcosa non va: provate a migliorare l’esposizione, a modificare la frequenza delle bagnature e usate un fertilizzante per cacatacee a dosaggio pari un quarto di quello indicato. Le correnti fredde provocano la caduta delle foglie e gli urti ripetuti la comparsa di ferite o annerimenti. In caso di assenza prolungata, quando si abbassa il termostato, ponetele piante in posizione rialzata: questo piccolo accorgimento basta per guadagnare un grado.

Attenti alle spine

Le spine, anche quelle più piccole, sono insidiose: una volta infisse sono difficili da togliere proprio perché sottili e setolose. Quelle più dure potranno ferirvi ma sono più facili da gestire nel manovrare la pianta.

Le opuntie, piccoli fichi d’India

Fra i cactus dotati di spine sottili, le opuntie sono quelli più diffusi.

In particolare Opuntia microdasys, nelle varietà a spine bianche o gialle, raccolte in piccole areole e piccole pale che ne fanno una miniaturizzazione di un fico d’India, è conosciuta da tutti. Pianta di portamento compatto deve essere posta in pieno sole perché con luce non diretta nel giro di qualche anno perde la forma ordinata e compatta.

Opuntia diademata all’opposto presenta spine lunghe che sembrano essere pericolosissime ma sono in realtà di consistenza cartacea. La pianta si compone di diversi articoli, si chiamano così i segmenti di fusto, di colore grigio verde, leggermente mammellonati.

Le mammillarie multiformi

Le mammillarie sono un genere di piante succulente ricchissimo, in genere formato da corpi sferici, spesso fusi in numerose colonie, ma anche “mostruosi” come la Mammillaria crestata che ha una struttura a ventaglio con sviluppo irregolare tanto da sembrare cerebriforme. Ricoperta di numerosissime spine, caratteristica comune a quasi tutti i rappresentanti del genere. Ma non è la sola a presentare uno sviluppo simile tanto che i cactus crestati sono spesso oggetto di un collezionismo particolare.

Mammillaria polythele nuda ha una struttura sferica, geometrica ma non rigida, accompagnata da un corpo che si articola in tantissime cuspidi portanti all’apice le spine.

Mammillaria muehlenpfordtii si presenta in fase giovanile come un cactus globoso singolo che crescendo si divide in due unità ripetendo il processo fino a formare strutture con dozzine di teste che possono coprirsi di fiori rosso carminio.

Gli sferici minuscoli

Non sempre le piante grasse di piccola taglia sono “nane”, spesso si tratta di piante giovani messe in condizioni tali da crescere con grande lentezza per la scarsità di nutrienti. Vista la bassa velocità di crescita, tutti i cactus sferici sono utilizzati come piante di piccola taglia, tuttavia si mostrano spesso molto fragili perché sono quelli che più facilmente raggrinziscono, cambiano colore e muoiono. Accanto al classico e perfetto grusone (Echinocactus grusonii), che resta il preferito dal pubblico, possiamo ricordare:

  • Echinopsis subdenudata è un cactus facile e resistente al freddo che si presenta in forma sferica o leggermente allungata, organizzato in dieci o dodici costole che portano lungo il margine areole bianche con spine corte. Esposto al sole diretto tende ad arrossarsi.
  • Gymnocalycium è un genere di piante di forma globulare con fusto singolo poco spinose capaci di riprodursi per l’emissione di polloni basali che presentano secondo la specie considerata leggere variazioni morfologiche. Originarie del Sud America sono di facile coltivazione.
  • Parodia è un genere di piante che annovera forme molto diverse, da globose a colonnari, che presentano il difetto, se sottoposte al freddo, di soffrire di distacco delle radici. Per evitare che ciò avvenga evitare di scendere sotto i 10°C.
  • Euphorbia horrida non è in realtà un cactus ma un arbusto con fusti succulenti dotata di un grande polimorfismo, sferica ad inizio sviluppo e poi colonnare. I caratteri generali sono l’organizzazione in costole piuttosto profonde e la capacità di emettere lattice irritante se ferita.

Per i collezionisti

Chi vuole avviare una piccola collezione acquisti sempre piante che riportino una chiara nomenclatura con genere, specie e possibilmente varietà. Eseguire un riconoscimento preciso a posteriori è più difficile di quello che si pensi per il gran numero di specie che si somigliano, per una notevole variabilità soggettiva e per la presenza di molte varietà.

Per saperne di più

Le cure estive delle piante grasse 

Piante grasse: da maggio all’aperto

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