Piante grasse: le cure estive

Le piante grasse sono molto apprezzate e in genere hanno bisogno di attenzioni minime. Adesso è necessario dedicare loro un po’ di tempo perché entrano nella fase del risveglio vegetativo.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 15/05/2015 Aggiornato il 15/05/2015
piante grasse cure estive

Sono chiamate comunemente piante grasse, ma il nome corretto di queste piante è succulente. Il motivo è da ricercare nei loro tessuti “succulenti”, strutturati per poter immagazzinare grandi quantità di acqua (vedi Approfondimento qui sotto). Le piante succulente sono molto apprezzate come piante d’appartamento sia per le forme dei fusti sia le fioriture particolari, ma soprattutto per il fatto che hanno bisogno di pochissime cure. La cura delle piante succulente in questo periodo dell’anno si limita all’annaffiatura, al nutrimento, alla pulizia e all’eliminazione delle parti secche o ammalate. Se si dispone di un terrazzo o di un balcone, adesso è bene trasferirle in posizione esterna fino al termine di settembre.

Irrigare bene le piante grasse

Le piante grasse devono essere bagnate regolarmente per vivere come tutte le altre, in quantità ridotte e soprattutto nella stagione temperata e calda, da adesso al termine dell’estate. In linea di massima vanno annaffiate ogni 10 giorni ma questo intervallo può variare in base alla temperatura, umidità e condizioni del terriccio. Il metodo migliore per annaffiare le piante succulente è quello dell’immersione del vaso in una bacinella. In questo modo si riesce a bagnare interamente la terra e non si sporca l’ambiente di coltivazione, si ha il vantaggio di poter diluire nell’acqua anche il fertilizzante.

Si tengano comunque presenti questi fattori:

  • durante il periodo di riposo vegetativo, che per la maggior parte delle succulente coincide con l’inverno (ma alcune hanno un breve riposo anche ad agosto), non devono essere bagnate;
  • nei vasi di coccio la terra asciuga prima perché l’acqua evapora anche dalle pareti del contenitore e quindi vanno annaffiate più spesso che le piante nei vasi di plastica;
  • quelle con ottima esposizione cresceranno più attivamente e consumeranno più velocemente l’acqua rispetto alle piante in semiombra.

Pulizia

In questo periodo le piante succulente devono essere spolverate, soprattutto se si tratta di esemplari coltivati in composizione, perché la polvere stratificata potrebbe ostacolare il normale processo di fotosintesi clorofilliana e limitarne la crescita. Nel caso le specie succulente non siano provviste di peli, spolverarle con un pennello morbido, con delicatezza, pulendo bene anche le cavità. Per spolverare piante provviste di spine e peluria, senza danneggiarle, meglio ricorrere al phon: utilizzare l’aria fredda e mantenere una distanza dai fusti di almeno 15 cm. Il getto d’aria non deve essere regolato troppo forte.

Controllo sanitario

È il momento di controllare se le nostre succulente hanno parti malate o colpite da parassiti; non solo le foglie ma anche il fusto. Tutte le parti, una volta danneggiate, diventano scure e devono essere rimosse se si vuole far sopravvivere il resto della pianta. Per il controllo di cocciniglie e altri parassiti è opportuno ricorrere all’eliminazione manuale (con alcol e cotone) oppure spruzzando sapone di Marsiglia (da risciacquare). In ogni caso è bene isolare la pianta fino a guarigione completa.

Concime sì o no?

Da marzo a giugno e da settembre a ottobre utilizzare concimi specifici per piante succulente ricchi fosforo e potassio (l’azoto è richiesto in quantità limitata). Sono consigliati i concimi liquidi perché oltre ad essere più pratici non si depositano nel terriccio e sono più prontamente utilizzabili dalle radici dell’apparato radicale. Nei mesi più caldi e durante il riposo vegetativo le piante non devono essere concimate.

Approfondimento – Organi di riserva particolari

La maggior parte delle piante succulente in natura vive in ambienti tropicali dove si alternano lunghi periodi di aridità a brevi periodi di piogge intense e abbondanti. Quindi si sono evolute per poter approfittare di questi rari momenti di pioggia per assorbire molta acqua possibile nel minor tempo, immagazzinarla e amministrarla poi nei periodi di siccità.

Cellule preziose

Per rendere possibile questo meccanismo le piante grasse possiedono particolari tessuti, i parenchimi acquiferi, formati da cellule rotondeggianti con ampi spazi intercellulari in grado di immagazzinare grandi quantità di acqua. Questo tessuto rende ogni parte carnosa e ingrossata e fa assumere alle piante forme sferiche, colonnari, a rosetta, appiattite.

Ridurre l’evapotraspirazione

Inoltre molte piante succulente hanno modificato parte dei loro organi per diminuire le perdite per traspirazione. Le foglie sono trasformate in spine e la fotosintesi clorofilliana viene effettuata dal fusto modificato. Alcune piante infine presentano cere, cutine e peli sulle superfici esterne per ridurre la perdita d’acqua mediante la creazione di un micro-habitat umido intorno alla pianta e mediante la riduzione del flusso d’aria sulla sua superficie.

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