Piante grasse: il check-up prima di spostarle

È il momento di mettere all’aria aperta le nostre piante grasse dove potranno ricevere il sole diretto. Prima però bisogna controllare che non siano infestate dai parassiti o che non abbiano bisogno di un nuovo contenitore.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 06/05/2014 Aggiornato il 06/05/2014
Piante grasse: il check-up prima di spostarle

In primavera le cactacee si risvegliano dal riposo vegetativo ma è solo da maggio, con le temperature stabilizzate e l’aria più calda, che si possono spostare all’aperto dove potranno godere di luce solare diretta e di una buona ossigenazione. Prima di spostarle è necessario assicurarsi che siano in buona salute e pronte ad affrontare la stagione estiva.

Le malattie

Per prima cosa bisogna verificare che sulle piante non siano in corso attacchi parassitari. L’aspetto della pianta ci aiuta a capire: uno stato di salute compromesso la farà apparire scolorita, secca e macchiata in alcune parti. Se ci appare così sarà necessario osservarla meticolosamente intorno alle spine, alla base del fusto e dei germogli. Un temibile parassita è il ragnetto rosso che crea delle colonie individuabili da filamenti biancastri, ovvero intrecci di sottili ragnatele, e dalle punture sulle foglie coriacee visibili come macchioline giallastre. Il ragnetto rosso è un acaro che si combatte ricorrendo a un prodotto acaricida specifico, soprattutto se la pianta è di grandi dimensioni. Un altro nemico è la cocciniglia che si riproduce molto velocemente e si nutre della linfa della pianta. La sua presenza si nota se si osservano piccoli scudetti bianchi o grigiastri immobili attaccati alle foglie. La cocciniglia si elimina manualmente.

1. Se la cocciniglia è presente su tutto il fusto in misura massiccia, per eliminarla ci si procura dell’alcol denaturato e lo si distribuisce sulla pianta tramite un pennello dalle setole rigide: il pennello ben scolato dovrà essere passato con particolare cura nelle pieghe del fusto. Al termine dell’operazione risciacquare il fusto con acqua tiepida.

1. Se la cocciniglia è presente su tutto il fusto in misura massiccia, per eliminarla ci si procura dell’alcol denaturato e lo si distribuisce sulla pianta tramite un pennello dalle setole rigide: il pennello ben scolato dovrà essere passato con particolare cura nelle pieghe del fusto. Al termine dell’operazione risciacquare il fusto con acqua tiepida.

2. Una soluzione mirata, valida se l’attacco è limitato a pochi scudetti, è quella di usare un bastoncino con la punta di cotone imbevuta in una soluzione composta al 50% di acqua e al 50% di alcol e colpire in modo puntuale i singoli scudetti in modo da eliminarli uno ad uno.

2. Una soluzione mirata, valida se l’attacco è limitato a pochi scudetti, è quella di usare un bastoncino con la punta di cotone imbevuta in una soluzione composta al 50% di acqua e al 50% di alcol e colpire in modo puntuale i singoli scudetti in modo da eliminarli uno ad uno.

Se è necessario il rinvaso

La salute delle cactacee dipende anche dal buon drenaggio del terreno e questo si verifica se l’acqua defluisce correttamente (cioè deve uscire dal foro di scolo ma non troppo in fretta) attraverso il pane di terra che avvolge le radici. Se il pannicolo radicale è troppo compatto per permettere all’acqua di defluire e all’ossigeno di circolare, forse la dimensione del contenitore non è corretta e la pianta deve essere rinvasata. In genere le cactacee non hanno un rapido sviluppo ed è sufficiente rinvasarle ogni due anni. I mesi di marzo e aprile sono quelli giusti per occuparsi dell’operazione ma, se non si è provveduto, i primissimi giorni di maggio sono ancora favorevoli.

Per sfilare la pianta dal vaso senza graffiarci con le spine né rovinarla, possiamo piegare un fazzoletto su se stesso e avvolgerlo intorno al corpo della pianta, poi si tira su: la scarsa umidità del terriccio favorirà la fuoriuscita del pane di terra dal contenitore. La pianta andrà quindi messa a dimora in un contenitore di terracotta con un preparato di terriccio, sabbia e lapillo o pozzolana.

Per sfilare la pianta dal vaso senza graffiarci con le spine né rovinarla, possiamo piegare un fazzoletto su se stesso e avvolgerlo intorno al corpo della pianta, poi si tira su: la scarsa umidità del terriccio favorirà la fuoriuscita del pane di terra dal contenitore. La pianta andrà quindi messa a dimora in un contenitore di terracotta con un preparato di terriccio, sabbia e lapillo o pozzolana.

 

Come valuti questo articolo?
12345
Valutazione: 4 / 5, basato su 3 voti.
Avvicina il cursore alla stella corrispondente al punteggio che vuoi attribuire; quando le vedrai tutte evidenziate, clicca!
A Cose di Casa interessa la tua opinione!
Scrivi una mail a info@cosedicasa.com per dirci quali argomenti ti interessano di più o compila il form!