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A marzo, l’offerta delle piante da interni fiorite, in genere proposte in un mix di colori squillanti, ci attrae, ci induce all’acquisto e ci illude che l’inverno sia davvero finito. Ecco che cosa sapere perché le piante acquistate possano resistere nel tempo in casa e poi, più avanti, per non buttarle, trasferite in giardino.
Non tutte sono “da interni”
Una buona parte delle piante proposte adesso nei garden come “piante da interno”, in realtà non sono piante adatte a vivere in casa, ma piuttosto a sopravviverci per un tempo limitato. Quello bastante a offrire una fioritura generosa e abbastanza duratura, in genere almeno tre settimane se acquistate all’inizio della fioritura.
La loro collocazione migliore sarebbe una stanza fresca, con temperatura intorno ai 18 °C, oppure una veranda dove le temperature non scendono sotto i 15 °C.
Nelle nostre case in genere le temperature sono più alte, intorno ai 23 °C, e le piante hanno vita dura; è necessario ricorrere alle solite strategie per migliorarne la sopravvivenza e lo stato di salute. Tenerle sempre lontane da una fonte di calore, ben illuminate, possibilmente in gruppo o con un sottovaso con ghiaia e acqua così che si possano creare favorevoli condizioni di umidità localizzata.
Attenzione al vaso
Fattore comune a queste piante è l’evidente sproporzione che esiste fra il volume del contenitore e la massa sviluppata. Si tratta, non a caso, di una strategia agronomica dei produttori che indirizza tutto lo sviluppo verso la parte aerea, in particolare la salita a fiore, grazie alla selezione, a fertilizzazioni mirate e a condizioni di coltivazioni precise.
Quindi, una volta terminata la fioritura e ripulita la pianta dagli steli sciupati, si consiglia di procedere al rinvaso in un contenitore più grande, anche di qualche misura, per dar modo all’apparato radicale di espandersi e riequilibrare lo sviluppo fra parte aerea e parte sotterranea. Non ci si meravigli se per un po’ la pianta, pur mantenendosi verde e in salute darà soltanto segni di rinnovo e non di crescita: lo sviluppo in questa fase è sbilanciato verso l’estensione dell’apparato radicale.
L’acqua è il primo elemento
I contenitori di acquisto sono spesso così piccoli che l’acqua è sempre il primo elemento a mancare perché il volume di terra è poco rispetto alla superficie evapotraspirante. Ma è anche il primo elemento in eccesso perché, per compensare, si è portati ad annaffiare con grande generosità creando un accumulo d’acqua nei portavasi che nelle case sostituiscono di solito i sottovasi e non danno modo di vedere la quantità di acqua residua. Le piante passano così da uno stato di asfissia ad uno di carenza nel giro di poco. I fenomeni classici sono l’ingiallimento e il disseccamento delle foglie, il marciume e l’appassimento.
Il consiglio è bagnarle poco ma tutti i giorni, oppure a turni di due giorni, svuotando sempre i portavasi dall’acqua in eccesso nel giorno di scarico.
Quando porle all’esterno
Con lo stabilizzarsi delle temperature notturne, in genere ad aprile, è possibile trasferire le piante in vaso all’aperto, sul balcone oppure, per le perenni, in piena terra in giardino. Prima si metterle all’esterno dove arriva il sole diretto, anche per solo una parte del giorno, si deve sempre avere l’accortezza di porre le piante in ombra luminosa per circa dieci giorni così da dar loro modo di adattarsi gradatamente alle nuove condizioni.
Ornitogalo
Scilla peruviana
Calle colorate
Delle calle piacciono non solo il fiore, dalla forma e dalle sfumature misteriose, ma anche le foglie dalla consistenza cerosa, grandi senza essere eccessive. Queste bulbose riescono bene in un terriccio fertile, soffice, e tenuto un poco più che fresco con bagnature regolari e ravvicinate ma mai eccessive.
Le varietà ‘Pink Puppy’ e ‘Nashville’ dai colori accesi e intensi, rosa la prima e viola la seconda, sono fra le proposte più accattivanti del settore. Decorative, contenute, fiorifere e di struttura forte.
Ranuncoli
Una volta acquistati, dentro casa devono essere posti lontano dai termosifoni, nelle stanze più fresche, sempre molto luminose e con buona umidità ambientale.
La rimozione dei boccioli sfioriti favorisce l’emissione di nuovi fiori, e nulla toglie che la pianta coltivata in vaso dentro casa possa essere spostata a primavera in piena terra dove potrà regalare ancora un tocco di colore.
La linea Elegance, ottenuta grazie a miglioramento genetico, selezione e riproduzione naturale, caratterizzata da fioritura precoce, è apprezzata per le corolle grandi e piene, la vasta gamma di colori fra cui spiccano gli arancioni, e l’elevata uniformità cromatica delle varietà.
Si prestano bene come fiore reciso per composizioni eleganti.
Cineraria
In genere richiede una posizione luminosa ma non il sole diretto, deve essere bagnata con regolarità e abbondanza perché ha una grande superficie fogliare ma sempre senza creare ristagni perché soffre di marciume e patologie fungine. Per favorire la formazione di nuovi boccioli è necessario tagliare i fiori una volta appassiti, con un paio di forbici pulite. La serie ‘Senetti’ offre una vasta gamma di colori come la bianca ‘White’ con disco centrale grigio blu, la vistosissima ‘Ruby Red’, mentre la delicata ‘Compact Rose Bicolor’ è della serie ‘Leonardo’.
Primula obconica
Pianta robusta e capace di resistere nel tempo purtroppo è coltivata spesso come semplice annuale lasciata a se stessa dopo la fase di fioritura fino a quando non secca o si riduce di dimensioni per le avverse condizioni e le scarse cure ed è in ogni caso scartata.
L’aspetto generale è rigoglioso e forte. La pianta forma una graziosa rosetta di foglie lunghe 8 – 10 cm ed è ricca di bocci fiorali ancora schiusi.
Al momento dell’acquisto è meglio scegliere piante all’inizio della fioritura, senza foglie ingiallite alla base, e senza scapi fiorali recisi perché già sfioriti. Nelle mezze stagioni è da porre in pieno sole davanti a una finestra, perché abbia tutta la luce possibile, bagnando a giorni alterni, senza creare ristagno. Si può tenere anche in vaso all’esterno, ma deve essere ritirata all’arrivo del freddo.
Calendula
Le calendule desiderano sole pieno per fiorire con forza, un terreno di media fertilità, sempre ben drenato come dimostra la loro tendenza in natura a disseminarsi e crescere ai bordi dei marciapiedi e dei muri dove si accumulano i cocci di costruzione. In casa, in vaso, vanno bagnate con parsimonia, eliminando sempre l’acqua che ristagna nel sottovaso, e appena le temperature notturne non scendono più sotto i 10 °C devono essere spostate all’esterno: balcone, davanzale o piena terra avendo cura di raccogliere i semi per farvele da voi, già partendo da settembre.