Piante di casa sul balcone: posizione e annaffiature

Ad agosto le piante di casa sono state spostate all'aperto in posizione semi ombreggiata. Se è prevista una breve assenza, occorre predisporre una riserva d'acqua per evitare che si secchino completamente. Vediamo come funziona il metodo fai da te della bottiglia con il tappo bucato.
Giovanna Rio
A cura di Giovanna Rio
Pubblicato il 23/08/2020 Aggiornato il 23/08/2020
Piante di casa sul balcone: posizione e annaffiature

Se si dispone di uno spazio esterno balcone e/o terrazzo, l’estate è il momento di spostare le piante d’appartamento all’aperto, in una posizione appropriata, soprattutto se abbiamo previsto qualche giorno di vacanza. In questo modo le piante avranno la possibilità di beneficiare, soprattutto durante le ore serali, della giusta umidità, necessaria a ristabilirle, perché in casa, per tutto l’anno, hanno sofferto il caldo e l’aria secca.

Devono stare all’ombra

Da alcuni anni le estati sono caratterizzate da temperature molto alte, dannose soprattutto per la coltivazione delle piante in vaso, magari appoggiate a terra in terrazzo, perché alcune pavimentazioni accumulano parecchio calore e possono scottare le radici.  Per questo motivo, prima di spostare le piante all’aperto, occorre procurarsi una base isolante, di legno o polistirolo, su cui appoggiare i vasi  e un ombrellone, o una tenda da sole o dei cannicciati che possano creare delle zone d’ombra durante le ore più calde della giornata (dalle 11 fino alle 16).

Le annaffiature

Anche all’aperto, l’apporto regolare di acqua è sempre una priorità. Utilizzare sempre acqua a temperatura ambiente; se è quella del rubinetto meglio farla decantare per almeno un giorno, per far depositare il calcare eventualmente presente e per far svanire il cloro e i disinfettanti presenti. Ideale sarebbe l’acqua piovana priva di cloro e calcare. Non bagnare le foglie soprattutto se le piante sono esposte al sole diretto (per esempio quelle davanti ad una finestra) perché si rischiano bruciature sulle foglie.

Quanto bagnarle?

Se ci si assenta per un breve periodo di assenza di 3 – 4 giorni, è sufficiente annaffiare abbondantemente le piante prima di assentarsi. In caso di assenza prolungata, occorre procurarsi una riserva d’acqua Oggi esistono diverse possibilità: dai prodotti a rilascio prolungato nel terreno, ai coni di ceramica da collegare a un contenitore pieno d’acqua,  alle bottiglie con il  tappo bucato. Adesso esistono appositi tappi da avviare a bottiglie piene d’acqua che possono essere inseriti nel terreno dove rilasciano l’acqua con gradualità, senza inconvenienti.

riserva di acqua con bottiglia di plastica con tappo bucato

La tecnica più semplice è quella di utilizzare bottiglie di plastica vuote, riempirle di acqua e chiuderle bene con il tappo. Bucare il tappo con un ago scaldato in 2 – 3 punti e fare lo stesso sul fondo. Inserire nel buco praticato sul tappo, un pezzo di stoffa.

Infilare le bottiglie on tappo bucato a testa in giù nel terreno

Infilare le bottiglie a testa in giù nel terreno; l’acqua defluirà lentamente, mantenendo umido il terreno. Ogni vaso dovrà avere la sua bottiglia, con il tappo bucato in modo diverso in base alla necessità idrica della pianta. È comunque consigliato, una settimana prima della partenza verificare la quantità di acqua rilasciata. La differente miscela di terriccio, le diverse specie, le condizioni atmosferiche, infatti, possono incidere sul rilascio dell’acqua.

Il sottovaso

Se l’assenza prevista è di una settimana o più, oltre alla tecnica della bottiglia, si consiglia di riempire il sottovaso, oppure il portavaso, d’acqua. Al rientro svuotare l’acqua rimasta e verificare lo stato di idratazione della pianta prima di irrigare nuovamente. 

Attenzioni speciali 

Tutte le piante d’appartamento spostate all’aperto, devono essere sistemate in una zona ombreggiata, meglio se vicine per creare un microclima favorevole.

Le piante grasse, famiglia delle Cactaceae, in questo periodo devono essere annaffiate due volte la settimana. In caso di vacanza, però, queste possono sopravvivere per periodi lunghi (anche tre settimane) senza essere annaffiate purché siano bagnate abbondantemente prima di assentarsi. Collocarle in posizione ben illuminata ma all’ombra.

Le palme più coltivate sono Chamaedorea, Chamaerops, Howea. Queste devono essere collocare in un posto luminoso ma non al sole e annaffiate con regolarità in modo da mantenere il terriccio sempre fresco, facendo attenzione a non lasciare acqua nel sottovaso, sempre con acqua a temperatura ambiente (sopra i 18°C). In caso di assenza prolungata occorre assicurare sempre una riserva d’acqua; anche in questo caso sistemare una bottiglia di plastica piena d’acqua da posizionare nel terriccio a testa in giù. 

Stessa attenzione vale per le orchidee. Queste devono essere collocate in una zona luminosa, ma non esposta ai raggi diretti del sole, e annaffiate una volta alla settimana utilizzando acqua non fredda. Recidere interamente il gambo che ha portato il fiore. 

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