Piante d’appartamento: i rinvasi primaverili

Il rinvaso delle piante d’appartamento da fogliame decorativo è un’operazione che si deve fare ogni 2-3 anni, anche più spesso per alcune specie. L’importante è scegliere il momento giusto e il terriccio adeguato alle necessità.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 13/05/2016 Aggiornato il 13/05/2016
Piante d’appartamento: i rinvasi primaverili

Le piante che coltiviamo come specie “da appartamento” sono, per la maggior parte, originarie delle aree tropico-equatoriali, principalmente delle foreste del Centro e Sud America, del Centro Africa e dell’Indonesia. Qui crescono in ambienti molto caldi e umidi, nei quali le temperature subiscono minime variazioni (restano tutto l’anno sui 20-25°C) e i valori dell’umidità dell’aria sono costantemente alti (raramente inferiori al 70-80%). In Italia queste piante sono allevate nelle serre, dove trovano le migliori condizioni ambientali. Quando le acquistiamo e le trasferiamo in casa, trovano parametri di luce, temperatura e umidità non ottimali. Tuttavia molte riescono, seppur lentamente, a crescere in altezza e volume, estendendo l’apparato radicale in tutto il substrato disponibile. Quando lo spazio nel vaso diviene scarso, le radici iniziano a fuoriuscire dai fori di drenaggio: è la prima manifestazione di uno stato di sofferenza della pianta e occorre intervenire rapidamente.

Le piante da fogliame decorativo più diffuse

Ecco le più diffuse nelle nostre case: Ficus benjamina, Ficus elastica, Howea forsteriana (kentia), Scindapsus aureus (potos), Dracaena deremensis, Dracaena fragrans “Massangeana” (tronco della felicità), Philodendron scandens, Schefflera arboricola, Pachira aquatica.
Per queste il cambio di vaso va effettuato in primavera-inizio estate.
Nell’arco della loro vita in appartamento queste piante possono richiedere anche 3-4 cambi di contenitore.

Come si cambia il vaso
rinvasi

Quando le radici escono dal foro di drenaggio (fotografia 1), la pianta inizia a deperire per mancanza di substrato nutritivo e il vaso diventa instabile a causa dell’eccessivo volume della vegetazione in genere è il momento di cambiare il contenitore.
Ecco come effettuare il rinvaso passo dopo passo:

  • eliminare eventuali foglie secche o danneggiate. Se le foglie da togliere sono colpite da malattia, risulta indispensabile, dopo aver terminato il rinvaso, procedere ad un trattamento antiparassitario sull’intera pianta. Eventualmente procedere ad accorciare la vegetazione più esuberante;
  • irrigare abbondantemente la pianta nel vecchio contenitore e dopo 15-20 minuti toglierla dal vaso, facendo in modo che il pane di terra rimanga ben conformato (fotografia 2). Se la pianta è di grande dimensione il lavoro deve essere eseguito da due persone. Spesso la svasatura può essere effettuata solo a seguito della rottura del vecchio vaso a causa dell’eccessiva aderenza delle radici alle pareti;
  • sul fondo del nuovo vaso, che deve essere ben più grande di quello precedente, disporre uno strato drenante utilizzando argilla espansa (fotografia 3) o ghiaietto, al fine di favorire lo sgrondo dell’acqua in eccesso ed evitare problemi di marciume alle radici;
  • predisporre il substrato utilizzando terriccio specifico per piante d’appartamento di buona qualità, organico e molto torboso, con una discreta presenza di foglie secche di bosco macinate. Aggiungere sabbia di fiume per le piante più sensibili ai ristagni d’acqua;
  • accorciare le radici della pianta fuoriuscite dai fori di drenaggio del vecchio vaso e con attenzione appoggiare la pianta nel nuovo contenitore, aggiungendo substrato fino al quasi completo riempimento del contenitore. Il terriccio va leggermente pressato attorno al colletto della pianta e non troppo vigorosamente schiacciato. Al termine del lavoro il livello del substrato deve essere all’incirca 2 cm al di sotto dell’orlo del vaso;
  • irrigare subito la pianta rinvasata con acqua sufficiente a bagnare l’intero spessore del substrato (fotografia 4); l’eventuale acqua raccolta nel sottovaso va velocemente eliminata; ripetere l’intervento non appena il terriccio tende ad asciugarsi.
Quando le dimensioni sono un problema

Il rinvaso può rappresentare un problema in due occasioni.
La prima è quando la dimensione della pianta è considerevole: alcune specie (come kentia, filodendron, Ficus benjamina) possono superare i due metri di altezza. In questo caso svasare la pianta è un lavoro piuttosto faticoso.
La seconda, quando ormai le nostre piante sono già state rinvasate diverse volte e sono arrivate nel contenitore che noi vogliamo definitivo per le nostre possibilità di alloggiamento del vaso.
In questi casi non occorre svasare la pianta ma, una volta all’anno, per stimolare un’adeguata ripresa vegetativa ed evitare fenomeni di deperimento, è indispensabile in epoca primaverile asportare i primi 3-4 centimetri di substrato e sostituirli con terriccio di alta fertilità.
Inoltre occorre concimare le piante più frequentemente delle altre (almeno 3-4 volte all’anno) con fertilizzanti liquidi ricchi in azoto.

 Foto di Alessandro Mesini

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