Piante da regalare a San Valentino: 6 proposte in vaso o per il giardino

Camelia, orchidea, viola del pensiero, anthurium, narciso e pothos: l'elenco delle più belle piante da donare per celebrare il 14 febbraio.

Redazione digital
A cura di Redazione digital
Pubblicato il 13/02/2026Aggiornato il 13/02/2026
camelia

I fiori recisi in vaso sono sempre spettacolari e scenografici da regalare ma, purtroppo, hanno breve durata. Per questo, invece del solito mazzo di fiori, meglio regalare una bellissima pianta fiorita per San Valentino: non solo avrà vita molto più lunga, ma saprà arredare la casa, colorare il giardino, oppure abbellire il balcone, il davanzale o il terrazzo. 

La scelta tra le piante da donare può spaziare tra molte proposte diverse: ci sono fiori che stupiscono con i loro caratteristici petali a forma di cuore, come l’anthurium, e ci sono altri che simboleggiano stima e rispetto, come il narciso. Tutto sta nel capire quale messaggio si vuole trasmettere alla persona amata.

1) Orchidea, il fiore degli innamorati

Tra gli esemplari più facili da trovare in commercio nei primi mesi dell’anno c’è l’orchidea, una pianta che arriva dall’Oriente, dov’è apprezzata per la perfezione simmetrica dei suoi fiori, ma che nel mondo occidentale simboleggia invece l’amore resiliente, per la sua capacità di sopravvivere anche in poca terra.

Se ben curata, l'orchidea mantiene i suoi fiori fino a 3 mesi.

L’orchidea è una pianta da regalare a un partner a cui si riservi tutta la propria dedizione in una relazione duratura, e la sua bellezza e perfezione sottintendono una grande ammirazione mentale e fisica. Non tutte le orchidee sono considerate allo stesso modo nel linguaggio floreale: quelle rosa vengono solitamente regalate in occasione del 14° anniversario di nozze, mentre il Cymbidium, un’orchidea dai colori gialli o crema con lunghe e generose infiorescenze a spiga sui quali sbocciano i fiori, sono indicati per il 28° anno di matrimonio. In ogni caso, donare questo fiore alla persona amata significa comunicarle quanto sia fondamentale nella nostra vita.

Come curare l’orchidea

La luce è il primo nutrimento delle orchidee. La posizione ideale è davanti a una finestra esposta a Sud, a Est o ad Ovest, sempre però con una tendaggio leggero che filtri la luce delle ore più calde.

Tutte le orchidee temono il ristagno idrico e per questa ragione è necessario eliminare l’acqua che, dopo le bagnature, resta nei sottovasi. In alternativa adottare dei portavaso che non permettano al contenitore di raggiungere il fondo e consentano lo sgrondo dell’acqua in eccesso.

In estate, con temperature elevate, bagnare senza troppa parsimonia ma senza esagerare; in autunno basta annaffiare anche una sola volta la settimana. Prima di ogni intervento occorre però osservare lo stato di salute delle radici: se sono verdi la pianta sta bene, se diventano argentee ha bisogno di acqua (solitamente per immersione, ogni 7-10 giorni).

Per le annaffiature evitare acqua calcarea e fredda; se utilizzate quella della rete idrica urbana, lasciatela prima riposare affinché evapori il cloro.

2) Pothos, per i sentimenti resilienti

Il pothos (Epipremnum aureum) rappresenta una bellissima idea regalo sia per la facilità di cura, sia per la sua versatilità (può ricadere da una mensola oppure arrampicarsi su un tutore). Inoltre, nel linguaggio delle piante rappresenta la determinazione e la capacità di adattarsi alle avversità.

In foto, il Pothos Manjula dalle foglie magnificamente variegate.

Tra le altre virtù del pothos, si ricorda che è stato inserito, in un celebre studio compiuto dalla NASA nel 1989, tra le piante in grado di purificare e migliorare la qualità dell’aria.

Come curare il pothos

Il pothos ama la luce diffusa, ma sopravvive bene anche in angoli meno luminosi (perderà solo un po’ di venature chiare); va invece evitato il sole diretto che può bruciare le foglie. Vive benissimo con temperature comprese tra i 18° e i 25°C e teme molto gli spifferi d’aria gelida in inverno.

Per quanto riguarda le esigenze idriche, occorre attendere che i primi 2-3 cm di terra siano completamente asciutti prima di annaffiare. 

Come manutenzione regolare, è utile passare un panno umido sulle foglie per togliere la polvere e favorire una più efficace fotosintesi.

3) Narciso, tempo di rinascita


Regalare narcisi a San Valentino è un gesto ricco di simbologia: questi fiori incarnano, infatti, la rinascita e la stima.

Narcisi fioriti

Anche se spesso li si vede fioriti verso marzo e aprile, al Sud e nelle zone costiere, grazie ai climi più miti, non è raro vedere i primi narcisi selvatici (come il Narcissus tazetta) già fioriti a metà febbraio.

Inoltre, in occasione del 14 febbraio, vengono coltivati in serra attraverso la tecnica della forzatura: i bulbi vengono tenuti al freddo e poi portati improvvisamente al caldo per “ingannarli” e farli fiorire in anticipo, proprio tra gennaio e febbraio. In vendita in questo periodo si trovano soprattutto i Paperwhite (bianchi e profumatissimi) o i classici Trombone gialli in vaso.

Come curare il narciso

Il narciso è una pianta bulbosa estremamente generosa: con pochissimo sforzo e cure limitate regala fioriture splendide. 

In casa, ha bisogno di molta luce, ma deve stare al fresco (il caldo secco dei termosifoni fa appassire i fiori in un paio di giorni). La posizione ideale è vicino a una finestra luminosa in una stanza non troppo riscaldata. All’aperto, ama il pieno sole o la mezz’ombra e non teme il freddo invernale.

I narcisi vanno annaffiati solo quando il terreno risulta asciutto in superficie e non bisogna mai lasciare acqua nel sottovaso per evitare ristagni pericolosi per il bulbo.

Una volta che i fiori muoiono, la pianta non va buttata, anzi: occorre tagliare solo lo stelo del fiore appassito alla base e non toccare le foglie verdi che, attraverso la fotosintesi, ricaricano il bulbo di energia per la fioritura dell’anno successivo. La pianta va bagnata poco finché le foglie non diventano gialle e secche naturalmente: solo a quel punto si potranno tagliare perché il bulbo entrerà in fase di dormienza.

4) Anthurium, la pianta a forma di cuore

L’anthurium ha grandi foglie e fiori cuoriformi, tanto da indurre gli antichi Greci a descriverli come le frecce di Cupido; proprio per queste sue caratteristiche è una delle piante più regalate il 14 febbraio e riassume nelle forme e nei colori i più alti sentimenti di amore e amicizia.

Anthurium

Inoltre, dato che incarna l’amore nelle sue varie forme, l’anthurium è una bellissima pianta da avere in casa e un regalo gradito per varie occasioni, non solo a San Valentino: ad esempio, si può prendere in considerazione anche per la Festa della Mamma o del Papà.

Come curare l’anthurium

Ci sono alcune regole da seguire per coltivare questa pianta al meglio. Di origine tropicale, l’anthurium ha bisogno di essere conservata in ambiente a elevata umidità e temperatura. Va bagnato costantemente ma senza esagerare, in modo che il substrato sia continuamente umido; per annaffiare usare possibilmente acqua dolce e non fredda e saggiare sempre preventivamente il substrato con il dito: se i primi 2-3 cm sono asciutti, si può bagnare.

Altro fattore fondamentale è l’umidità: per ottenerla mettere nel sottovaso uno strato di ghiaia o di argilla espansa di 2 cm almeno da mantenere bagnato in ogni stagione. Per la stessa ragione è consigliato nebulizzare le foglie ogni giorno, anche più volte, e mantenere umido il muschio a protezione delle radici.

La posizione ideale per l’anthurium è davanti alle finestre di casa, dove la luce non manca. Quest’ultima deve essere diffusa, mai diretta e costante nell’arco dell’anno. In estate la pianta può essere spostata all’aperto, ma mai in pieno sole: un portico o un terrazzo coperto rappresentano la migliore sistemazione.

La concimazione va effettuata dalla primavera all’autunno, quando la pianta è in vegetazione, impiegando un fertilizzante liquido per piante da fiore ogni 15 giorni. Quando la concimazione è insufficiente i fiori non si aprono o la pianta produce soltanto nuove foglie.

L’anthurium è molto esigente in fatto di temperature: teme il freddo, gli sbalzi termici e le correnti d’aria. La temperatura minima consigliata è di 16°C durante l’inverno: il classico sintomo da freddo eccessivo è la caduta delle foglie e l’imbrunimento delle spate. La fascia di benessere è compresa fra i 20 e i 27°C, mentre la temperatura massima sopportata è di 29°C, ma solo se compensata da un elevato tasso di umidità.

5) Camelia, per un amore eterno 


Fiore della devozione eterna tra gli innamorati, la camelia ha un grande valore simbolico, il che lo rende il fiore perfetto da regalare il 14 febbraio.

camelia

Le camelie sono piante a portamento arbustivo o arboreo che iniziano a fiorire nel mese di febbraio; crescono bene in grandi vasi capienti, che sono perfetti per essere regalati a chi abbia spazio in terrazzo o in giardino. Un ibrido consigliato è la Camelia x williamsii: questa pianta regala una fioritura molto abbondante, che da novembre si protrae fino ad aprile, nei toni del bianco, rosa o rosso.

Come curare la camelia

Al Nord le camelie vanno protette dal freddo eccessivo, ma devono poter godere di molta luce, restando riparate dal sole diretto nelle ore centrali della giornata. Scendendo verso Sud la protezione dal caldo e dal sole cocente diventa una necessità inderogabile per consentire alle camelie di sopravvivere. Soprattutto le piante in vaso devono avere il contenitore riparato dai raggi del sole perché una temperatura elevata del terriccio può causare la morte delle radici.

Per annaffiare, utilizzare solo acqua piovana, dolce o acidulata per non causare nel tempo un accumulo di calcare attivo nel terreno tale da modificarne le caratteristiche. Non usare acqua fredda e bagnare ogni qualvolta il terreno non sia fresco, anche in abbondanza se il terriccio è ben drenato. In estate, per ridurre lo stress da calore, vaporizzare, anche tutti i giorni, le foglie con acqua non calcarea; va però evitato di bagnare i fiori durante le vaporizzazioni, poiché le camelie tendono a macchiarsi o a sviluppare la muffa grigia (Botrytis) sui petali se restano bagnati.

Le camelie sono piante acidofile e devono essere coltivate solo in substrato con pH compreso fra 5,5 e 6,5. In terreni calcarei le piante non crescono, si decolorano, stentano per anni fino a morire. Per ottenere un terriccio acido, mescolare terra di foglie, torba e sabbia: questo lo renderà ben drenato, fresco, ricco di sostanza organica e fertile.

6) Viola del pensiero, per gli inguaribili romantici


Un’altra pianta dal significato eloquente è la viola del pensiero. Il fiore è delicato, soave e timido, e si addice a descrivere un amore romantico e tenero.

viola del pensiero fiore

A febbraio la viola del pensiero si acquista fiorita perché forzata nei vivai, ma è comunque adatta a stare all’aperto. Non avendo un apparato radicale sviluppato si può coltivare in vaso senza problemi, anche di piccole dimensioni, da tenere sul davanzale. L’importante è rinnovare il substrato di anno in anno, in modo da arricchire il terreno di sali minerali e consentire alle radici di svilupparsi in modo rigoglioso.

Come curare la viola del pensiero

Soltanto la scelta di una posizione rispettosa delle loro “naturali inclinazioni” è garanzia di successo nella coltivazione delle viole. A primavera o fine inverno le viole del pensiero devono poter godere di una buona illuminazione e di una posizione calda per bilanciare il clima freddo e la temperatura del terreno ancora molto bassa. A mano a mano che la stagione avanza, con l’innalzarsi delle temperature, il progressivo riscaldamento del terreno, le giornate più lunghe, la forte radiazione solare, le viole devono essere protette e restare in ombra parziale. In estate, con il forte caldo, hanno bisogno d’ombra e fresco per sopravvivere e tornare in vegetazione alla fine dell’autunno.

Le viole del pensiero hanno bisogno di acqua, non così tanta da infradiciare il terreno, ma spesso al fine di mantenere il terreno fresco e un’umidità costante.

La seconda attenzione da riservare alle viole è quella di rimuovere i fiori sfioriti, togliendoli con le mani facendo scorrere le dita lungo lo stelo fino alla base per staccarlo con un movimento deciso e secco che non eserciti sulla pianta una trazione sufficiente a danneggiarla.

Infine, per crescere con forza, le viole del pensiero richiedono un terreno simile a quello dei boschi: terra di foglie, ricca di sostanza organica, fresca, molto leggera. Se il terreno del giardino è pesante, argilloso o povero, operare uno scasso per effettuare una completa sostituzione della zolla miscelando in parti uguali terriccio da fiori, terra di foglie e sabbia.

Perché si regalano fiori il 14 febbraio

Quella di regalare fiori alla persona amata nel giorno di San Valentino è una tradizione vecchia di secoli. Varie leggende fanno risalire a questo santo, patrono degli innamorati, l’iniziativa di regalare rose, tuttavia già al tempo degli antichi Romani, il giorno della festa di Giunone (che, tra le sue varie attività, aveva anche l’incombenza di proteggere i matrimoni), era usanza regalare fiori alle mogli.

Quindi, i fiori che si possono regalare il 14 febbraio non sono solo le rose, e neanche solamente rosse: esistono moltissime varietà e specie diverse di piante che possono sostituire efficacemente il fiore per antonomasia di San Valentino scaldando il cuore di chi si ama. 

Per chi invece stesse già pensando alla mise en place per la cena del 14 febbraio, ecco le migliore idee da copiare per il centrotavola di San Valentino.

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