Orchidee: come farle rifiorire ogni anno

Scegliere con attenzione la giusta posizione e bagnare correttamente la pianta, prendendosi cura delle foglie che si afflosciano o ingialliscono e dei fiori che cadono.

A cura di Francesca La Rana
Pubblicato il 16/01/2026Aggiornato il 16/01/2026
curare orchidea

Ricevere o acquistare una pianta è frequente, e tra le più apprezzate c’è l’orchidea, nota per le sue linee eleganti e i fiori colorati. Le varietà sono numerose, ma la più diffusa è la Phalaenopsis. Tutte richiedono cure specifiche per mantenersi rigogliose, con foglie compatte, radici sane e vegetazione brillante.

L’orchidea, come ogni pianta fiorita, perde i fiori ma non muore. Per favorire una nuova fioritura ogni anno è fondamentale una corretta gestione: annaffiature adeguate, luce sufficiente e una posizione ottimale.

Altrettanto importanti sono la scelta del vaso, del substrato e del concime adatti, elementi decisivi per una crescita equilibrata e duratura.

Principali problemi

Come tutte le piante, anche le orchidee possono essere colpite da problematiche, che bisogna tempestivamente riconoscere, per risolverle e salvare la pianta.

Foglie gialle

In caso di foglie ingiallite, probabilmente c’è qualcosa di sbagliato nell’uso del fertilizzante o del tipo di acqua. Meglio preferire acqua piovana o demineralizzata, anche quella che si ottiene dal condizionatore.

Anche l’illuminazione potrebbe essere una delle cause delle foglie gialle: bisogna allora spostare la pianta in una zona dove la luce è meno forte e diretta.

Foglie accartocciate

Il problema dell’orchidea con foglie molli o accartocciate non dipende dalla luce, ma da uno squilibrio idrico. In genere, è il segnale che la pianta è disidratata: o perché riceve troppa poca acqua, o perché le radici sono marcite (per troppa acqua) e non riescono più a bere. In questo caso, controlla subito lo stato delle radici prima di bagnare ulteriormente.

Parassiti e malattie

L’orchidea è una pianta resistente, in genere non ha problemi di parassiti ed eventuali malattie. Ciononostante è possibile osservare marciume, come macchie nere su foglie e fiori, causato da un fungo: è necessario eliminare le parti infette.

Anche la botrite è una malattia fungina che può colpire la pianta, che mostrerà macchie marroni e grigie. Questa dipende da un’elevata umidità. Bisogna rimuovere le parti colpite e bagnare con minor frequenza la propria orchidea.

Sfiorite

Dopo che l’orchidea è sfiorita, puoi scegliere tra due strade. Se preferisci che la pianta riposi e produca una fioritura più vigorosa l’anno successivo, taglia lo stelo alla base. Se invece vuoi una fioritura più rapida, puoi accorciare lo stelo sopra il secondo o terzo nodo: in questo caso, la pianta potrebbe emettere un nuovo ramo laterale dai nodi rimasti.

Tuttavia, la comparsa dei nuovi fiori richiederà mediamente dai 2 ai 4 mesi, non poche settimane.

Come far rifiorire ogni anno le orchidee

Si può far rifiorire un’orchidea ogni anno purché si ricreino tutte le condizioni essenziali per il suo benessere. È necessario tagliare lo stelo coi fiori appassiti, continuare a innaffiare regolarmente al bisogno, controllare lo stato di buona salute delle radici e garantire luce alla propria orchidea. Solo in questo modo tornerà ad emettere dei boccioli.

La nostra guida su come curare e potare le orchidee sfiorite

Potatura

La potatura dell’orchidea avviene quando la pianta sfiorisce. Bisogna eliminare il gambo, così da favorire la ricrescita di un nuovo germoglio floreale.

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Rinvaso

Se la pianta inizia a mostrare segni di cedimento, conviene rinvasare. Tuttavia è utile sapere che il periodo migliore per farlo è nella fase successiva alla sua fioritura.

Attenzione: se l’orchidea è in fiore, non va toccata.

Moltiplicazione

Il modo più semplice per ottenere una nuova pianta non è la talea (che non funziona con le Phalaenopsis), ma il distacco dei keiki. I keiki sono piccole piante “figlie” che nascono spontaneamente lungo lo stelo floreale o alla base della pianta madre. Quando il Keiki ha sviluppato almeno due o tre radici lunghe circa 5 cm, può essere staccato e rinvasato autonomamente.

Scopri come moltiplicare l’orchidea efficacemente

Come annaffiarle

Innanzitutto, per curare un’orchidea sin dal primo momento, è essenziale sapere quando bisogna innaffiarla.

Vale la regola generale: quando il substrato di corteccia (non la terra comune) è asciutto, è necessario bagnarla. È utile sapere che l’orchidea non ha bisogno di essere innaffiata a calendario, ma in base all’osservazione: le radici sono il miglior indicatore. Se sono grigie o argentee, serve acqua; se sono verde brillante e turgide, la pianta è idratata.

Ma come si innaffia l’orchidea? Il metodo dell’immersione è quello vincente. Estrarre dal portavaso l’orchidea, metterla in una bacinella o un lavello riempito di acqua, lasciarla in ammollo per circa 15 minuti, estrarla e farla scolare. È importante non lasciare acqua in eccesso, c’è il rischio di ristagni, che possono far marcire la pianta.

La nostra guida su come annaffiare correttamente le orchidee

Dove posizionarle

L’orchidea ama la luce ma non i raggi diretti del sole. Per garantirle il giusto benessere, serve scegliere una posizione in cui possa ricevere molta luce, così da farla rifiorire. Vicino a una finestra è la posizione ideale.

Un altro importante fattore per far stare bene questa pianta è l’umidità, di cui l’orchidea ha bisogno. Si tratta di una pianta tropicale, quindi per fiorire richiede un ambiente umido (50-80%).

Questo livello di umidità è molto comune in casa, ma se l’ambiente risulta più secco, è sempre possibile inumidire la pianta vaporizzando dell’acqua ma solo sulle foglie, mai suoi fiori. In alternativa un piattino d’acqua sotto la pianta può aiutare, ma non deve entrare in contatto con le radici.

Che vaso scegliere

Spesso proposta in vasi di plastica trasparente, anche le radici dell’orchidea hanno bisogno di ricevere luce. Basta questo per capire che la scelta del vaso è fondamentale per garantire buona salute alla pianta. Il vaso potrà essere anche in vetro purché trasparente o chiaro, così da consentire alla luce di raggiungere le radici.

Ciononostante è possibile usare varie tipologie di portavaso, anche soluzioni di design o che si adattino meglio all’arredamento. Il consiglio è però quello di utilizzare sempre quello trasparente, da collocare all’interno del portavaso, così da monitorare facilmente la propria orchidea e verificare se necessita di acqua e cure extra. 

Terriccio e concime

L’orchidea richiede un substrato specifico, solitamente composto da corteccia di pino (bark) o fibra di cocco, per permettere alle radici di respirare. 

Per quanto riguarda il nutrimento, evitare l’eccesso di azoto durante la fase di fioritura. Per stimolare la nascita di nuovi boccioli, è meglio utilizzare un concime specifico per orchidee che abbia un buon contenuto di fosforo e potassio.

Durante la fioritura vera e propria, è consigliabile ridurre o sospendere le concimazioni per non stressare i fiori già aperti e prolungarne la durata.

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