Le piante portafortuna

Agrifoglio, vischio e ruscus in questa stagione si riempiono di bacche rosse o perlacee. Per questo sono considerante quasi un simbolo delle festività natalizie, tanto che non mancano mai: riprodotte come decoro per biglietti, nelle composizioni di fiori recisi, in pacchetti pronti da appendere all’architrave delle porte… Sono piante circondate da un’aura di leggenda sin dall’antichità che portano nelle nostre case un po’ di magia e, come regalo, portano buona fortuna.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 31/12/2013 Aggiornato il 31/12/2013
Le piante portafortuna
Agrifoglio

Ilex aquifolium

Per i suoi colori verde e rosso è considerata una pianta simbolo delle festività. Ilex aquifolium è un arbusto sempreverde di taglia media che ha foglie ovoidali con il margine seghettato e produce in periodo invernale delle bacche rosse che colorano le giornate e durano fino a primavera. Cresce sia in pieno sole che in piena ombra ed è molto resistente, l’importante è che il terreno in cui affonda le radici sia ricco di humus e con un’acidità appena accentuata; riesce comunque a svilupparsi bene anche in caso di terreno leggermente calcareo. L’agrifoglio va bagnato al massimo due volte alla settimana e non deve correre il pericolo di subire ristagni idrici. Più sole prende la pianta più il colore delle foglie vira ad un bel verde brillante. Nonostante in vaso si adatti bene, non sopporta le basse temperature quindi è prudente tenerlo al riparo durante i mesi più freddi.

La leggenda

Si dice che l’agrifoglio sia nato quando il bambin Gesù ha toccato alcune foglie di alloro portate in dono da un pastorello cui gli Angeli avevano annunciato la sua nascita: le foglie di alloro al tocco del Messia sarebbero diventate di un colore verde intenso e le lacrime del pastorello sarebbero state tramutate in bacche rosse. Più semplicemente, sembra che in Irlanda le famiglie povere usassero rami di questa pianta per addobbare le case sotto le festività, così da avere le stanze decorate con i colori tipici del Natale senza spendere soldi.

Ruscus aculeatus

Il suo omonimo minore è il pungitopo, una pianta arbustiva anch’essa sempreverde che ha steli privi di foglie alla base ma riccamente ramificati nella parte aerea. Come l’agrifoglio è decorato da ornamentali bacche rosse nel periodo invernale e può crescere sia al sole che all’ombra ma, diversamente dal primo, non teme le temperature più rigide.

Viscum album

Di colori diversi ma inscindibile dalle tradizioni natalizie troviamo il vischio, la prima pianta cui si pensa quando si passa sotto le porte durante la notte di San Silvestro. Il vischio non si può coltivare in vaso ma non manca nelle nostre dimore durante le feste in rami recisi, confezionati, da appendere carichi di bacche perlacee agli architravi delle porte. Pianta legnosa diffusa in Europa e in Asia, nel nostro Paese si sviluppa ad altezze anche superiori ai 1000 m di quota. In natura ha un andamento cespuglioso ed è una pianta eliofila ed emiparassita: il fatto che non abbia radici e cresca nelle fenditure di alcuni alberi, fece ritenere ai Celti che questa pianta venisse generata dai fulmini che colpivano le piante durante le tempeste, in particolare le querce. Ogni ramo biforcato regge due foglie di colore verde pastello che presentano cinque nervature longitudinali sulla foglia; tra settembre e novembre dai fiori femminili si sviluppano bacche perlacee bianche o giallastre che sono la sua peculiarità ornamentale nei periodi invernali.

La leggenda

È una pianta antichissima e, secondo la leggenda, le sue bacche nacquero quando la dea anglosassone Freya con le sue lacrime riportò in vita il figlio Balder ucciso con una freccia forgiata con rami di vischio. Le lacrime si trasformarono in bacche perlacee e questa pianta divenne simbolo di vita e amore al punto che, in passato, se due nemici si incontravano sotto una di esse, dovevano concedersi una tregua. Per questo motivo i suoi rami sono diffusi durante le feste.

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