Le piante carnivore

Da sempre affascinanti e misteriose, le piante carnivore sono definite in questo modo per l’attitudine a cibarsi di insetti non più grandi di una mosca, tanto che il loro nome dovrebbe essere tramutato in piante insettivore. Ecco come riescono a catturarli e quali sono le più facili da coltivare.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 04/11/2014 Aggiornato il 04/11/2014
Le piante carnivore

Le piante carnivore sono diffuse in tutto il mondo in più di 600 specie. Tuttavia non si sostentano nutrendosi esclusivamente di insetti: sono dotate di fogliame che consente loro di sopravvivere anche senza il consumo dei piccoli organismi, soprattutto quando vengono coltivate tra le mura domestiche. In natura il loro habitat è sterile, si tratta per lo più di ambienti molto ricchi d’acqua ma poveri di azoto come ad esempio gli stagni, le paludi, le torbiere e gli acquitrini. L’azoto è l’elemento di cui le piante si arricchiscono catturando gli insetti, quello che consente loro di prosperare e di avere quel nutriente in più che i terreni poveri in cui crescono non concederebbero.

Diverse modalità di cattura

I meccanismi con i quali le piante catturano gli insetti sono di tre tipologie:

con trappola ad ascidio che è costituita da una foglia modificata a forma di imbuto in grado di attrarre e quindi digerire piccoli insetti; è il meccanismo di Sarracenia leucophylla e Heliamphora;

ad apparati di presa a scatto, che intrappolano a sorpresa le prede; è come funziona Dionaea;

a secrezioni vischiose, in grado di incollare alle foglie gli insetti che vi si depositino che poi si arrotolano; è il meccanismo della Drosera.

Quattro esigenze fondamentali

1. Indipendentemente dal meccanismo della trappola la prima necessità di queste piante è di rimanere costantemente bagnate. Dal momento che i loro habitat naturali sono luoghi dall’elevata umidità, non è sufficiente che siano appena inumidite, i sottovasi preferibilmente di una certa capienza, devono essere costantemente rabboccati. È consigliabile inserire l’acqua sempre nel sottovaso al fine di evitare di asportare da alcune tipologie di piante le mucillaggini appiccicose che fungono da trappola. Si faccia attenzione a usare un tipo di acqua priva di sali minerali ad esempio l’acqua distillata o l’acqua piovana raccolta durante le precipitazioni.

2. Altro elemento fondamentale per la prosperità della pianta è il terreno di coltivazione. I terreni più idonei per le piante carnivore sono quelli maggiormente ricchi di torba e sabbia, sabbia pulita e ben lavata e mai di mare perché il contenuto salino danneggerebbe in modo irreparabile le piante; il contenuto di nutrienti deve essere scarso in sali minerali.

3. Le piante carnivore non devono essere esposte a temperature troppo elevate in inverno perché hanno necessità di una pausa di riposo che consenta loro una miglior ripresa nel periodo primaverile.

4. Infine ultimi fattori essenziali per il loro buono sviluppo sono la luce, che ne esalta la pigmentazione rossa caratteristica della maggior parte delle carnivore, e un elevato tasso di umidità. A queste condizioni la pianta sarà perfettamente in grado di catturare le sue prede che le consentiranno di prosperare.

Nei negozi specializzati si possono trovare in commercio delle buste di insetti liofilizzati da somministrare con moderazione.

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