La pianta di peperoncino va a riposo a gennaio

La pianta di peperoncino che ha smesso di fare frutti, a gennaio comincia a perdere le foglie e sembra stare male. In realtà deve essere spostata in un locale riparato ma freddo, per esempio sulle scale, per un periodo di riposo vegetativo.
Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 19/01/2020 Aggiornato il 21/01/2020
Pianta di peperoncino rosso

Capsicum annuum (appartenente alla famiglia delle Solanaceae) oltre a essere una pianta utile per la produzione dei frutti piccanti da usare in cucina, è anche bella. È considerata addirittura ornamentale, per la folta chioma di foglioline verdi e, soprattutto, per i mazzetti di bacche prodotte, i peperoncini appunto. Questi sono disponibili in innumerevoli cultivar con colori, caratteristiche morfologiche (forma rotonda o allungata) e organolettiche differenti (per esempio, il grado di piccantezza). Tutti si possono coltivare facilmente in un vaso da tenere in cucina a portata di mano, a fianco di basilico e prezzemolo.

Cresce bene in appartamento

Capsicum annuum è una specie perenne, a dispetto del suo nome. Quando viene coltivata nell’orto è considerata come una coltura a ciclo annuale, mantenuta solo per una stagione e poi estirpata con l’arrivo del freddo.

peperoncino in vaso dentro casa, in posizione ideale davanti alla finestra

Coltivato in vaso dentro casa, il peperoncino ha durata perenne, poiché trova caratteristiche climatiche consone alla sua sopravvivenza: luce e calore sufficienti, con temperatura media attorno ai 18-20 °C.

Le cure a gennaio

In questo periodo, la pianta appare un po’ patita: le foglie iniziano a ingiallire e a cadere, diradando la chioma; i peperoncini colorati (rossi o gialli) e quasi raggrinziti, hanno raggiunto il massimo della loro maturazione. È il momento di raccoglierli con una forbice con le lame ben affilate e pulite. Quelli che maturano sulla pianta singolarmente possono essere recisi lasciando una porzione breve del loro peduncolo attaccata. I peperoncini che maturano riuniti in mazzetti si recidono con una porzione più lunga di peduncolo: potranno essere riuniti in mazzi più grandi e lasciati essiccare appesi all’ingiù.

 

 

peperoncino spoglio, da pulire e potare con le forbici

La pianta, privata dei suoi frutti, appare ancora più spoglia e sofferente. Ora è consigliabile accompagnarla verso un periodo di riposo vegetativo, o “quiescenza”: occorre ripulirla, eliminando le foglie residue ancora attaccate, ingiallite o secche e potarla un po’, eliminando tutti i rametti secchi, raccorciando quelli troppo lunghi. Quindi è meglio spostarla in una zona della casa non riscaldata, ma sempre luminosa, per esempio sul pianerottolo delle scale, in veranda o in una serra sul terrazzo, dove non corra il rischio di gelare. La temperatura non deve comunque scendere sotto i 10 °C.

A primavera

Con l’innalzarsi delle temperature, la pianta ricomincerà a germogliare e a riprendere vita. Prima di riportarla in casa, saranno necessarie due operazioni: una potatura più decisa, che consiste nel raccorciare di circa un terzo tutti i rami e un successivo rinvaso sostituendo il terriccio con uno nuovo e più fertile. Quindi si potrà riprendere a bagnarla e a concimarla.

Acqua

Coltivato in vaso, il peperoncino richiede bagnature frequenti e costanti, ma non esiste una regola precisa. Per capire se la pianta ha bisogno di irrigazione, è necessario controllare le condizioni del terreno che deve essere sempre leggermente umido, ma mai troppo zuppo d’acqua; è molto importante avere un substrato ben drenante. Durante il periodo estivo, considerate le temperature elevate, si dovrà bagnare anche tutti i giorni, compresa una benefica e rinfrescante nebulizzazione della chioma, con acqua a temperatura ambiente e poco calcarea. In seguito, con l’arrivo dell’autunno e l’abbassamento delle temperature, le bagnature vanno diradate.

Fertilizzanti

Gli apporti di fertilizzante non sono necessari dopo la fruttificazione e a gennaio devono essere interrotti. Verranno ripresi a primavera: da quel momento devono essere ripetuti periodicamente, ogni 10-15 giorni, proseguendo per tutta la durata dell’estate, fino all’autunno.

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