La luce artificiale fa bene alle piante di casa: quali sono le lampade adatte

Indispensabile a tutte le piante, non sempre quella naturale nelle case è sufficiente alla loro crescita regolare. L'uso di lampade artificiali, di cui ne esistono di diversi tipi, permette di compensare le carenze e prevenire i sintomi di sofferenza.

A cura di Francesca La Rana
Pubblicato il 21/01/2026Aggiornato il 21/01/2026
piante in casa e luce artificiale

La luce artificiale può migliorare salute, crescita e fioritura delle piante da interno se si scelgono lampade con spettro e intensità adatte a ciascuna specie. Una corretta combinazione tra luce naturale e artificiale evita sia carenze luminose sia scottature, mantenendo le piante compatte, verdi e fiorifere più a lungo.

Non tutte le piante d’appartamento hanno le stesse esigenze di illuminazione, perché provengono da ambienti naturali con intensità luminose molto diverse. La luce è fondamentale per la fotosintesi clorofilliana, processo con cui la pianta trasforma anidride carbonica e acqua in ossigeno e zuccheri necessari alla crescita.

Quando una pianta che ama la luce non riceve illuminazione sufficiente, compaiono sintomi come allungamento e assottigliamento dei germogli, con portamento “filato”, steli deboli e pallidi, foglie più piccole, ingiallimenti, disseccamenti e mancata fioritura in specie come ciclamino, gardeniaazaleeorchideepiante grasse.

Anche un eccesso di luce può essere dannoso causando scottature, disseccamento delle lamine fogliari, mancata emissione di nuovi germogli, blocco della fioritura o rapido appassimento dei fiori.

Come scegliere le luci per le piante di casa

Per scegliere le luci artificiali più adatte alle piante d’appartamento occorre considerare alcuni parametri di base.​ Innanzitutto bisogna prendere in considerazione il tipo di pianta.

Ci sono piante da fiore, come orchidee, azalee, gardenie, che richiedono spettri completi con buona componente rossa per sostenere fioritura e colore.​ Le piante verdi da foglia, come Monstera, Ficus, felci, possono crescere bene con luce diffusa e spettro più bilanciato sul blu per mantenere internodi compatti.

Tra gli elementi da considerare c’è lo spettro di luce:

  • blu (circa 400–500 nm) stimola crescita vegetativa, foglie robuste e compatte.​
  • rossa (circa 620–780 nm) favorisce fioritura e fruttificazione; le lampade “full spectrum” combinano blu e rosso in modo equilibrato.​

Da non sottovalutare intensità e distanza: per le piantine piccole e tenere, la sorgente va tenuta in genere tra 20 e 40 cm sopra la chioma, aumentando la distanza per lampade più potenti per evitare bruciature e sbiancamenti.

Per le aree poco illuminate le lampade con LED per piante possono essere posizionate a distanze simili a quelle suggerite per le grow light, controllando che il dorso della mano non percepisca calore eccessivo alla stessa distanza delle foglie.

Le piante da interno stanno bene con 10–14 ore di luce complessiva (naturale + artificiale) al giorno, per simulare un fotoperiodo diurno regolare, quindi bisogna tenere conto di questo tempo di accensione. L’uso di timer consente di mantenere costante il ciclo luce/buio, fondamentale per la fioritura in numerose specie.

Leggi l’approfondimento su come fare l’orto in casa con le luci artificiali

Quale intensità per le piante da interno

Schematicamente le piante da interno si possono raggruppare in base all’illuminamento ideale per una crescita equilibrata.

L’intensità si misura in lux e si può stimare in casa in relazione alla distanza da una finestra esposta a sud, senza tende.

Scopri quali sono le piante in casa che richiedono poca luce

Lampade adatte

Quando la luce naturale non basta, l’illuminazione artificiale permette di compensare le carenze e prevenire i sintomi di sofferenza. Le lampade ideali per le piante da interno producono uno spettro il più possibile simile alla luce solare, con buona presenza di blu e rosso, e senza eccessiva emissione di calore.​

In generale le lampade vanno tenute a una distanza di sicurezza variabile da circa 20–30 cm (per neon e LED poco potenti) fino a 100–200 cm per sorgenti più calde e intense, così da evitare scottature e garantire una diffusione uniforme della luce.​

È utile orientare il fascio dall’alto verso il basso, come farebbe il sole, ruotando periodicamente i vasi per illuminare uniformemente tutta la chioma.​

Fluorescenti

Le lampade fluorescenti hanno forma prevalentemente allungata (tubi) e sono adatte a illuminare superfici ampie, ad esempio in serre o scaffalature di coltivazione. Esistono anche modelli compatti, specifici per interni domestici e uffici, con consumi ridotti rispetto alle vecchie lampade a incandescenza.

Lo spettro emesso, ricco nelle bande blu e rossa, è favorevole alla fotosintesi e alla crescita equilibrata di molte piante da foglia. Riscaldano l’ambiente meno delle lampade a incandescenza e possono quindi essere posizionate relativamente vicino alle foglie, valutando sempre la temperatura percepita con la mano.

A incandescenza

Le lampade a incandescenza sono economiche e semplici da usare, ma hanno basso rendimento luminoso e spettro meno efficace per la fotosintesi rispetto alle fluorescenti. Inoltre emettono molto calore, con forte componente nel rosso-infrarosso, che può scottare facilmente le piante poste troppo vicino.

Le lampade ad incandescenza alogene sono spesso usate come luci di risalto dell’arredo verde più che come vera fonte di illuminazione per la crescita. Sono però ancora più calde delle lampade a incandescenza tradizionali e quindi più rischiose per le piante, da usare solo a distanza maggiore.

A vapori di sodio ad alta pressione

Queste lampade garantiscono un’elevata efficienza luminosa, con spettro prevalentemente nel rosso e relativamente povero nel blu.

Stimolano bene fioritura e allungamento ma solo parzialmente la crescita vegetativa compatta, per cui sono più comuni in coltivazioni professionali che negli appartamenti.​

A vapori di mercurio ad alta pressione

Le lampade a vapori di mercurio ad alta pressione sono di lunga durata e forte irradiazione, con spettro simile alle fluorescenti, quindi valido nel promuovere fotosintesi e accrescimento.

Esistono anche modelli di piccole dimensioni con riflettore incorporato, in grado di fornire una luce intensa ma uniforme, come le lampade della serie HQL-Osram.

A vapori di alogenuri metallici

Rispetto alle lampade a vapori di mercurio, quelle agli alogenuri metallici offrono efficienza luminosa superiore, ma minore durata nel tempo. Sono relativamente poco costose e il loro spettro è uno dei più simili alla luce solare, risultando ottimale per la crescita delle piante e gradevole per la visione umana.​

Neon

I neon tradizionali non producono un’intensità luminosa molto elevata, ma sono economici e versatili. Il loro spettro non è il più efficiente per la fotosintesi, tuttavia risultano utili per la germinazione dei semi di ortaggi o annuali da fiore e per favorire la radicazione delle talee erbacee.

Possono essere avvicinati molto alle piante, fino a 20–30 cm, senza rischio di scottature fogliari, purché si controlli il riscaldamento dei tubi. Questa caratteristica li rende adatti a scaffali e piccoli angoli di propagazione.

LED

I LED rappresentano l’evoluzione più recente nell’illuminazione per piante grazie all’alto rendimento luminoso, lunga durata e ridotti consumi energetici, e all’emissione priva di ultravioletti e infrarosso, con luce “fredda” che non surriscalda foglie e substrato, riducendo il rischio di scottature e disidratazione superficiale.​

Le lampade LED per piante possono essere:

  1. a spettro rosso/blu, con lunghezze d’onda mirate alla fotosintesi.
  2. a spettro completo, che imitano in modo più naturale la luce solare e sono molto piacevoli anche in ambienti living

Sono particolarmente adatte per illuminare singole piante (ad esempio una Phalaenopsis in bagno) o intere fioriere con specie fiorite come azalea, gardenia e ciclamino in soggiorno.​

Sostituzione e smaltimento

La sostituzione delle lampade per piante va programmata in base alle ore di utilizzo e al decadimento del flusso luminoso: LED e fluorescenti mantengono buone prestazioni per molte migliaia di ore, mentre altre tecnologie perdono efficienza più rapidamente.​

Per lo smaltimento:

  • Solo le lampade a incandescenza e alcune alogene possono essere conferite come rifiuti solidi urbani generici, secondo le indicazioni del proprio Comune
  • Le lampade LED contengono circuiti elettronici e sono classificate come RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), categoria R5 “sorgenti luminose”; vanno portate alle isole ecologiche o ai punti di raccolta dedicati.
  • Neon, fluorescenti compatte e lampade a vapori (mercurio, sodio, alogenuri metallici) contengono sostanze potenzialmente nocive come il mercurio, anche in piccole quantità, e rientrano anch’esse nella raccolta RAEE, da conferire esclusivamente presso i centri di raccolta autorizzati.​

Un corretto smaltimento protegge l’ambiente e permette il recupero di materiali preziosi come vetro e metalli, riducendo l’impatto della coltivazione indoor di piante sulla salute del pianeta.

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