La composizione di piante d’appartamento da mettere in salotto

Una ciotola che riunisce diverse piante da interni è sempre molto apprezzata. Si può acquistare già pronta oppure prepararla in casa, in molto semplice, con una spesa esigua, ottenendo risultati duraturi.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 12/09/2013 Aggiornato il 12/09/2013
La composizione di piante d’appartamento da mettere in salotto

Prima di procedere alla realizzazione ci sono due fattori importanti da considerare: un’attenta scelta delle specie, da procurarsi prima di cominciare, e il numero complessivo di piante che non deve essere eccessivo ma nemmeno troppo esiguo da fare risultare “povera” la composizione.

Specie compatibili

È indispensabile che i generi botanici siano fra loro compatibili per quanto riguarda esigenze ambientali e cure colturali, in modo tale che vadano a costituire quasi un’unica pianta. L’insuccesso di molte composizioni è infatti spesso dovuto alle differenti necessità soprattutto di luce e di acqua delle singole specie: ciò comporta uno squilibrio di crescita, che frequentemente evolve in deperimento spesso irrimediabile, delle piante più penalizzate dal disomogeneo allestimento.

Tutto in proporzione

Per il buon successo della composizione è di fondamentale importanza che le piante, oltre che sane e di buona qualità, siano proporzionate, per numero e dimensione, alla capacità del contenitore, onde evitare alterazioni fisiologiche o patologiche, quasi sempre difficilmente risolvibili.

Una questione di spazio

Se le piante sono troppo vicine possono crearsi problemi soprattutto agli apparati radicali che, non trovando i giusti spazi per il loro idoneo sviluppo, penalizzano anche la crescita delle parti aeree. Se, nel corso del tempo, una o più piante dovesse divenire eccessivamente grande e non più adatta alla permanenza nel contenitore, per evitare che possa compromettere la crescita delle altre si dovrà optare per il trasferimento di questa in un contenitore singolo: gli spazi lasciati liberi potranno essere occupati da nuove specie.

Come procedere

Ecco le piante che abbiamo scelto: anturio, camadorea, dieffenbachia, croton, potos. Si tratta di specie a fogliame decorativo o dotate di struttura fiorale (anturio), di taglia medio-piccola e di limitato sviluppo, generalmente facili da coltivare e, soprattutto, compatibili tra loro per quanto riguarda esigenze ambientali e richiesta di acqua e fertilizzanti.

 

1. Per garantire adeguati spazi di sviluppo alle piante, la ciotola deve avere un diametro non inferiore ai 35-40 centimetri e deve essere profonda 2-3 centimetri in più rispetto allo spessore della zolla radicale più sviluppata, ovvero quella dell’anturio, quindi indicativamente 14-15 centimetri. Il drenaggio deve essere sempre garantito da uno strato di 1-2 centimetri di argilla espansa posta sul fondo: mancando questo, le radici potrebbero velocemente marcire, per ristagno di acqua, compromettendo lo sviluppo vegetativo della parte aerea.

1. Per garantire adeguati spazi di sviluppo alle piante, la ciotola deve avere un diametro non inferiore ai 35-40 centimetri e deve essere profonda 2-3 centimetri in più rispetto allo spessore della zolla radicale più sviluppata, ovvero quella dell’anturio, quindi indicativamente 14-15 centimetri. Il drenaggio deve essere sempre garantito da uno strato di 1-2 centimetri di argilla espansa posta sul fondo: mancando questo, le radici potrebbero velocemente marcire, per ristagno di acqua, compromettendo lo sviluppo vegetativo della parte aerea.

2. Al di sopra del materiale drenante va posto uno strato, spesso alcuni centimetri, di terriccio fertile, organico, soffice e poco argilloso, specifico per piante da interni. Nel substrato si può inglobare un fertilizzante chimico in granuli, ricco di azoto e fosforo, in dosaggio contenuto, pari a circa 5-7 grammi di prodotto per litro di substrato.

2. Al di sopra del materiale drenante va posto uno strato, spesso alcuni centimetri, di terriccio fertile, organico, soffice e poco argilloso, specifico per piante da interni. Nel substrato si può inglobare un fertilizzante chimico in granuli, ricco di azoto e fosforo, in dosaggio contenuto, pari a circa 5-7 grammi di prodotto per litro di substrato.

3.  La prima pianta da inserire nel contenitore, in posizione centrale, è quella più voluminosa, ovvero l’anturio (Anthurium andreanum). È consigliabile scegliere una pianta coltivata in vaso di 16-18 centimetri di diametro e profondo 11-12 centimetri, alta, senza contenitore, circa 30 centimetri. Se l’anturio è molto rigoglioso, è opportuno eliminare alcune foglie basali, seppur sane, al fine di favorirne la migliore collocazione nella ciotola.

3. La prima pianta da inserire nel contenitore, in posizione centrale, è quella più voluminosa, ovvero l’anturio (Anthurium andreanum). È consigliabile scegliere una pianta coltivata in vaso di 16-18 centimetri di diametro e profondo 11-12 centimetri, alta, senza contenitore, circa 30 centimetri. Se l’anturio è molto rigoglioso, è opportuno eliminare alcune foglie basali, seppur sane, al fine di favorirne la migliore collocazione nella ciotola.

4.  Accanto all’anturio si inserisce la camadorea (Chamaedorea elegans). Alta più o meno quanto l’anturio, va posta a una distanza che rispetti le rispettive zolle radicali e che eviti l’eccessivo ombreggiamento da parte della prima.

4. Accanto all’anturio si inserisce la camadorea (Chamaedorea elegans). Alta più o meno quanto l’anturio, va posta a una distanza che rispetti le rispettive zolle radicali e che eviti l’eccessivo ombreggiamento da parte della prima.

5. Poi, quasi allineata con le due precedenti piante, si pone a dimora la dieffenbachia (Dieffenbachia exotica). La scelta delle piante è funzionale anche alle creazione di un netto contrasto cromatico: al verde della dieffenbachia e della camadorea, si oppongono le foglie rosso-aranciate del croton e le brattee rosse dell’anturio.

5. Poi, quasi allineata con le due precedenti piante, si pone a dimora la dieffenbachia (Dieffenbachia exotica). La scelta delle piante è funzionale anche alle creazione di un netto contrasto cromatico: al verde della dieffenbachia e della camadorea, si oppongono le foglie rosso-aranciate del croton e le brattee rosse dell’anturio.

6. Le prime tre piante occupano la maggior parte dello spazio e costituiscono una sorta di barriera verde, davanti alla quale vanno poste le altre due, iniziando dal croton (Codiaeum variegatum). Questa è certamente la specie più delicata per quanto riguarda la struttura fogliare, spesso soggetta a facili lesioni meccaniche: pertanto è indispensabile che abbia spazio sufficiente per lo sviluppo regolare di nuove foglie.

6. Le prime tre piante occupano la maggior parte dello spazio e costituiscono una sorta di barriera verde, davanti alla quale vanno poste le altre due, iniziando dal croton (Codiaeum variegatum). Questa è certamente la specie più delicata per quanto riguarda la struttura fogliare, spesso soggetta a facili lesioni meccaniche: pertanto è indispensabile che abbia spazio sufficiente per lo sviluppo regolare di nuove foglie.

7. Da ultimo si pone a dimora il potos (Scindapsus aureus), orientando i rami ricadenti verso l’esterno del contenitore ed eventualmente accorciandoli, se risultassero troppo lunghi.

7. Da ultimo si pone a dimora il potos (Scindapsus aureus), orientando i rami ricadenti verso l’esterno del contenitore ed eventualmente accorciandoli, se risultassero troppo lunghi.

8. Dopo la messa a dimora, il terriccio attorno alla base delle piante va ben premuto, ma senza schiacciarlo troppo. Al termine del lavoro, il livello del substrato deve trovarsi all’incirca 1 cm al di sotto dell’orlo del contenitore, in modo da poter raccogliere facilmente l’acqua di irrigazione. Subito dopo la messa a dimora, le piante vanno bagnate, sia dando acqua al substrato, per favorirne l’attecchimento, sia nebulizzando il fogliame.

8. Dopo la messa a dimora, il terriccio attorno alla base delle piante va ben premuto, ma senza schiacciarlo troppo. Al termine del lavoro, il livello del substrato deve trovarsi all’incirca 1 cm al di sotto dell’orlo del contenitore, in modo da poter raccogliere facilmente l’acqua di irrigazione. Subito dopo la messa a dimora, le piante vanno bagnate, sia dando acqua al substrato, per favorirne l’attecchimento, sia nebulizzando il fogliame.

Dove mettere la ciotola

Per alcuni giorni la ciotola va tenuta in luogo semiombreggiato, per favorire la radicazione delle singole piante. Dopo circa una settimana va trasferita nella posizione definitiva con un ampio sottovaso. L’ideale è porla in piena luce, nei pressi di una finestra ma lontano da spifferi di aria fredda o caloriferi accesi. Perfetta, per esempio, sulla credenza del salotto o su un tavolino a qualche metro dalla finestra. Per il mantenimento bagnare con quantitativi d’acqua ridotti ma in grado di mantenere il substrato costantemente inumidito nei primi centimetri, specialmente durante i mesi estivi.

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