Il rinvaso delle piante di casa: come si fa

Tra settembre e ottobre è bene valutare se le piante di casa hanno bisogno del rinvaso. Se le radici escono dai fori di fondo e la vegetazione imponente fa ribaltare la pianta appena viene sfiorata, allora occorre il rinvaso. Vi spieghiamo come procedere.
Francesca Meinardi
A cura di Francesca Meinardi
Pubblicato il 16/09/2020 Aggiornato il 16/09/2020
Il rinvaso delle piante di casa: come si fa

Da metà settembre, è possibile eseguire il rinvaso per le piante da interni che ne hanno la necessità: quelle con  le radici che fuoriescono dai fori di drenaggio , oppure con la chioma troppo sviluppata e pesante per il contenitore, che tendono a sbilanciarsi. Ecco come procedere correttamente per non fare un lavoro inutile e per salvaguardare la salute delle piante anche in un’operazione così delicata.

Dimensioni del vaso

Al momento del rinvaso si tende di solito a scegliere un contenitore molto più grande del precedente: questo è quasi sempre un errore. A meno che la pianta non cresca molto velocemente, è necessario scegliere un vaso di poco più grande di quello precedente, di 1 o 2 cm di diametro maggiore. In un contenitore che superi troppo le capacità della pianta, ci sarà dello spazio vuoto che, non occupato dalle radici, rischierà di provocare il ristagno di molta umidità; oppure favorirà un grande sviluppo delle radici a scapito della parte aerea, che non potrà svilupparsi e la pianta sembrerà non crescere.  

La pulizia del contenitore

Se i vasi vengono riciclati da colture precedenti, sarà necessario lavarli prima di usarli. Nel caso siano di terracotta, potrebbero esserci aloni di calcare bianco sulla superficie: prima del lavaggio occorre una spazzolatura energica con aceto bianco diluito in una quantità doppia di acqua che lo elimina. La soluzione va poi sciacquata con un panno intriso di abbondante acqua, e il recipiente lasciato asciugare all’aria aperta.

Un altro sistema per lavare sia i vasi in qualsiasi materiale (terracotta, plastica, resina, metallo), è quello di stemperare in acqua calda scaglie di sapone di Marsiglia, e lasciare i contenitori immersi per un periodo di tempo. Successivamente, estratti dall’acqua, verranno strofinati con una spazzola o una spugna ruvida, così da rimuovere eventuali residui di terriccio sui bordi e sul fondo dove si potrebbero annidare i parassiti. I vasi vanno quindi sciacquati con abbondante acqua e messi ad asciugare rovesciati. Poi per rinnovarli, possono anche essere decorati. 

Il terriccio nuovo

Quello da usare al momento del rinvaso deve sempre essere nuovo, perché fresco, con una consistenza ancora densa e non “polverosa” come accade per il terriccio vecchio. Il terriccio va acquistato in base alle esigenze di ciascuna pianta: si dovranno verificare di volta in volta le caratteristiche degli esemplari da rinvasare. Infatti alcune piante come erica, azalea, camelia, pieris, e altre, necessitano di un substrato a pH acido e quello normale, universale non è del tutto adatto. In ogni caso sabbia e torba sono due componenti che si possono sempre mescolare al terriccio scelto: la prima aumenta il drenaggio, la seconda, soffice, è idonea a mantenere la terra umida.

L’attrezzatura necessaria

Il lavoro di rinvaso può essere un’operazione molto stressante per le piante, per questo motivo quando ci si appresta ad effettuare il cambio di vaso è importante essere precisi, veloci e avere già a disposizione, gli strumenti necessari.

Saranno fondamentali in primo luogo un paio di guanti da giardinaggio in cotone che, con una parte di gomma antiscivolo sui palmi, consentiranno movimenti rapidi e sicuri grazie a una presa salda anche nel caso di vasi pesanti. 

Una paletta per svuotare la terra dal vecchio vaso nel caso sia troppo pesante e non si riesca a capovolgere, e ovviamente, un telo plastico, antistrappo, con bordi rialzabili su cui lavorare nel pulito, senza sparpagliare ovunque la terra vecchia e quella nuova in esubero nel vaso.

Una spatola servirà a favorire il distacco tra pane di terra vecchio e vaso, nel caso la terra si fosse rappresa sui bordi e la zolla non si riuscisse a estrarre; delle cesoie per cimare eventualmente l’apparato radicale quando questi presentasse parti poco vitali o eccessivamente sviluppate in rapporto a quello aereo; e infine un annaffiatoio per idratare i nuovi vasi appena costituiti.

Il rinvaso step by step

Il giorno precedente l’operazione di rinvaso, la pianta va annaffiata abbondantemente così che le radici siano più idratate e meno soggette a rotture nel momento in cui verranno estratte dal vecchio contenitore.

Dopo aver bagnato in acqua i vasi in terracotta, si posizionino dei cocci o delle pietre  sui fori di drenaggio, così che con il passare del tempo il terriccio, compattandosi, non li possa ostruire.

Si adagi sul fondo del vaso uno strato di materiale drenante, come ghiaino o argilla espansa, e un po’ del terriccio scelto, così da preparare il fondo per la pianta in arrivo ed evitare ristagni di acqua e quindi marciumi.

Svasare la pianta dal contenitore troppo piccolo, controllare le radici e tagliare quelle secche o spezzate. Poi posizionarla con parte del suo vecchio pane di terra nel vaso nuovo, facendo attenzione che rimanga ben eretta; si andrà quindi a riempire lo spazio vuoto con nuovo terriccio compattandolo con la pressione delle dita. Una volta riempito il vaso si avrà cura di batterlo con qualche colpetto sul bordo del tavolo per eliminare le bolle d’aria. 

La pianta andrà abbondantemente bagnata solo se non si è intervenuti sulle radici, altrimenti bisognerà aspettare qualche giorno perché il liquido non contribuisca a veicolare sulle ferite non cicatrizzate qualche malattia.

Altre piante speciali

Se dovete rinvasare una pianta grassa, si procede in modo diverso. Qui potete leggere come si fa

Per il rinvaso delle orchidee leggere qui.  

Se in casa avete degli agrumi, ecco come si procede. 

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