Il rientro delle piante d’appartamento

Da fine settembre occorre organizzarsi per il rientro delle piante d'appartamento che hanno trascorso l'estate all'aperto. Ora alcune saranno rigogliose e cresciute, altre un po' ammaccate dal sole e dagli insetti. Vediamo come sostenerle e curarle.
Giovanna Rio
A cura di Giovanna Rio
Pubblicato il 17/09/2021 Aggiornato il 17/09/2021
calancoe

In settembre le piante d’appartamento iniziano a rallentare il loro sviluppo per prepararsi al lungo periodo invernale: da fine mese, quindi, bisogna organizzare il rientro di tutti i vasi che erano stati spostati all’aperto a inizio estate. Questa operazione permetterà alle piante di adattarsi alle condizioni della nuova stagione (meno caldo e meno luce) con gradualità, specialmente se la temperatura esterna si è già abbassata.

L’esposizione corretta

Collocare già da ora le piante possibilmente nella posizione definitiva, lontano dalle fonti di calore e in zone luminose. Alcune specie richiedono molta luce come per esempio le piante grasse, la palma nana, la dracena, la sassifraga, la begonia, il ficus e la yucca, mentre piante come lo spatifillo e il filodendro possono vivere con luce moderata.

Le foglie variegate, nei toni crema e verde necessitano di più luce rispetto a quelle che hanno la foglia completamente verde.

Inoltre, le piante necessitano di quantità diverse di luce a seconda della fase: nella fase di crescita richiedono una luce molto intensa per un maggior numero di ore rispetto al periodo di riposo.

In ogni caso fare attenzione a non posizionare i vasi direttamente ai raggi diretti del sole.

I casi particolari

Poinsettia (stella di Natale) e kalanchoe sono piante che fioriscono in inverno, quando le giornate sono corte. Per favorire la fioritura nel periodo natalizio, è necessario tenerle da adesso al buio completo ogni giorno per almeno 16-18 ore.

I ciclamini che necessitano di temperature fresche devono essere mantenuti all’esterno durante il giorno e in casa durante la notte; annaffiare regolarmente, lasciando asciugare leggermente il terreno tra un’annaffiatura e l’altra.

Le irrigazioni

Per tutte le piante tornate in casa, è necessario mantenere il substrato inumidito. Se il terriccio non è stato cambiato in primavera e ora si presenta compatto, con l’irrigazione l’acqua tenderà a scivolare lungo i bordi non bagnando la parte centrale del terriccio intorno alle radici. Per fare penetrare l’acqua anche nella zolla intorno alle radici, è necessario immergere il vaso con tutta la vegetazione in un catino pieno d’acqua (annaffiatura per sommersione) per 15-20 minuti circa.

irrigazione violetta africanaLe piante con fogliame con peluria (come, per esempio, la violetta africana) necessitano di nebulizzazioni, senza però bagnare i fiori che si rovinano velocemente.

Le foglie grandi difficili da lavare (per esempio quelle della monstera o del Ficus elestica) devono essere pulite dalla polvere che vi si deposita, utilizzare un panno morbido e pulito inumidito: questa pulizia favorisce la traspirazione.

Le succulente devono essere annaffiate solo sporadicamente.

I rinvasi per i giovani esemplari

Quando si sollevano i vasi per spostare le piante in casa, se ci si accorge che le radici escono dal foro di drenaggio, significa che è necessario il rinvaso in un contenitore più capiente.

rinvasoPer le piante in crescita, il nuovo vaso deve essere più grande, rispetto al precedente, di almeno 3-4 cm di diametro. I vasi in terracotta hanno la caratteristica di fare traspirare l’acqua più in fretta rispetto ai vasi di plastica o di resina: occorre saperlo per programmare annaffiature più ravvicinate. Assicurarsi che il nuovo contenitore sia provvisto di uno o più fori per il drenaggio dell’acqua, indispensabili affinché l’acqua in eccesso esca e non ristagni del terreno causando marciumi.

Il cambio del terriccio 

Le piante che sono già adulte e che non richiedono un cambio del vaso, necessitano ogni due-tre anni del cambio totale del terriccio perché, dopo questo periodo, il substrato perde le proprie caratteristiche fisico/chimiche, gli elementi nutritivi scarseggiano dilavati dalle annaffiature e la tessitura del terreno assume un aspetto polveroso.

Caratteristiche del substrato da usare

Prima di rinvasare è meglio informarsi quale sia il substrato (terriccio) più idoneo allo sviluppo della pianta. Non tutte, infatti, hanno le stesse esigenze.

Alcune specie devono essere coltivate in terriccio universale, per esempio Asplenium, bellis, Chamaedorea, Chamaerops, Cissus, clivia, Fatsia japonica, Kenthia, peperomia, Scindapsus, viola. Altre su in substrato acido (terriccio per piante acidofile oppure miscuglio di terriccio universale e torba) come: azalea, tutte le Bromeliacee, le Ericacee, la gardenia e l’ortensia.

Si consiglia inoltre di utilizzare sempre per i rinvasi terriccio nuovo e non avanzi (per esempio sacchetti aperti dall’anno prima); il terriccio deve essere friabile, non troppo fine e presentare una parte grossolana e fibrosa; inoltre, si deve frantumare facilmente senza rimanere compatto. Se nel substrato sono presenti dei sassolini oppure argilla espansa, questi non devono essere tolti perché rendono il tutto meno compatto.