Il centrotavola delle feste

A Natale la tavola imbandita deve essere addobbata al meglio: oggi vi proponiamo di realizzare in poco più di un’ora un centrotavola rettangolare, ricco e colorato, senza spendere troppo.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 21/12/2013 Aggiornato il 21/12/2013

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La composizione che vi proponiamo è larga 15 cm circa e lunga 60 cm, ma può essere accorciata o allungata secondo le misure del tavolo da pranzo, meglio rettangolare, che dovrà ospitarla. Per rispettare la tradizione, il lavoro sarà giocato sul colore rosso con l’abbinamento del classico sempreverde, ravvivato dalla presenza di elementi di stagione non troppo sfruttati, come i mandarini e le melograne. Facile da eseguire, richiede poco più di un’ora di tempo, preparazione del materiale compresa, per un costo di circa 15 euro.

Materiale e costi
  • una spugna per fioristi con portaspugna, lunga 50 cm e larga 5 cm: 2,50 euro
  • sei candele rosse: 3 euro al massimo
  • otto rametti di Gaultheria shallon, il salal, colorati di rosso: presso un fiorista: 1,50 euro
  • peperoncini rossi rotondi, tipo ciliegia, con ramo portante: 3,50 euro,
  • tre melograne raccolte in giardino o acquistate preferendo frutti medio piccoli: 2 euro
  • una dozzina di mandarini di piccolo calibro a colorazione uniforme arancione con buccia liscia e lucida: 1,50 euro
  • rami di abete rosso tagliati in giardino
  • pigne del genere Pinus, qualche bastoncino di cannella e rafia, ferretti e fermi da fiorista, forbici, acqua: 1,50 euro circa
 La base

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La prima operazione consiste nel preparare i rametti di abete rosso che formeranno la base della nostra composizione. È necessario disporre di un buon numero di ciuffetti: dai rami di abete rosso tagliate tutte le punte dei rametti alla lunghezza di circa 8-10 cm, quelli eventualmente presenti più corti non devono essere scartati ma serviranno in una fase di rifinitura per riempire gli spazi vuoti. Ogni rametto deve essere privato degli aghi e della sottile corteccia nella parte che conficcheremo nella spugna, circa 2 cm, in questo modo entrerà con facilità, praticherà un foro “di misura” che lo terrà ben saldo in posizione. I rametti vanno posizionati a raggiera nella spugna iniziando da un lato corto, piantandoli fino a fare entrare i primi aghi. Non devono essere messi troppo ravvicinati fra loro perché l’obiettivo non è la copertura immediata della spugna. Quelli posti sopra, in una seconda fila, dovranno essere messi sfalsati rispetto ai primi. Avvicinandoci allo spigolo diamo ai rametti un’inclinazione ascendente così da creare un effetto volume, l’inclinazione, passando a lavorare sul lato orizzontale della spugna deve essere ancora maggiore.

Le candele

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Devono essere disposte in due gruppi simmetrici rispetto al centro. Sembra semplice ma in realtà è l’operazione più delicata di tutta la composizione e richiede attenzione, decisione e calcolo. Attenzione perché la spugna è fissata alla vaschetta di base grazie a due robuste stringhe di materiale plastico, indeformabili, sulle quali non è possibile porre le candele. Le candele dovranno essere poste all’esterno di queste senza essere troppo vicino al bordo; sì vicine ma senza toccarsi e simmetriche fra i due gruppi. La candela pratica nella spugna un foro importante che non può essere aggiustato o spostato di lato, pena la mancata stabilità. Quindi, una volta scelta la disposizione, infilate la candela nella spugna applicando una forza costante, dall’alto verso il basso fino a raggiungere il fondo, solo così tutte le candele avranno la stessa altezza. Fissate le candele, aggiungete intorno ad esse altri rametti di abete, a portamento verticale, lasciando però libero lo spazio centrale fra i due gruppi di candele, dove andremo a fissare la frutta di maggiore dimensione.

Pigne, melograne e mandarini

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Utilizzando i fermi di plastica da fiorista fisseremo le pigne al supporto. Le pigne scelte fra quelle del genere Pinus (non fra abeti o cedri) nella parte prossimale si presentano con le squame strettamente embricate, perfette per alloggiare la punta dei fermi in plastica. Quest’operazione deve essere eseguita con attenzione per non rischiare di ferirsi. La punta del fermo va inserita fra le squame della base, poi, puntando verso il centro, applicando una forza crescente forzeremo la struttura fino a farla entrare quel tanto che basta perché sia salda. Le pigne così fissate s’infilano nella spugna, lateralmente, e dovranno spuntare dai rametti di abete per fare un contrasto di colore con gli elementi successivi dai toni chiari o accesi. Rappresentano l’elemento immancabile di richiamo alla tradizione e dovranno essere più evidenti sulle testate. Le melograne raccolte a metà novembre andranno benissimo, anche meglio di quelle acquistate perché servono frutti di pezzatura non eccessiva e con buccia di colore chiaro, rosato e non rosso fuoco per non caricare troppo la composizione su questi toni. La presenza di un frutto aperto, con i chicchi color rubino visibili, aumenterà la gamma di toni offerti. Le melograne si fissano utilizzando i fermi da fioristi, inseriti nella parte distale del frutto. Iniziate con il posizionare la più grossa, quella più piccola subito a ridosso e quella mediana più discosta, il tutto nello spazio fra le due candele. Con la stessa tecnica dotate i mandarini di un fermo da fioristi e iniziateli a disporli ai piedi delle melograne, perché sono più piccoli, nello spazio vuoto lasciato fra le due melograne accostate e quella singola, ed anche su entrambe i fronti della composizione. Un elemento colorato, anche isolato, posto più in basso, fra il verde dell’abete, risalta moltissimo e distoglie lo sguardo da eventuali imperfezioni.

La cannella

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Le stecche di cannella avanzate in cucina che si acquistano per una particolare ricetta e per il resto rimangono inutilizzate per anni possono essere “riciclate” con successo nel periodo natalizio. Si tagliano alla lunghezza di 6-8 cm, si abbinano a coppie e si legano con un filo di raffia, avvolto più volte, lasciando ben evidenti, anche se corte, le code del nodo ad anelle che le unisce. Per fissarle prendiamo un ferretto da fioristi e ripieghiamo su se stesso un terzo della sua lunghezza, così che a questo punto una metà sarà semplice e l’altra doppia con un capo ad anella. Passiamo l’anella all’interno della legatura della raffia, nel retro del decoro di cannella, pieghiamo il ferro a metà su se stesso, e attorcigliamo fra loro i tre fili. Il decoro di cannella sarà libero di dondolare all’estremità del ferretto attorcigliato ma è proprio questo che, una volta infisso nella spugna, ci consentirà di orientarlo come più ci sembrerà opportuno.

Le foglie rosse

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Le foglie di salal colorate di rosso (sono disponibili anche in giallo e in arancione) si dividono così da utilizzarle singole, se grandi, o a coppie, se medie o piccole. Nella pagina superiore sono lucide, in quella inferiore opache ma sempre di colore rosso cupo vinoso. Grazie ai robusti piccioli s’infilzano nella spugna con facilità e si dispongono orizzontalmente sui lati della composizione e in prossimità delle candele, con portamento ascendente, ma esternamente a esse, lasciando il centro libero per la frutta e i colori più accesi. Non eccedete in quantità al momento dell’acquisto perché ne bastano poche e il loro utilizzo è introdurre una nota di rosso cupo che porrà ancora più in risalto l’arancione dei mandarini e il corallo dei peperoncini.

Peperoncini per un tocco di luce

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La scelta dei peperoncini è di grande importanza. Devono essere di forma sferica, di colore brillante, perfettamente turgidi e idratati, senza imperfezioni o annerimenti. Si possono acquistare come verdura o come elemento ornamentale dai fioristi ben riforniti. Ne bastano pochi per portare un colpo di luce e ravvivare la composizione. Tagliate i rami in modo da avere rametti con due – sei bacche e non gruppi imponenti. Posizionateli vicino alle candele, sui lati, ma anche fra la frutta per porre in risalto sia il colore rosso corallo del peperoncino sia l’arancione dei mandarini ed il rosato avorio delle melograne.

Il controllo finale

A questo punto la composizione potrebbe dirsi finita, ma le imperfezioni non mancano e per potersene meglio accorgere il consiglio è di lasciarla “riposare” per almeno un quarto d’ora mentre si ripone il materiale di lavoro e s’inizia a pulire. Scoprirete che a una più attenta osservazione, su tutti i lati, e dall’alto, qualche “buco” si nota e allora basterà riempirlo con un poco di verde e non con altri elementi di decoro per non rischiare l’equilibrio creato.

Come conservarla

Questa composizione può durare a lungo se si ha l’accortezza di bagnare la spugna ogni giorno (la presenza del vassoio porta spugna permette di non lasciare un alone di umidità ovunque si appoggi) e se, quando non si utilizza, si ripone nella stanza più fredda della casa. La parte più facilmente marcescibile sono i mandarini, ma sostituirli è facile. I peperoncini possono iniziare a raggrinzire e, se acquistati dal fiorista, è bene non consumarli perché potrebbero essere stati trattati con prodotti lucidanti o filmanti non idonei al consumo alimentare. Trascorse le feste, recuperate i fermi da fiorista, la cannella e le pigne, bruciate nel camino l’abete, introducete in compostiera melograni, mandarini e peperoncini, mettete in salal ormai secco in una busta di carta perché prima o poi potrà tornarvi utile, gettate la spugna.

 

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