Ficus benjamin, che cosa fare se perde le foglie

Se il Ficus benjamin di casa mostra segni di sofferenza, le foglie ingialliscono e poi cadono, significa che la pianta è indebolita e richiede cure specifiche.

Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 30/08/2019 Aggiornato il 30/08/2019
Ficus benjamin, che cosa fare se perde le foglie

Se il Ficus benjamin ha sofferto il caldo e la mancanza di cure durante il mese scorso, adesso facilmente mostrerà segni di sofferenza e indebolimento. Uno dei sintomi più frequenti è la perdita delle foglie: queste iniziano a ingiallire su tutta la lamina fogliare e finiscono con il cadere. Per evitare che la situazione diventi irreparabile, occorrono alcuni fondamentali accorgimenti. Quindi bisogna prestare attenzione a:

Spifferi d’aria

Il Ficus è particolarmente suscettibile a spifferi e correnti d’aria, sia calda che fredda. Evitare assolutamente di tenere la pianta in prossimità dei getti dei condizionatori d’aria accesi o in corrente quando si aprono le finestre.

Luce

Le piante d’appartamento richiedono molta luce ma soffusa. Assolutamente non devono mai essere esposte al sole diretto, anche attraverso il vetro di una finestra, perché i raggi del sole in questo periodo sono particolarmente forti e dannosi e provocano bruciature o scottature di foglie e altri tessuti verdi della pianta.

Troppo caldo

L’aumento delle temperature anche in casa, ha messo a dura prova l’esistenza delle piante: meglio cercare di rinfrescarle nebulizzandone la chioma con acqua non calcarea a temperatura ambiente. Un rimedio utile a mantenere la chioma più umida, considerando che queste piante non amano gli ambienti secchi.

Poca acqua

Gli apporti idrici devono essere incrementati, bagnando le piante più spesso (in media un paio di volte alla settimana) e abbondantemente, poiché la richiesta e il consumo di acqua in questa stagione sono notevolmente maggiori. Sempre bene, ovviamente, non esagerare ed evitare di inzuppare troppo il terreno o lasciare acqua stagnante nel sottovaso.

Serve il fertilizzante

Il periodo vegetativo richiede un maggior dispendio di energie da parte della pianta: meglio aiutarla somministrando un fertilizzante ricco di tutti gli elementi nutritivi di cui ha bisogno e che non trova nel terreno in quantitativo sufficiente: un concime specifico per piante verdi, in formato liquido, da diluire nell’acqua dell’innaffiatoio e somministrare ogni 10 giorni circa è il prodotto ideale per aiutare la pianta in questo periodo.

Il controllo sanitario

Cocciniglie e ragnetto rosso sono sempre in agguato sul Ficus benjamin: ingiallimenti, accartocciamenti e caduta di foglie sono il primo campanello d’allarme ad indicare la loro presenza. L’utilizzo repentino di un prodotto antiparassitario è necessario per eliminarli: le cocciniglie possono essere allontanate con un prodotto anticoccidico a base di olio minerale paraffinico, mentre i ragnetti rossi con un prodotto acaricida. Si opti per l’utilizzo di PPO (prodotti per piante ornamentali) in formato liquido di pronto utilizzo, comodi ed efficaci.

In questo periodo si può moltiplicare per talea

In questo periodo è anche possibile moltiplicare il nostro Ficus benjamin per ottenere più esemplari. La tecnica migliore è quella della talea.

Si deve scegliere un rametto laterale dalla pianta, sano e rigoglioso. Tagliarlo con una forbice dalle lame ben pulite e affilate, in modo tale da non lasciare sfilacciature del legno, alla lunghezza di 12-15 cm e composto da 3-4 nodi. Il taglio deve essere eseguito appena al di sotto di un nodo. Le foglie basali vengono tolte, lasciandone solo 3-4 nella parte alta della talea. Per favorire la formazione di radici, è bene trattare la sezione basale della talea con un ormone radicante: lo si trova in polvere, venduto entro barattolini presso i centri giardinaggio.

La talea può essere messa a radicare direttamente in un terriccio morbido, composto da torba e sabbia in parti uguali, e mantenuto sempre leggermente umido. Il vaso (ne va bene uno del diametro di 13 cm) contenente la talea va conservato in un ambiente luminoso (o semiluminoso) con temperatura di 18-20 °C; condizioni atte a favorirne l’attecchimento.

La talea può essere messa a radicare direttamente in un terriccio morbido, composto da torba e sabbia in parti uguali, e mantenuto sempre leggermente umido. Il vaso (ne va bene uno del diametro di 13 cm) contenente la talea va conservato in un ambiente luminoso (o semiluminoso) con temperatura di 18-20 °C; condizioni atte a favorirne l’attecchimento.

In alternativa, si può optare per far radicare la talea in acqua, entro vasi in vetro, oppure in vasi forati contenenti argilla espansa mantenuta sempre umida all’interno di vasi contenenti acqua.
Nel giro di 4-6 settimane le radici appena formate fuoriusciranno dai fori del vaso più interno. È il segnale per mettere la nuova pianta ottenuta nel terreno, in vasi contenenti substrato di tipo universale, alleggerito con un po’ di sabbia.

In alternativa, si può optare per far radicare la talea in acqua, entro vasi in vetro, oppure in vasi forati contenenti argilla espansa mantenuta sempre umida all’interno di vasi contenenti acqua.
Nel giro di 4-6 settimane le radici appena formate fuoriusciranno dai fori del vaso più interno. È il segnale per mettere la nuova pianta ottenuta nel terreno, in vasi contenenti substrato di tipo universale, alleggerito con un po’ di sabbia.

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