Curare le orchidee sfiorite

La Phalaenopsis è l’orchidea più diffusa nelle case degli italiani. In questo periodo la fioritura, che si è protratta fino a primavera, è appassita e la pianta è in stasi vegetativa, con lo stelo spoglio. È il momento giusto per dedicarle qualche attenzione.
Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 05/07/2017 Aggiornato il 05/07/2017
orchidee sfiorite

Dopo la fioritura, l’orchidea Phalaenopsis presenta lo stelo fiorale spoglio e l’aspetto un po’ triste. Che cosa fare? Per aiutare le orchidee sfiorite bisogna procedere con il taglio dello stelo fiorale.
orchidea Phalaenopsis taglio dello steloSi può scegliere semplicemente di recidere lo stelo alla base, all’inserzione sulla pianta: in questo caso la fioritura successiva avrà origine da un nuovo stelo emesso dopo un anno, sempre alla base della pianta.
Altrimenti si può scegliere di accorciarlo, lasciandolo all’altezza di tre o quattro nodi: il taglio deve essere effettuato un centimetro al di sopra del nodo più alto. In questo caso, in tempi più brevi (qualche settimana), e con minore sforzo da parte della pianta, dal rigonfiamento del nodo più alto lasciato sullo stelo si formerà una nuova gemma.
Può succedere che, invece di una nuova infiorescenza, si formi un nuovo germoglio, con radici e foglie, che potrà essere distaccato dalla pianta madre e messo in un vaso separato, a dare origine a una nuova piantina.

Dove tenere l’orchidea Phalaenopsis in questo periodo estivo

Le orchidee sfiorite gradiscono un ambiente umido e caldo, con temperatura minima di +15°C e massima di +34°C. In questo periodo è possibile spostare la pianta all’esterno, sul terrazzo o sul balcone, purché venga posta in una posizione luminosa o semi-ombreggiata, dove non venga assolutamente raggiunta dai raggi diretti del sole. Le foglie turgide e carnose della Phalaenopsis, infatti, colpite dai raggi del sole vengono bruciate e gravemente danneggiate.

Bisogna bagnarla bene

Le temperature elevate di questo periodo innalzano la richiesta di acqua da parte delle orchidee sfiorite: è necessario nebulizzare foglie e radici (che sono di tipo aereo, cioè assorbono acqua dall’umidità atmosferica) con uno spruzzino manuale.
Meglio utilizzare acqua priva di calcare (ottimo sarebbe raccogliere l’acqua piovana), a temperatura ambiente. Quest’operazione va eseguita preferibilmente la sera, nelle ore più fresche della giornata.
Una volta la settimana, inoltre, quando il substrato risulta particolarmente asciutto, è utile immergere il vaso per mezz’ora circa in acqua (sempre a temperatura ambiente), in modo da inumidire bene i frammenti di corteccia che lo compongono, quindi far sgrondare tutta l’acqua in eccesso.

Serve ancora il fertilizzante

L’apporto di fertilizzante in questo periodo è ancora utile alle orchidee sfiorite, anche se con frequenza minore rispetto al periodo di fioritura e pre-fioritura. Per tutta l’estate sarà sufficiente somministrare il concime (di tipo specifico per orchidee) ogni tre-quattro settimane circa, diluito in acqua seguendo le dosi indicate sulla confezione del prodotto acquistato.

Attenzione!

Le orchidee Phalaenopsis devono essere sempre tenute in un vaso trasparente, per favorire lo sviluppo di radici forti e vigorose. Meglio eliminare i portavasi colorati e scegliere semplici vasi di vetro trasparente. Per vedere quali sono le più belle e affidabili, potete guardare il nostro articolo

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