Curare la stella di Natale

La stella di Natale è la pianta per eccellenza delle festività natalizie, tanto che può stare benissimo a fianco del presepe, dell’albero e del panettone. Molti la considerano come un mazzo di fiori recisi: fra un mese inizierà a perdere le foglie e dopo sarà gettata. Invece può vivere a lungo. Ecco come.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 17/12/2015 Aggiornato il 13/12/2019
Curare la stella di Natale

La stella di Natale, Poinsettia pulcherrima, famiglia delle Euphorbiaceae, è originaria del Messico e ama un clima mite con temperature costanti per tutto l’anno con ridotte escursioni termiche e minime solo eccezionalmente sotto i 15°C. Per questo deve essere trattata come una pianta da appartamento fresco o addirittura da scale e da veranda se sono condizionate e luminose. Già a temperature superiori ai 20°C, facili da raggiungere nei nostri appartamenti, inizia a soffrire, specie se l’umidità ambientale è scarsa. A temperature costanti di 20°C e con umidità elevata la crescita continua con forza, ma la fioritura si mantiene più a lungo se la pianta è tenuta sulle scale o in un locale fresco, a 16-18°C, senza mai scendere sotto i 15°C.
In ogni caso gradisce la luce. Quindi occorre riservare alla stella di Natale la posizione più luminosa della casa: l’ideale è porla davanti a una porta finestra che  si apra solo di rado per evitare le correnti fredde. Poi, con le giuste “istruzioni per l’uso” potrete avere il meglio dalla vostra pianta e, magari, conservarla per più anni.

Acqua, attenti agli eccessi

In casa la stella di Natale si bagna ogni due o tre giorni saggiando con le dita il grado di umidità del terreno ma, meglio ancora, il peso del vaso perché, specie per le piante di taglia media e grande, non esiste un’adeguata proporzione fra massa fogliare e terra disponibile, e le piante con poca terra asciugano rapidamente e hanno bisogno di acqua spesso.
Il terriccio non deve mai seccare del tutto ma restare fresco senza essere fradicio. Eliminate l’acqua presente nel sottovaso dieci minuti dopo la bagnatura perché teme il ristagno. Se volete tenere il sottovaso per mantenere una “bolla d’umidità” intorno alla pianta, sceglietene uno largo e riempitelo con uno strato di ghiaia di 3 cm nel quale mantenere l’acqua.

Attenti al lattice

Le piante che si acquistano sono in genere giovani, nonostante le dimensioni e la vigoria, e hanno fusti erbacei, cavi e rigidi, piuttosto fragili e facili da spezzare, soprattutto se la pianta è posta in un luogo di passaggio.
Appartenendo alla famiglia delle Euphorbiaceae, quando si spezza uno stelo colerà all’esterno un ricco lattice bianco irritante, da non toccare.
Solo con il tempo i rami diventeranno legnosi di colore nocciola chiaro, resistenti e flessibili.

Quali problemi

Se le foglie seccano significa che la posizione è troppo calda e priva di umidità.
Quando la pianta perde di tono e le foglie si presentano afflosciate significa che la pianta ha freddo o è stata esposta a correnti fredde. Spostandola in un locale più caldo avrà modo di riprendersi anche se in parte si spoglierà perdendo le foglie più grandi.
Se foglie e brattee sono macchiate irroratele con acqua non calcarea.
Quando i colori sbiadiscono la pianta è in stato asfittico e potrebbero già essere in corso fenomeni di marcescenza all’apparato radicale: allora sospendete le bagnature e spostatela in una stanza più calda.
Se l’acqua che si accumula nel sottovaso assume il caratteristico odore di detersivo, causato dalla fermentazione dei tessuti radicali già morti, non c’è possibilità di salvare la pianta.

Rinvaso, passaggio delicato

Se le foglie sono sottodimensionate e di colore chiaro significa che la pianta non assorbe nutrienti in misura sufficiente quindi il contenitore è troppo piccolo e occorre rinvasare. Il terriccio nuovo deve essere drenante, preparato per ridurre il rischio di ristagno: mescolate torba, sabbia, polistirolo o perlite al terriccio universale.
Prestate particolare attenzione all’operazione di rinvaso perché l’apparato radicale della stella di Natale è delicato e spesso, nel tentativo di liberarlo dalla reticella che avvolgeva la pianticella in fase giovanile, lo si danneggia irrimediabilmente portando la pianta a un rapido declino, fino alla morte.

Dalla casa all’esterno

Se la vostra pianta resisterà fino alla primavera, quando le temperature si saranno stabilizzate intorno ai 15°C (anche quelle notturne), accorciate i rami riducendoli a metà della loro lunghezza e spolverizzate le superfici di taglio con zolfo in polvere; dopo spostatela all’esterno in posizione luminosa ma riparata dai raggi diretti del sole. Bagnate solo una volta la settimana in attesa che riprenda la fase di crescita attiva, poi con maggiore frequenza.
Si concima dall’inizio dell’estate impiegando un fertilizzante per piante da fiore ricco in potassio e fosforo.
A settembre andrà riportata in casa.

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