Curare i bonsai mini-piante preziose

I bonsai sono mini piante delicate e preziose che possono dare grandi soddisfazioni ma richiedono cure appassionate.

Alessandro Mesini
A cura di Alessandro Mesini
Pubblicato il 25/10/2017 Aggiornato il 17/08/2018
Curare i bonsai mini-piante preziose

Chi non conosce la relazione tra un bonsai e il suo ambiente, è destinato a fallire nella sua coltivazione perché non è una pianta facile. Se non disponete di tempo, pazienza, costanza, dedizione e un po’ di soldi da investire per procurarvi il materiale specifico necessario a curare i bonsai , potete continuare ad acquistare piante altrettanto belle ma di minore impegno. Per esempio una splendida bromeliacea fiorita che porterà colore per almeno sei mesi dentro casa terminando il suo ciclo, piuttosto che un bonsai destinato a morte certa nella metà del tempo.

Forme ricercate

Il bonsai è una pianta che subisce un processo di miniaturizzazione. Questo trattamento non coinvolge tutti gli organi ma solo la struttura, perché i fiori e i frutti restano delle dimensioni originarie.
In altre parole quella che noi vediamo al momento dell’acquisto non è una forma naturale insita nella pianta che si manterrà in un accrescimento non regimato, ma il risultato di un lavoro che andrà confermato o variato con un attento lavoro di potatura.
Dovrà quindi esistere “un progetto”, uno “schema di riferimento” cui tendere che, sempre nel rispetto della forma della singola pianta, potrà scegliere se mantenere quella originaria, oppure modificarla o valorizzarne in anni di allevamento, con potature e crescita indirizzata, alcuni aspetti particolari come la crescita a palchi, un andamento particolarmente inclinato, la “drammaticità” di un albero forgiato da venti costanti che modificano la direzione dei rami.
La pianta deve essere mantenuta in un delicato equilibrio fra le sue diverse parti:
• parte aerea, cioè tronco, rami e foglie, e quella ipogea, il complesso delle radici,
•    parte bassa e quella alta della struttura,
•    parti esterne e quelle più interne della chioma,
•    parti troppo vigorose da limitare e quelle più deboli da rafforzare.
Il tutto non può avvenire casualmente.
Questo lavorio continuo che la pianta richiede ne giustifica i prezzi elevati, tanto che oggi i bonsai sono tutti prodotti in oriente, dove esiste una scuola affermata e il costo del lavoro è minore, e solo successivamente importati in Europa dove si esegue la fase di affinamento in funzione dell’immissione sul mercato.

Tecniche e materiali adeguati

Curare i bonsai richiede tecnica e materiale specifico. Non si possono ottenere di buon livello se non si fa uso di materiali e strumenti appositi. Questa pratica, millenaria, ha sviluppato conoscenze specifiche che si sono tradotte in una selezione di materiali, dai diversi tipi di substrato, ai vasi, ai mastici, e attrezzi, i diversi tipi di cesoie, che consentono di svolgere al meglio operazioni che devono avere una precisione “quasi chirurgica” se paragonati alla maggior parte delle pratiche del giardinaggio corrente.
Tutti materiali sono reperibili presso i centri specializzati che oggi vendono direttamente anche online senza obbligarvi a lunghi spostamenti. Una visita a centro dedicato ai bonsai, o alle mostre di settore, specie se esistono corsi e dimostrazioni pratiche, è sempre consigliata perché diventa un’occasione di confronto e apprendimento, assai più di un libro o di un tutorial, dandovi la possibilità di porre domande, indicare sulla pianta, interagire direttamente.

Trovare la posizione ideale

Il bonsai deve trovare una sua collocazione precisa e stabile in casa, a meno che non sia la pianta stessa, con accrescimenti direzionali, cascola di foglie localizzate, o sviluppo di lamine fogliari ridotte localizzate, a suggerirci di variarne l’esposizione.
Il bonsai è una pianta di dimensioni ridotte ma non di attività metabolica bassa: tutto l’apparato fotosintetico deve essere posto in condizioni favorevoli per lavorare al meglio, sintetizzare nuove sostanze nutritive in grado di sostenere un intenso processo di rinnovo.
Questo si traduce in un’esposizione ottima della luce, sempre abbondante, meglio diretta solo il mattino o la sera. Evitate di incassare la pianta all’interno di una libreria perché riceverà luce solo sul fronte spogliandosi sul retro e sui lati, e nemmeno troppo addossata a una parete.

Acqua primo nutrimento

La prima ragione dell’insuccesso nel curare i bonsai è la mancanza d’acqua.
Per bagnare il vostro bonsai, dopo aver saggiato il terreno con le dita a una profondità di mezzo centimetro, eseguite tre interventi ripetuti a breve distanza uno dall’altro, aspettando solo qualche minuto. Spostate il bonsai, dove non sia un problema bagnare, ad esempio sul piano del lavello o in un ampio lavandino, e irrorate con un annaffiatoio. Utilizzate quelli di tipo professionale dal lungo collo e con un sifone terminale in grado di simulare l’effetto di una pioggia sottilissima. Bagnate sia la vegetazione sia il piede, e aspettate, lasciando sgrondare. Ripetete l’operazione e rispettate i tempi di attesa. Bagnate una terza volta e se avete eseguito il tutto a dovere dai fori di fondo del vaso inizierà a colare un poco d’acqua in forma di grossi goccioloni.
La forma estetica del contenitore, con i piedini che lo rialzano dal piatto di raccolta sottostante, ha una sua valenza funzionale precisa. I bonsai temono il ristagno più dell’aridità e in questo modo l’acqua in eccedenza non sarà riassorbita.

Potare adesso

Per curare i bonsai, la potatura si esegue a settembre, quando le piante rientrano dopo il periodo estivo trascorso all’aperto. Le piante a questo punto dell’anno sono ancora piene di vigore e con l’avvento dell’autunno, proprio come in natura, si spoglieranno, almeno di una parte delle foglie, alleggerendo la chioma. L’intervento dell’uomo consente di evitare questo fenomeno così da non avere piante sparute e defogliate ma compatte e vigorose perché quanto eccedeva è stato tagliato.
La potatura deve però essere considerata una forma di manutenzione ricorrente per mantenere l’equilibrio generale eliminando i succhioni o i pennacchi fuori forma.
La regola d’oro, valida per le latifoglie, è la seguente “lasciare due foglie per rametto”. Le foglie in primavera cadranno e dalle gemme ascellari si svilupperanno altri due rametti.
In primavera le spuntature potranno essere addirittura giornaliere per regolare la crescita vigorosa che lasciata libera porta allo sviluppo di pochi e lunghi pennacchi.
Per la potatura ordinaria che interviene su rametti sottili, si utilizzano forbici da rifinitura in grado di eseguire tagli precisi e perfetti.

Gli appassionati non possono evitare una visita al centro Bonsai Crespi (www.crespibonsai.com), il più famoso nel nostro paese, inserito anche nel circuito dei Grandi Giardini Italiani: noterete come la galleria espositiva sia molto luminosa, con abbondantissima luce diffusa, proveniente da almeno due direzioni, con le pareti chiare per rifletterla al meglio, e sempre ben distanziata dai muri, senza nessun impedimento di oggetti ombreggianti di grandi dimensioni che spezzino lo spazio creando zone d’ombra.

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