Come mettere la pianta di peperoncino a riposo in inverno

Sebbene nell'orto venga spesso eliminata in inverno, in vaso e in casa può vivere ancora a lungo con le giuste cure.

A cura di Francesca La Rana, Anna Zorloni
Pubblicato il 03/02/2026Aggiornato il 03/02/2026
Pianta di peperoncino rosso

La pianta di peperoncino (Capsicum annuum) appartenente alla famiglia delle Solanaceae, è una bella pianta, non solo utile per la produzione dei frutti piccanti, i peperoncini. Questi sono disponibili in innumerevoli cultivar con colori, caratteristiche morfologiche (forma rotonda o allungata) e organolettiche differenti (per esempio, il grado di piccantezza). Tutti si possono coltivare facilmente in un vaso da tenere in cucina a portata di mano, a fianco di basilico e prezzemolo

Cure attente per superare il riposo invernale in appartamento sono, dunque, necessarie. Da gennaio, raccogliere i frutti maturi raggrinziti, diradare annaffiature mantenendo il terreno leggermente umido con ottimo drenaggio, e sospensione dei fertilizzanti sono alcune delle accortezze da adottare.

La pianta va poi collocata in zona luminosa, mentre in primavera va potata drasticamente. Queste pratiche preservano la perenne ornamentale, garantendo chioma folta e abbondanti bacche piccanti.  

Scopri qui tutti i tipi di peperoncino da mangiare 

Quando metterla a riposo

La pianta di peperoncino entra in fase di riposo a gennaio, quando le foglie iniziano a ingiallire e cadere, diradando la chioma, e i frutti raggiungono la massima maturazione, apparendo raggrinziti. È essenziale raccoglierli con forbici affilate e pulite: quelli singoli lasciando un breve peduncolo, mentre i mazzetti con porzione più lunga per l’essiccazione appesa.

Riporre la pianta in un luogo riparato dal freddo, con temperature non inferiori a 10°C, vicino a una finestra luminosa, per proteggerla dalle gelate che danneggiano cellule e tessuti.

La pianta, privata dei suoi frutti, appare ancora più spoglia e sofferente. Ora è consigliabile accompagnarla verso un periodo di riposo vegetativo, o “quiescenza”: occorre ripulirla, eliminando le foglie residue ancora attaccate, ingiallite o secche e potarla un po’, eliminando tutti i rametti secchi, raccorciando quelli troppo lunghi. Quindi è meglio spostarla in una zona della casa non riscaldata, ma sempre luminosa, per esempio sul pianerottolo delle scale, in veranda o in una serra sul terrazzo, dove non corra il rischio di gelare. La temperatura non deve comunque scendere sotto i 10 °C.

La pianta, privata dei suoi frutti, appare ancora più spoglia e sofferente. Ora è consigliabile accompagnarla verso un periodo di riposo vegetativo, o “quiescenza”: occorre ripulirla, eliminando le foglie residue ancora attaccate, ingiallite o secche e potarla un po’, eliminando tutti i rametti secchi, raccorciando quelli troppo lunghi. Quindi è meglio spostarla in una zona della casa non riscaldata, ma sempre luminosa, per esempio sul pianerottolo delle scale, in veranda o in una serra sul terrazzo, dove non corra il rischio di gelare. La temperatura non deve comunque scendere sotto i 10 °C.

Annaffiatura

Durante il riposo invernale, mantieni il terreno leggermente umido ma mai zuppo, controllando manualmente per evitare ristagni che favoriscono marciumi radicali; usa un substrato ben drenante.

Dirada le bagnature con l’arrivo dell’autunno e del freddo, riducendole al minimo rispetto all’estate, quando sono quotidiane con nebulizzazioni rinfrescanti su chioma e foglie. In inverno, annaffia solo quando il suolo è asciutto in superficie, privilegiando acqua a temperatura ambiente e poco calcarea.

Il nostro approfondimento su come proteggere le piante dall’aria secca in casa

Fertilizzanti

Sospendi completamente i fertilizzanti dopo la fruttificazione e durante gennaio o il riposo invernale, per non stressare la pianta già indebolita. Riprendi gli apporti solo in primavera, ogni 10-15 giorni, con concimi bilanciati per stimolare la crescita fino all’autunno.

Evita ogni concimazione in inverno per favorire il riposo naturale e prevenire accumuli dannosi nel terreno.

Le cure in appartamento

La pianta di peperoncino prospera in appartamento come ornamentale, grazie alla folta chioma verde e ai colorati mazzetti di bacche, coltivabile in vaso accanto a basilico e prezzemolo.

In inverno bisogna posizionarla in zona luminosa ma lontana da correnti gelide, con potatura leggera se le foglie ingialliscono, per ridurre il fabbisogno idrico e nutrizionale. Monitorare la salute evitando eccessi idrici e garantendo drenaggio ottimale per una perenne vitale tutto l’anno.

In questo periodo, la pianta appare un po’ patita: le foglie iniziano a ingiallire e a cadere, diradando la chioma; i peperoncini colorati (rossi o gialli) e quasi raggrinziti, hanno raggiunto il massimo della loro maturazione. È il momento di raccoglierli con una forbice con le lame ben affilate e pulite. Quelli che maturano sulla pianta singolarmente possono essere recisi lasciando una porzione breve del loro peduncolo attaccata. I peperoncini che maturano riuniti in mazzetti si recidono con una porzione più lunga di peduncolo: potranno essere riuniti in mazzi più grandi e lasciati essiccare appesi all’ingiù.

Coltivato in vaso dentro casa, il peperoncino ha durata perenne, poiché trova caratteristiche climatiche consone alla sua sopravvivenza: luce e calore sufficienti, con temperatura media attorno ai 18-20 °C.

La nostra guida su come prendersi cura delle piante in inverno

Come curarla in primavera

Con l’innalzarsi delle temperature, la pianta di peperoncino riprende a germogliare: effettua una potatura decisa accorciando i rami di circa un terzo, seguita da rinvaso con terriccio fresco e fertile. Riprendi annaffiatura regolare e fertilizzazioni periodiche per stimolare fioritura e fruttificazione estiva.

Questa cura post-riposo assicura una chioma rigogliosa e abbondanti peperoncini piccanti.

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