Come coltivare e curare la Zamioculcas

È dotata di una resistenza al di fuori del comune: richiede pochissime cure e tollera bene la scarsità di luce, sebbene preferisca ambienti luminosi, e necessita di poca acqua.

A cura di Francesca La Rana
Pubblicato il 10/06/2026Aggiornato il 10/06/2026
Zamioculcas in appartamento

La Zamioculcas zamiifolia, nota comunemente come Zamioculcas, è una delle piante da appartamento più amate e diffuse per via della sua facilità di coltivazione e alla sua straordinaria resistenza.

Specie di origine tropicale, nativa dell’Africa orientale, appartiene alla famiglia delle Araceae, si adatta con facilità ad ambienti diversi, tollerando anche lievi disattenzioni. Diventa, quindi, la scelta ideale per decorare abitazioni o uffici con un tocco di verde brillante.

I fusti eretti e carnosi ospitano foglie lanceolate di un verde scuro e lucido. Ha una crescita lenta e produce pochi nuovi fusti ogni anno. Inoltre, possiede un’interessante capacità ecologica: è in grado di purificare l’aria domestica, assorbendo sostanze volatili nocive come il toluene e lo xilene.

Prendersi cura della Zamioculcas non richiede competenze avanzate, ma necessita di alcune attenzioni specifiche per preservarne la salute a lungo. Una corretta gestione della luce, dell’acqua e del substrato garantisce fusti vigorosi e previene le patologie più comuni.  

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Dove posizionarla

Scegliere il luogo giusto influisce sulla lucentezza del fogliame e sulla velocità di crescita. Questa specie apprezza particolarmente le posizioni luminose, dove la luce naturale stimola la fotosintesi e lo sviluppo di nuovi germogli.

Tuttavia, l’esposizione solare non deve mai essere diretta. I raggi del sole che colpiscono direttamente le foglie attraverso i vetri delle finestre rischiano di bruciare i tessuti vegetali, lasciando macchie scure indelebili.

La pianta mostra una tolleranza eccezionale anche in condizioni di semiombra o di scarsa illuminazione. Può sopravvivere in angoli della casa meno luminosi, dove altre piante d’appartamento deperirebbero rapidamente. Ciononostante, lo sviluppo sarà molto lento e la colorazione del fogliame assumerà una tonalità verde molto scura.

Per mantenere una crescita equilibrata, si consiglia di ruotare periodicamente il vaso di un quarto di giro. Questo accorgimento evita che i fusti si inclinino eccessivamente verso la fonte di luce principale.

Durante i mesi caldi dell’anno, il posizionamento può essere modificato temporaneamente. Da maggio a settembre la pianta può essere spostata all’aria aperta su un balcone o in giardino, scegliendo un luogo completamente protetto dal sole diretto e dai venti forti.

All’arrivo dell’autunno, quando le temperature notturne iniziano a scendere sotto i 15° C, la pianta deve rientrare tra le pareti domestiche. La vicinanza a termosifoni o condizionatori va evitata, poiché i flussi d’aria secca compromettono il benessere del fogliame.

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Annaffiatura

La Zamioculcas è dotata di grandi rizomi sotterranei, che funzionano come veri serbatoi d’acqua. Questa particolarità permette di superare lunghi periodi di siccità senza subire danni evidenti.

Le bagnature devono, quindi, essere distanziate nel tempo, verificando sempre lo stato del terreno prima di procedere con un nuovo intervento.

  • Primavera-Estate: la pianta si trova nella sua fase di massima attività vegetativa. In questo periodo è consigliabile annaffiare circa ogni 15 giorni per sostenere l’emissione di nuovi fusti. La regola d’oro consiste nel bagnare abbondantemente il terreno e lasciare defluire completamente l’acqua in eccesso dal fondo del vaso. Il terriccio deve asciugarsi totalmente tra un’irrigazione e quella successiva. L’acqua stagnante nel sottovaso va eliminata tassativamente entro pochi minuti dall’annaffiatura per evitare asfissia radicale.
  • Autunno-Inverno: il metabolismo della pianta rallenta sensibilmente. Di conseguenza, le richieste idriche diminuiscono drasticamente e gli interventi vanno ridotti al minimo. In una stanza mediamente riscaldata, può essere sufficiente una sola annaffiatura ogni 40 giorni.

Un errore comune è bagnare la pianta basandosi sul calendario anziché sulle reali necessità del substrato. Infilare un dito nel terreno per qualche centimetro aiuta a valutare il livello di umidità profonda prima di versare altra acqua.

Terriccio ideale

Il terriccio ideale per la Zamioculcas deve garantire un drenaggio dell’acqua perfetto e una buona aerazione delle radici.

I rizomi sotterranei soffrono molto nei terreni compatti che trattengono l’umidità per tempi prolungati. Un substrato pesante favorisce la proliferazione di funghi patogeni responsabili dei marciumi radicali.

Utilizzare un terriccio specifico per piante succulente o cactus. Questo tipo di composto è formulato con una forte percentuale di elementi inerti e porosi.

Chi desidera preparare la miscela in autonomia può unire un buon terriccio universale a base di torba con sabbia di fiume e perlite. Questa combinazione assicura che l’acqua piovana o di rubinetto scorra via rapidamente, mantenendo la giusta umidità senza creare ristagni pericolosi.

Un altro elemento fondamentale riguarda la preparazione del contenitore al momento dell’impianto. Prima di inserire il terriccio, è fondamentale posizionare sul fondo del vaso uno strato di circa 2 o 3 centimetri di argilla espansa o di ciottoli.

Questo strato isolante impedisce alle radici di rimanere a contatto diretto con l’umidità residua, che si deposita sul fondo. Naturalmente, il vaso scelto deve sempre presentare i fori basali liberi per lo scolo ottimale dei liquidi.

Problemi comuni

Anche una pianta così resistente può manifestare segnali di sofferenza, se le condizioni di coltivazione non sono corrette.

Foglie gialle

Il problema più frequente riscontrato dagli appassionati di giardinaggio è l’ingiallimento fogliare. La presenza di foglie gialle sui fusti è quasi sempre il sintomo di un eccesso di annaffiatura o di un ristagno idrico prolungato.

Se l’errore persiste, i fusti perdono consistenza alla base e tendono a staccarsi dal terreno con una leggera trazione manuale. In questo caso è necessario sospendere le bagnature e verificare lo stato dei rizomi.

Fusti appassiti

Al contrario, se la pianta soffre per una prolungata mancanza d’acqua, i fusti possono apparire leggermente avvizziti e le foglie tendono a perdere la loro naturale lucidità. Questo problema si risolve facilmente fornendo una moderata quantità di acqua e ripristinando il regolare ritmo delle irrigazioni.

Polvere 

Un altro disturbo visivo è legato alla presenza di polvere sulla lamina fogliare, che ostacola la luce e riduce l’efficacia della fotosintesi. Per ovviare a questo, occorre pulire regolarmente le foglie spolverandole delicatamente con un panno di cotone inumidito.

Parassiti

Dal punto di vista dei parassiti, la minaccia principale è rappresentata dalla cocciniglia. Questo piccolo insetto si annida spesso nelle zone più interne e protette dei fusti, succhiando la linfa e indebolendo la struttura.

Se l’attacco è limitato a pochi esemplari, è possibile intervenire manualmente rimuovendo i parassiti con un batuffolo di cotone imbevuto di alcol.

In presenza di infestazioni estese e persistenti, si rende necessario l’utilizzo di un prodotto insetticida specifico a base di olio bianco.

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Potatura e rinvaso

La Zamioculcas non richiede interventi di potatura veri e propri, poiché la sua forma geometrica si mantiene autonoma nel tempo. L’unica operazione necessaria consiste nell’eliminazione dei fusti vecchi e secchi.

La rimozione deve essere effettuata tagliando il fusto alla base con delle cesoie ben affilate e disinfettate. La pulizia previene la diffusione di malattie e lascia spazio per lo sviluppo delle nuove foglie che nascono dal cespo centrale.

Il rinvaso della Zamioculcas si esegue, solitamente, ogni 3 o 4 anni, preferibilmente all’inizio della primavera, tra marzo e aprile.

Un segnale evidente della necessità di cambiare contenitore è dato dalle radici e dai rizomi, che premono visibilmente contro le pareti del vaso, deformandolo se si tratta di materiale plastico. Il nuovo vaso deve avere un diametro solo leggermente superiore al precedente per evitare un eccessivo accumulo di terriccio vuoto.

Durante il rinvaso, bisogna maneggiare l’apparato radicale con estrema delicatezza per non danneggiare i tuberi carnosi.

Concimazione

Un altro aspetto fondamentale riguarda la nutrizione della pianta.

Da marzo a settembre si consiglia di somministrare un concime liquido per piante succulente, riducendo a metà la dose indicata sulla confezione. Il nutrimento va distribuito a mesi alterni, evitando di forzare la pianta e rispettando i suoi ritmi biologici naturali.

Da ottobre in poi, ogni tipo di fertilizzazione va sospeso fino alla primavera successiva.

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