Calancola: piccola, facile e forte

Molto diffusa nei nostri appartamenti, la pianta è resistente, bisognosa di poche cure e offre una fioritura lunga e abbondante. Piace a tutti e dà grandi soddisfazioni anche ai meno esperti.

Calancola: piccola, facile e forte

Kalanchoe rappresenta da circa tre decenni una delle piante d’appartamento più apprezzate e vendute per gli innumerevoli pregi: abbondante e continua fioritura, robustezza e longevità, buona resistenza nei confronti delle avversità parassitarie, dimensione contenuta che ne facilita la dislocazione anche in spazi molto ristretti e prezzo modesto. Botanicamente appartiene al gruppo delle piante grasse, dette “succulente”, anche se a prima vista questa definizione potrebbe risultare anomala. Non appena però si osservano più attentamente le foglie, si comprende il motivo di tale classificazione: queste si presentano assai carnose al tatto, in quanto ricche di acqua, necessaria per permetterne la sopravvivenza nei luoghi di origine, tendenzialmente caldi e asciutti.

Colori brillanti

Il genere, appartenente alla Famiglia delle Crassulaceae, annovera circa 130 specie, tutte perenni, sempreverdi, originarie prevalentemente del Madagascar. La maggior parte è caratterizzata da aspetto cespitoso, consistenza erbacea e dimensioni contenute; mentre alcune, poco diffuse nel nostro Paese, si presentano in veste semiarbustiva, e raggiungono un metro o poco più. Le foglie sono carnose, di forma triangolare od ellittica, di colore verde scuro. I fiori di dimensione esigua, sono formati da quattro petali saldati fino quasi alla sommità a formare piccoli tubuli e hanno colori brillanti, variabili, nelle forme spontanee, dal bianco, al rosa, al rosso. Nei loro ambienti naturali quasi tutte le kalanchoe fioriscono in epoca primaverile. Le varietà che invece vengono sottoposte a coltivazione, sono indotte a fiorire quasi tutto l’anno, in modo da poter soddisfare la richiesta di mercato, che per questa pianta è sempre molto elevata.

Blossfeldiana: la specie più comune

Kalanchoe blossfeldiana, originaria del Madagascar, è la più diffusa per la coltivazione nel nostro Paese. Presenta foglie ellittiche, carnose e lucide, con margine dentato o lobato. Le forme botaniche naturali, alte sino a 30 centimetri, emettono in primavera fiori scarlatti, raggruppati alla sommità di lunghi steli. Da questa specie sono derivati i molteplici ibridi in commercio, caratterizzati da fiori di vari colori (bianco, rosa, giallo, rosso) e dimensioni assai diversificate: le varietà “mini”, alte pochi centimetri, sono coltivate in vasi di diametro di 4-5 centimetri, quelle denominate “maxi”, alte sino a 15-20 centimetri, crescono in contenitori di 24-26 centimetri di diametro.

Le cure

Esposizione

Kalanchoe non sopporta i raggi diretti del sole che possono causare decolorazioni delle foglie e bloccare la fioritura: in appartamento va collocata nei punti con luminosità indiretta. Anche la scarsità di luce, all’opposto, può causare danni: piante cresciute in ambienti poco luminosi, rapidamente assottigliano lo spessore delle foglie, che imbruniscono, e riducono fortemente la produzione dei fiori. Può essere coltivata in piena terra solo nelle zone costiere meridionali, dove va collocata in posizione semiluminosa, al riparo dai raggi solari e dai venti, condizioni che devono essere soddisfatte anche per le piante in vaso trasferite all’esterno durante il periodo estivo. Le temperature ottimali di crescita sono comprese tra 23 e 26 °C. Sopporta poco le basse temperature e inizia a soffrire a 7-8 °C.

Terriccio

Deve essere fertile, leggero e ben drenante, in grado di permettere il rapido sgrondo dell’acqua che deve essere favorito anche dal posizionamento sul fondo di materiali inerti (argilla espansa, pietra pomice, ghiaietto) finemente frantumati. La composizione di una corretta miscela è: 70% terriccio universale organico (torba bionda finemente sminuzzata) e 30 % sabbia di fiume, non calcarea.

Irrigazione

La richiesta di acqua è modesta e come tutte le piante grasse, soffre accumuli anche minimi di acqua nel substrato. Non bisogna comunque pensare che la kalanchoe possa crescere bene senza essere bagnata: la carenza idrica anzi determina disidratazione dei tessuti fogliari e riduzione di fioritura. Si deve intervenire diversamente a seconda del periodo:

  • in primavera-estate e durante i periodi di fioritura irrigare con una certa frequenza (indicativamente una volta ogni 7-10 giorni) e comunque non appena il terriccio risulti asciutto nei primi 1-2 cm superficiali;
  • in autunno-inverno e nei periodi di assenza di fiori bagnare una volta ogni 12-15 giorni, con dosaggi minori rispetto a quelli primaverili-estivi.

Distribuire l’acqua, non fredda, sul substrato e mai sul fogliame: i tessuti che permangono umidi potrebbero essere colpiti da marciumi e, qualora fossero esposti al sole (anche quello che filtra attraverso una finestra aperta), rischierebbero di subire scottature per “effetto lente” delle gocce colpite dai raggi solari.

Concimazione

I fertilizzanti devono essere distribuiti regolarmente, specie nel caso di esemplari non più giovani e di buona dimensione. In genere è consigliabile concimare una-due volte in primavera ed una a fine estate, impiegando fertilizzanti liquidi specifici per piante grasse, ben dotati in azoto, fosforo e potassio (macroelementi) con buone percentuali di microelementi quali ferro, manganese, rame e zinco.

Rinvasi

La calancola cresce lentamente pertanto i cambi di vaso sono rari e comunque da fare al termine della fioritura. La pianta ha radici poco sviluppate e ben si adatta anche a contenitori poco profondi, come le ciotole.

Si propaga facilmente

Il sistema più semplice e rapido per propagare la calancola è rappresentato dalla divisione di una pianta madre quando questa non è in fase di fioritura. Un altro metodo semplice è rappresentato dalla moltiplicazione mediante talea di foglia, che si esegue durante il periodo estivo (indicativamente da giugno a fine settembre), prelevando foglie di media dimensione, sane e non lesionate da rotture. Nelle condizioni migliori bastano 2-3 settimane perché inizino a formarsi le prime radichette dalla base della foglia.

I problemi più frequenti

Eccesso di illuminazione

Se posizionata a lungo in zone troppo illuminate, le foglie ingialliscono, riducono il proprio spessore, rinsecchendo a partire dai margini. Nei casi più gravi, si ha il blocco della fioritura e il veloce deperimento della pianta. Per rimediare alla situazione, riportare al più presto le piante in luogo meno luminoso.

Troppa umidità

Se c’è ristagno idrico nel substrato o prolungata permanenza di acqua sulla vegetazione, si assiste a rammollimento dei tessuti fogliari e poi a marcescenza degli stessi. Se i sintomi sono di limitata entità, il problema si può risolvere sospendendo le irrigazioni sino a quando il terriccio non sarà nuovamente asciutto per i primi 4-5 cm superficiali. Non serve concimare. Le piante gravemente compromesse vanno rapidamente eliminate.

Temperature basse

Correnti d’aria fredda invernale che entrano in casa, oppure temperature esterne costantemente al di sotto dei 4-5 °C, per quelle piante che crescono all’aperto, determinano inizialmente un ingiallimento delle foglie, che poi tendono a diventare bruno-nerastre e a seccare. Medio-lunghi periodi di basse temperature possono causare, soprattutto se associati ad eccessi idrici nel substrato, la morte di esemplari anche di grande dimensione. Per rimediare, è indispensabile spostare velocemente le piante negli ambienti più caldi.

Quelle rare

Le altre specie sono difficilmente presenti sul nostro mercato e si ritrovano per lo più in orti botanici o nelle collezioni di appassionati del gruppo delle succulente.

  • K. beharensis: originaria del Madagascar, dove raggiunge anche i tre metri di altezza; se potata, può rimanere contenuta nei 70-90 centimetri. Le foglie sono triangolari, lunghe sino a 20 centimetri, di colore bruno, con lobi evidenti. Produce fiori di colore rosa, visibili raramente nei nostri ambienti.
  • K. daigremontiana: alta sino ad un metro, ha foglie carnose e triangolari, che producono sui margini piccoli germogli, in grado, se staccati, di originare nuove piantine; emette fiori di colore grigio-porpora.
  • K. marmorata: originaria del Corno d’Africa, è alta sino a 50 cm; presenta foglie di colore verde-grigio, con striature brune sui lati; fiorisce raramente, emettendo fiori bianchi in primavera.
  • K. pumila: adatta per cesti appesi, a causa del portamento semiprostrato e degli steli esili e ricadenti; presenta foglie lanceolate, dalle sfumature rosate e fiori rosa che sbocciano naturalmente tra fine inverno e primavera.
  • K. tomentosa: alta sino a 40 cm, è dotata di foglie e fusti verdi, ricoperti di peluria biancastra.