Cactus a palla, la posizione, le cure, i più affascinanti

I cactus di forma sferica sono affascinanti e facili da coltivare. Se ne trovano tantissime specie e varietà e, per chi si appassiona, è una vera gioia conoscere e trovare piantine di ogni dimensione, con o senza spine.

Alessandro Mesini
A cura di Alessandro Mesini
Pubblicato il 15/11/2022 Aggiornato il 15/11/2022
cactus sferici

I cactus sferici e spinosi, chiamati un tempo “cuscini della suocera”, per richiamare un vecchio stereotipo, sono fra i più amati. Le ragioni sono molteplici: sono piante resistenti e poco esigenti, tanto longeve da poter essere passate da una generazione all’altra e polarizzano l’attenzione, non importa se si tratta di un esemplare isolato o se cresce in un gruppo. Difficile spiegare razionalmente quest’ultima prerogativa: sarà per la forma sferica, per la perfetta disposizione delle spine, o forse per la potenziale pericolosità capace di incutere timore.

I cactus sferici sono un po’ costosi all’acquisto, specie se si tratta di soggetti di taglia apprezzabile, a causa della crescita lenta e della alta percentuale di soggetti scartati perché non perfetti. Devono quindi essere scelti solo da chi può assicurare condizioni ideali e cure, poche ma adeguate.

C’è un’unica controindicazione per una pianta spinosa di grande taglia: non essere adatta a uno spazio dove siano presenti bambini, a meno di non renderla irraggiungibile.

Cactus, fiori di breve durata

Come tutti i cactus, anche quelli sferici si sono adattati alle terre aride e desertiche, caratterizzate da temperature elevate, precipitazioni scarse e concentrate. I cactus sferici sono la chiara esemplificazione di come le foglie nel processo evolutivo siano state trasformate in spine, così da ridurre al minimo l’evapotraspirazione. L’attività fotosintetica è stata trasferita al fusto che si presenta verde in ogni sua parte e ricco di clorofilla anche all’interno, così da poter recuperare in parte la superficie attiva. Il fusto, per sopravvivere alla siccità prolungata, è divenuto un organo succulento capace di trattenere e accumulare acqua, da usare gradualmente quando scarseggia. Le spine hanno un’efficace funzione di difesa, capace di dissuadere l’azione brucatrice degli animali. Come tutte le piante succulente originarie delle zone aride, anche i cactus presentano un’attività respiratoria diversa dalle altre specie vegetali, poiché utilizzano un particolare percorso fotosintetico che consente loro di mantenere gli stomi chiusi durante il giorno e di aprirli la notte, quando le temperature sono più basse, in modo da limitare la evapotraspirazione dell’acqua. Altra caratteristica comune  è il fiore:  imbutiforme e di breve durata. Di colore giallo, o giallo-rossastro, è prodotto solo da piante mature esposte in luce piena e con forte radiazione solare. Sboccia al mattino e sfiorisce prima di sera, ma se messo al riparo del sole può resistere per più tempo. Unico neo, i fiori non profumano.

Come fare a non pungersi con le spine del cactus

Le spine dei cactus sferici spinosi, come il grusone, sono lunghe e robuste, possono infiggersi nelle dita anche profondamente e spezzarsi, rendendo problematica l’estrazione. Quindi, se non si è abituati a maneggiare la pianta per il rinvaso (da fare a marzo) occorre molta attenzione. Per non ferirsi è bene indossare un paio di guanti in materiale pesante (di pelle e non di panno), avvolgere la pianta con carta da giornale e poi con un panno. In questo modo la carta impedisce alle spine di impigliarsi nel panno, riducendo il rischio di rotture, mentre il panno garantisce una protezione ulteriore alle nostre mani. 

Come bagnare il cactus  

I cactus vanno bagnati pochissimo. La raccomandazione è quella di “scordarsi di loro”, in questo modo si è sicuri di non arrecare danni e, tutt’al più, la piante non cresceranno. Animati dalle più buone intenzioni si rischia di provocare marciumi per bagnature troppo abbondanti o troppo frequenti. Per le piante coltivate all’aperto sospendere le irrigazioni nel periodo autunno-invernale mentre, in appartamento, somministrare non più di mezzo o un bicchiere di acqua al mese, secondo le dimensioni del vaso. Non bagnare se si intende partire per le vacanze e si lascia la temperatura del locale poco sopra i 10 °C per un certo numero di giorni. Per le piante giovani in estate si bagna ogni settimana fino al raggiungimento del diametro di 13 cm, per piante più grandi ogni due settimane. Non utilizzare acqua fredda e preferire quella non calcarea.

La concimazione del cactus

Non è necessaria se si provvede al rinvaso annuale. Per piante che devono ancora riempire il vaso somministrare solo da maggio a settembre un prodotto specifico per cactus ad alto contenuto di potassio.

Cactus, la posizione migliore

I cactus sferici spinosi devono essere posti in piena luce, perché non temono il sole diretto. Unica avvertenza, evitare la vicinanza eccessiva con un vetro che, se bagnato, può fare da lente, bruciando la superficie. Solo la luce intensa consente alle piante mature di fiorire e a quelle in fase di crescita di incrementare il diametro e mantenere spine robuste e di un bel colore giallo dorato. Se la luce è insufficiente, le spine perdono intensità di colore. In casa devono essere posti sopra a un mobile e mai a terra. Questo rende meno frequenti gli incidenti e la possibilità di rottura delle spine, evento al quale non esiste rimedio, perché una volta troncate non ricrescono.

Durante la bella stagione possono essere trasferiti all’esterno, purché siano sempre riparati da un tetto per evitare che il terreno si inzuppi a causa di una pioggia improvvisa. All’aperto si coltivano solo dove il clima è mite tutto l’anno, predisponendo per tempo coperture di fortuna da utilizzare al bisogno, senza dover improvvisare.

Il grusone

Echinocactus grusonii

Il re indiscusso tra i cactus sferici spinosi è l’Echinocactus grusonii, o grusone, citato dai vecchi manuali di botanica anche come Palla d’oro. Ha forma perfettamente globosa e solo quando raggiunge il pieno sviluppo e invecchia tende ad allungarsi. Gli esemplari coltivati devono essere considerati notevoli a partire dai 30 cm di diametro. Pianta a crescita molto lenta, presenta un numero variabile di coste verticali, da 20 a 40, molto angolari con areole lanuginose, di colore fra il giallo e il grigio, in corrispondenza delle quali si originano le spine. Per ogni areola si formano due diversi ordini di spine: le spine radiali portate parallele alla superficie della pianta e le spine centrali rivolte verso l’esterno. Le spine radiali sono in numero di 8-10 e raggiungono una lunghezza di circa 2 cm. Le spine centrali sono lunghe più del doppio, fino a 5 cm, sono più robuste e in numero da 3 a 5. Il colore per tutte è giallo dorato, quelle centrali possono presentare una tonalità rossiccia alla base, che si perde con l’avanzare dell’età.

Ferocacus

ferocactus stainesii

Il genere Ferocactus comprende 35 specie di grandi dimensioni che si presentano globose, con costolature profonde e spine dalla punta ricurva. Spesso hanno spine colorate, come accade per Ferocactus stainesii, ma ne esistono anche di variegati. I Ferocactus sono molto sensibili alla mancanza di luce che porta a una decolorazione e a un indebolimento delle spine.

Melocactus

melocactus

Cactus sferici, pur sempre spinosi ma di aspetto “più domestico” o “meno aggressivo”, sono i Melocactus, che si riconoscono facilmente per le spine setolose e la lanugine che ricoprono la cima, spesso colorata. È una pianta facile, non troppo costosa e molto decorativa.

Il cactus geometrico

Tephrocactus geometricus

Sferico, o subsferico, ma articolato in più unità sovrapposte, è Tephrocactus geometricus, una delle piante che maggiormente attraggono il pubblico neofita per la struttura particolare, fatta di tante sfere unite come si trattasse di un rompicapo, impreziosito da un disegno sulla cuticola, geometrico e con poche spine presenti. 

Mammillaria

Mamillaria lenta

Sempre coperta da un fitto reticolo di spine è Mammillaria lenta, cactus di montagna che si trova in Messico dai 900 ai 1400 metri di quota. Le spine, sottili e di colore bianco, come i fiori, sono flessibili ed è da questa caratteristica, in latino “lentus” che si origina il nome.

Echinocereus

Echinocereus pectinatus

Sempre con una nota colorata è l’Echinocereus pectinatus, cactus che può avere forma globosa o allungata, raggiungendo un’altezza massima di 15-20 cm. La struttura del fusto, formata da circa 20 costolature poco marcate, è dissimulata dal fitto intreccio di spine radiali, disposte in forma di pettine, che possono essere di colore bianco o rosa, con netta preferenza del pubblico per quest’ultimo.

Oroya peruviana

oroya peruviana

È inizialmente di forma globosa, poi nel tempo si trasforma in un fusto colonnare con numerose costolature verde scuro. Questo allungamento non a tutti è gradito, perché al momento dell’acquisto molti pensano di aver acquistato un cactus come il grusone ma più piccolo e con spine meno acuminate.

Cactus senza spine

Esistono anche molte specie e varietà di cactus a forma di sfera, ma privi di spine. Sono tutti egualmente decorativi,  essenziali per una collezione e indicati per chi vuole avvicinare alla coltivazione delle succulente i bambini, che potranno
toccarli senza pungersi.

Astrophytum asterias

Astrophitum asterias

Detta anche “riccio di mare”, per via della forma e delle areole lanuginose poste sulla cresta delle costolature. Il colore della forma originaria è grigio verde, ma molte selezioni sono più vivaci, sempre impreziosite da una puntinatura bianca, più o meno accentuata. Originario di un’area posta a cavallo del confine fra Messico e Texas cresce lentamente.

Euphorbia obesa

Euphorbia obesa

Originaria delle regioni meridionali dell’Africa, per la forma che richiama quella di un cuscino sferico con cuciture in evidenza fra uno spicchio e l’altro e per il colore che ad un’attenta osservazione non è uniforme ma istoriato, è una pianta succulenta di grande pregio estetico. È alta non più di 20 cm, con fusto tozzo e cilindrico, di colore grigio-verdastro, con costolature. Produce infiorescenze giallastre in estate.

Ferocactus glaucescens ‘Inermis’

Ferrocactus glucescens inermis

A dispetto del genere e del nome Ferocactus glaucescens ‘Inermis’ è un cactus con costolature evidenti, areole biancastre e forma solo leggermente allungata. In fase giovanile produce spine che perderà progressivamente con il tempo. Il colore, come suggerisce il nome steso, è fra il verde e il blu. In tarda primavera produce fiori di colore giallo acceso.

Come valuti questo articolo?
12345
Valutazione: 4.14 / 5, basato su 28 voti.
Avvicina il cursore alla stella corrispondente al punteggio che vuoi attribuire; quando le vedrai tutte evidenziate, clicca!
A Cose di Casa interessa la tua opinione!
Scrivi una mail a info@cosedicasa.com per dirci quali argomenti ti interessano di più o compila il form!