Erba gatta: a cosa serve e come coltivarla in vaso o in giardino

Il suo nome deriva dagli effetti particolari che suscita nei felini, simile all'azione dei feromoni: per questo viene spesso usata nei loro giochi, ma non tutti i mici ne sono attratti.

Redazione digital
A cura di Redazione digital
Pubblicato il 27/07/2026Aggiornato il 27/07/2026
Nepeta cataria con gatto

L’erba gatta, il cui nome scientifico è Nepeta Cataria, è una pianta erbacea perenne spesso chiamata anche menta dei gatti per il suo odore caratteristico.

I felini, infatti, sembrano essere particolarmente attratti da questa pianta: in genere, dopo aver strofinato il muso sulle foglie, cominciano a fare le fusa, correre e giocare con grande energia, spesso miagolando in maniera curiosa. Questo stato di agitazione può durare 10 o 15 minuti circa.

Alcuni veterinari comportamentisti consigliano di mettere a disposizione del gatto un vaso di erba gatta per avere una sorta di stimolazione sensoriale o, in alternativa, di acquistare dell’erba gatta secca in erboristeria o nei negozi di articoli per animali.

A cosa serve 

L’erba gatta, oltre a vitamine, minerali e oli essenziali, contiene anche una sostanza chiamata nepetalattone, che sembra essere responsabile degli effetti di questa pianta sui gatti; si ritiene infatti che sia simile ai loro feromoni.

Non tutti i gatti sono sensibili a questa sostanza (circa il 30% dei gatti non reagisce al nepetalattone, né i gattini sotto l’anno di età), ma quelli che lo sono, di solito, annusano l’erba gatta, la leccano o la mordicchiano, poi vi strofinano il muso e arrivano a rotolarsi su di essa.

Proprio per questo motivo alcuni giochi per gatti contengono piccole quantità di erba gatta, che dovrebbe suscitare l’interesse del micio senza indurre effetti collaterali: sembra, infatti, che questa pianta non sia tossica se non assunta in dosi massicce.

A questo punto, occorre una precisazione: a volte notiamo che il gatto mangia l’erba. L’erba per gatti di cui i felini mangiucchiano i fili, però, non è la Nepeta Cataria, ma un mix spesso ottenuto da semi di orzo, avena, segale e grano che dà origine a fili di erba sottili.

In realtà non c’è una spiegazione esaustiva sul perché i gatti se ne cibino, ma si ritiene che lo facciano per espellere boli di pelo e per beneficiare di una leggera azione lassativa; in ogni caso si tratta di un comportamento legato al loro istinto per il quale non allarmarsi.

Semina, coltivazione e cura in vaso e in giardino

La Nepeta cataria è una pianta rustica, vigorosa e molto facile da coltivare, sia in piena terra sia in vaso sul balcone.

Esistono diverse specie appartenenti allo stesso genere — come la Nepeta racemosa, la Nepeta subsessilis o l’ibrido Nepeta × faassenii (molto apprezzate in giardinaggio per le loro fioriture viola e blu) — ma la Cataria resta la regina indiscussa per far felici i nostri mici.

A differenza di altre piante delicate, la Nepeta cataria ama la luce, per cui va scelta una posizione in pieno sole o in mezz’ombra molto luminosa: più sole riceve, maggiore sarà la concentrazione di aromatici oli essenziali nelle sue foglie. Il terreno ideale deve essere leggero, drenante e senza ristagni d’acqua; in vaso è perfetto un mix di terriccio universale con l’aggiunta di un 20-30% di sabbia o perlite.

Una pianta di erba gatta in piena fioritura durante i mesi estivi.

Chi vuole coltivare l’erba gatta in giardino, in primavera dovrà lavorare il terreno per renderlo soffice ed eliminare erbe infestanti e sassi; il suolo si può anche arricchire con un po’ di stallatico sfarinato o pellettato. Seminare a spaglio o trapiantare le piantine mantenendo una distanza di circa 30-40 cm l’una dall’altra, poiché la Nepeta tende ad allargarsi a cespuglio.

Per la coltivazione in vaso, scegliere un contenitore di almeno 20-25 cm di diametro. È fondamentale disporre sul fondo uno strato di 2-3 cm di argilla espansa o ghiaia per garantire il corretto drenaggio dell’acqua.

In generale, bagnare solo quando il terreno risulta asciutto in superficie. In estate le bagnature saranno più frequenti (specialmente per i vasi esposti al sole), mentre in autunno e inverno vanno drasticamente ridotte. 

Per quanto riguarda le concimazioni, l’erba gatta è una pianta poco esigente. Per gli esemplari in vaso è sufficiente somministrare un concime biologico liquido per piante aromatiche una volta al mese in primavera ed estate. Un eccesso di fertilizzante farà crescere la pianta troppo velocemente, rendendola meno aromatica.

A fine fioritura o a inizio autunno, potare la pianta accorciando i fusti di circa un terzo: questo stimolerà un ricaccio folto e compatto nella primavera successiva.

Infine, quando le piantine sono ancora giovani e tenere, è consigliabile proteggerle con una rete o tenerle rialzate: l’entusiasmo dei gatti di casa (che amano strofinarsi e rotolarsi sopra) rischia di schiacciare e distruggere la pianta prima che sia abbastanza robusta per resistere.

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