Dividere i cespi delle erbacee perenni

Le erbacee perenni che hanno fiorito nei mesi primaverili-estivi e che seccano la parte aerea per rivegetare tra qualche mese, si prestano a essere moltiplicate prima del gelo.

Giovanna Rio
A cura di Giovanna Rio
Pubblicato il 02/12/2017 Aggiornato il 17/08/2018
Dividere i cespi delle erbacee perenni

Le erbacee perenni sono piante che vivono per molti anni (per esempio la primula e l’erica) a differenza delle annuali e delle biennali che invece esauriscono il loro ciclo di vita in uno o due anni. In autunno queste piante devono essere sottoposte ad alcune operazioni di manutenzione che permetteranno loro di trascorrere l’inverno in riposo per poi ripartire in primavera con una nuova e abbondante vegetazione. È anche il momento giusto per moltiplicarle tramite divisione dei cespi.

La moltiplicazione dei cespi

Le erbacee perenni quali Hypericum, Hemerocallis, Paeonia, Alyssum, Pachysandra e moltissime altre che hanno superato i 5 – 6 anni di età e che si presentano sotto forma di cespugli fitti, terminata la fioritura, possono essere moltiplicate con successo: le porzioni ottenute potranno essere utilizzate per riempire qualche spazio vuoto in giardino.
Per farlo occorre estrarre dal terreno l’intero cespo con l’aiuto di una vanga (o forca) e dividerlo in più porzioni. È importante scartare la parte centrale più vecchia per trapiantare le parti più giovani che siano provviste di apparato radicale e aereo in giusta proporzione.

Per queste è meglio evitare

Non tutte le erbacee perenni però si prestano alla divisione dei cespi e quelle di seguito elencate mal sopportano l’operazione: Althaea rosea, Catananche caerulea, Dictamnus albus, Digitalis purpurea, Euphorbia characias, Gaillardia aristata, Gentiana asclepiadea, Gypsophila paniculata, Limonium latifolium, Lupinus polyphill, Pulsatilla vulgaris.

Le più piccole

Vinca major, Pachysandra terminalis, Thymus serpillum, Hedera in varietà, oltre alle erbacee perenni di piccole dimensioni, a quelle da giardino roccioso, alle striscianti o comunque senza un apparato radicale vigoroso, si possono estirpare facilmente e poi si suddividono utilizzando la vanga oppure solo le dita delle mani. Prima di eseguire l’operazione, però, occorre preparare il terreno che le accoglierà incorporando stallatico ben maturo. Ecco come procedere.

 

1. Dissotterrare delicatamente il cespo.

1. Dissotterrare delicatamente il cespo.

2. Con la lama della vanga tagliare in più porzioni la pianta.

2. Con la lama della vanga tagliare in più porzioni la pianta.

3. Le porzioni possono essere inserire nel terreno già preparato, avendo cura di ricoprirle e bagnarle accuratamente.

3. Le radici possono essere separate anche manualmente. Le parti ottenute possono essere inserire nel terreno già preparato, avendo cura di ricoprirle e bagnarle accuratamente.

Pulizia

Tutte le erbacee perenni in questo periodo devono essere pulite dalla vegetazione secca tagliando poco sopra le parti rovinate e morte con un paio di forbici ben affilate per evitare sfilacciamenti dei tessuti.

Pacciamatura

Per quelle che perdono la parte aerea e nei prossimi mesi entreranno in riposo vegetativo, occorre pacciamare fin da ora: ricoprite la base con uno strato di almeno 5-8 cm corteccia di aghifoglie oppure di paglia oppure uno strato di alcuni centimetri di compost ben maturo.

Le cure per le annuali e le biennali

Le annuali che hanno terminato il loro ciclo vegetativo, adesso devono essere estirpate. Possono essere vangate assieme al terreno dell’aiuola (sminuzzando bene l’apparato radicale) oppure inserite nel cumulo della compostiera. L’aiuola ben vangata può essere utilizzata per la messa a dimora delle bulbose primaverili oppure di nuove specie che avranno così il tempo di adattarsi alla posizione e di allargare le radici nel terreno.
Se l’aiuola viene lasciata libera per tutto l’inverno non sminuzzare troppo le zolle, il lavoro di rifinitura dovrà essere eseguito in primavera.
Le biennali, se hanno terminato il loro ciclo di due anni, hanno già fiorito e fruttificato, possono essere estirpate e trattate alla stregua delle annuali. Se invece sono solo al primo anno della messa a dimora, adesso occorre trattarle come le perenni.

 

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