Coltivare il ciclamino

Abbastanza facile da coltivare, di prezzo contenuto e presente sul mercato in varie taglie, il ciclamino, Cyclamen persicum e suoi ibridi, è una specie molto apprezzata, decorativa per l’abbondante e prolungata fioritura.

Mauro Cavagna
A cura di Mauro Cavagna
Pubblicato il 26/12/2017 Aggiornato il 17/08/2018
Coltivare il ciclamino

Il ciclamino si sviluppa da tuberi sotterranei, quindi è a tutti gli effetti una pianta “bulbosa” reperibile in commercio per buona parte dell’anno, anche se gli esemplari più belli e ricchi di fiori si trovano in epoca autunno-invernale.

Coltivare il ciclamino è facile e se viene curato bene può vivere anche 4-5 anni e ogni anno riprendere a produrre fiori, seppur in numero via via minore. La fioritura è continua anche per due mesi e può produrre 30 – 40 fiori.

La variabilità di dimensione delle piante in commercio (da un’altezza media di 30-40 cm degli esemplari normali, sino ai 12-15 cm delle varietà “mini”) facilità la sua collocazione in spazi di differente ampiezza e rende questa specie fiorita estremamente versatile nell’utilizzo sia in casa che all’aperto.

Quali cure richiede

LUCE: Il ciclamino forma boccioli fiorali prevalentemente da settembre a febbraio-marzo: durante tale periodo la pianta vuole molta luce, ma non troppo diretta. L’ambiente luminoso permette che i fiori si mantengano a lungo in pianta, conservando la tonalità di colore. In primavera e in estate, periodi nei quali la pianta mostra solo foglie, coltivare il ciclamino in posizione ombreggiata, possibilmente all’aperto.

 TEMPERATURA: quella ottimale per coltivare il ciclamino durante il periodo di fioritura non dovrebbe superare i 15-16°C. Tuttavia è una pianta resistente (soprattutto le varietà “mini”) alle basse temperature (può sopportare senza danni anche pochi gradi sopra lo zero) e durante il periodo autunno e inverno può essere collocata anche all’aperto: nelle regioni a clima invernale mite in piena terra per realizzare aiuole decorative, nelle altre regioni in vasi o fioriere, sul balcone o terrazzo, protetto dalle piogge e dalle nevicate. Negli ambienti interni dovrebbe essere inoltre garantito un buon ricircolo di aria, indispensabile per evitare la formazione di marciumi.

 SUBSTRATO: per coltivare il ciclamino serve un substrato leggero e poroso, che faciliti un ottimo e veloce drenaggio dell’acqua in eccesso. Deve essere inoltre dotato di buona fertilità, capace di assicurare stabile e duraturo nutrimento ed avere un valore di pH intorno a 6. In commercio esistono terricci già preparati che hanno la seguente composizione indicativa: 50% terra di foglie di faggio; 40% torba bruna o bionda, piuttosto grossolana; 10% sabbia di fiume. Per renderlo più leggero è utile l’aggiunta di piccoli grani di argilla espansa o di pietra pomice.

 ACQUA: per coltivare il ciclamino serve rigorosamente l’alternanza di asciutto e umido: il peggior nemico è un substrato sempre bagnato, in grado di far marcire rapidamente i tuberi. Si deve irrigare solo quando il substrato inizia ad asciugare in superficie. L’acqua va aumentata durante la fioritura, fase durante la quale un’eccessiva secchezza del substrato può impedire la schiusura dei fiori e far appassire precocemente quelli già aperti. Le irrigazioni vanno ridotte nel periodo successivo alla fioritura, quando la pianta ha solo foglie e, pur mantenendo sempre vitale l’apparato fogliare, si prepara a una fase di riposo.

CONCIME: generalmente le piante acquistate in fase di inizio fioritura, essendo appena uscite dai luoghi di coltivazione, sono concimate a sufficienza per i momenti iniziali della fioritura. Il ciclamino è discretamente esigente per quanto riguarda le concimazioni ma solo durante il periodo di fioritura, periodo durante il quale è opportuno somministrare ogni 12-15 giorni una modesta quantità di concime liquido specifico per piante fiorite da interno (ricco in fosforo e potassio e scarsamente dotato in azoto). Sospendere le concimazioni al termine della fioritura e riprenderla, verso fine estate, non appena i boccioli fiorali iniziano a ingrossarsi.

Come si moltiplica: il ciclamino si propaga tramite semina, tra luglio e settembre: i semi vanno posti in vasetti con terriccio torboso finemente setacciato, mantenuti a una temperatura di 18-24°C, in luogo ombroso e regolarmente nebulizzati. Nelle condizioni ottimali germinano in 5-6 settimane e trascorrono circa 12-15 mesi dalla semina sino alla piena fioritura delle piante. È possibile, anche se poco diffusa, la moltiplicazione tramite divisione dei tuberi in epoca primaverile: ogni tubero va diviso in 2-3 porzioni, ciascuna dotata di almeno 1-2 gemme e messa a dimora in vasetti singolarmente.

Le condizioni peggiori in appartamento

I ciclamino soffre generalmente più per errate posizioni e inappropriate cure colturali che per l’attacco di parassiti. Le più comuni sono:

– eccesso di luce e temperatura: raggi solari diretti, quando le piante sono all’aperto, o fonti di intensa luce artificiale, quando all’interno, possono facilmente causare decolorazioni e ingiallimenti delle foglie, ma, soprattutto, appassimento temporaneo dei fiori, sino ad arrivare, nei casi più gravi, al disseccamento dei petali;

– eccesso di temperatura: temperature molto alte durante la fioritura, quali quelle degli impianti di riscaldamento costantemente al di sopra dei 20°C, determinano formazione di fiori piccoli, sbiaditi e di scarsa durata in pianta, con piccioli esili, molto allungati e ricurvi in modo anomalo. Nei casi più gravi si assiste all’apertura verso l’esterno della rosetta di foglie;
scarsa illuminazione: se c’è poca luce nel periodo autunno-invernale di emissione dei fiori, il ciclamino rallenta o blocca completamente la fioritura e mostra un fogliame tenero e decolorato.

 Come rimediare al più presto
Per risolvere i problemi di origine ambientale è indispensabile, alla prima comparsa dei sintomi, ripristinare velocemente le condizioni di luce e temperatura ottimali per il ciclamino. Interventi tardivi o errati sono insufficienti a recuperare in modo soddisfacente il tipico aspetto del ciclamino. Per esempio irrigare abbondantemente un ciclamino che soffre per eccesso di temperatura non risolve il problema, anzi ne crea un altro, ovvero il marciume del tubero, non più in grado di smaltire l’eccesso di acqua.

Da dove viene?

Il genere Cyclamen comprende una ventina di specie perenni, provenienti da diversi tipi di habitat. Tre sono quelle più diffuse:

-Cyclamen europaeum, presente nei boschi delle regioni del Centro Europa e del Centro-Nord Italia, alto non più di 12-15 centimetri, ha fioritura estiva colore carminio intenso, molto profumata.

-Cyclamen neapolitanum, spontaneo nei boschi dell’Italia meridionale e nelle isole maggiori, ha fioritura tardo estiva-autunnale, con fiori dal bianco al rosa-lilla.

-Cyclamen persicum. La denominazione persicum non indica una zona di origine (Persia, oggi Iran), ma si riferisce alla sua provenienza mediorientale (Cipro,Turchia, Siria, Libano e Israele), dove cresce nelle zone boscose alle pendici dei monti, in terreni ombreggiati e fiorisce da fine inverno a fine primavera. Dal Cyclamen persicum hanno avuto origine, tramite lavori di incrocio e selezione, le varietà ibride coltivate, attualmente numerosissime, con fiori di dimensioni variabili e colore diverso, ad esclusione del giallo e del celeste.

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