Raccogliere l’acqua piovana

Con il caldo di questo periodo, se arriva un improvviso temporale bisogna approfittarne per fare scorta di acqua piovana: potrà essere utilizzata nei periodi di siccità. La raccolta è molto semplice: basta mettere all’aperto secchi e bottiglie, oppure si può convogliare il pluviale del tetto in una tanica di accumulo.
Giovanna Rio
A cura di Giovanna Rio
Pubblicato il 25/06/2017 Aggiornato il 25/06/2017
Raccogliere l’acqua piovana

In questo periodo dell’anno, soprattutto in occasione dei classici temporali estivi, sarebbe importante raccogliere l’acqua piovana convogliandola in taniche di plastica oppure in mastelli.
L’obiettivo è quello di razionalizzare l’uso di questa risorsa, una delle più importanti ed elemento indispensabile alla vita sulla terra, e anche proteggere le nostre piante: infatti l’acqua piovana è particolarmente indicata per annaffiare perché è esente da calcare, a volte nocivo alle piante.
Per raccogliere l’acqua piovana sul terrazzo possono essere messi in atto diversi sistemi, dai più casalinghi, semplici e veloci, a quelli che richiedono più tempo e una certa spesa.

Come fare a raccogliere l’acqua piovana

Durante le giornate di pioggia sistemare mastelli in plastica (quelli che si utilizzano per raccogliere la biancheria) con un diametro piuttosto largo che dovranno essere svuotati, man mano che si riempiono, in taniche o cisterne di plastica. Possono essere anche posizionate bottiglie di plastica provviste di un imbuto che aumenta la superficie per la raccolta dell’acqua.
Un altro sistema casalingo è quello di raccogliere l’acqua piovana proveniente dal pluviale convogliandola all’interno di  una tanica collegata alla fine del tubo. Poi dalla tanica si collega parte il tubo che serve alla distribuzione dell’acqua.

Raccolta dell’acqua piovana dal pluviale

Raccolta dell’acqua piovana dal pluviale

Aqua-Magic Tank di Claber

Ideale per il terrazzo, Aqua-Magic Tank di Claber è il serbatoio pieghevole che si monta facilmente e ha una capienza di 80 litri d’acqua. Si può usare da solo, oppure collegarlo al sistema di irrigazione automatica Aqua-Magic per bagnare le piante del terrazzo anche senza collegamento alla rete idrica né alla rete elettrica. www.aqua-magic.it

 

Le specie giuste

Il risparmio idrico è legato anche, in maniera indiretta, alla scelta e all’utilizzo di specie autoctone che sono le piante indigene del luogo ormai abituate geneticamente alle condizioni climatiche (presenza o meno di pioggia, temperatura, altitudine) della zona d’origine. Per conoscere le piante autoctone della propria zona è possibile avere informazioni presso gli Assessorati all’Ambiente dei proprio comuni rivolgendosi ai responsabili degli uffici che si occupano di gestione e manutenzione del verde urbano.

Approfondimento: razionalizzare le annaffiature

Per risparmiare l’acqua è possibile usare metodi semplici ed efficienti.

Dalla cucina
Potete lavare frutta e verdura in un catino nel lavello, così da raccogliere l’acqua e usarla per la annaffiature. Anche l’acqua della cottura dei cibi, senza sale, e una volta raffreddata, è idonea. Il consiglio è di aggiungere mezzo cucchiaio di aceto per ogni litro di acqua: questo consentirà di rendere il pH più acido e quindi neutralizzare i livelli tendenzialmente basici.

Nelle ore giuste
Prima di annaffiare, verificate se le piante ne hanno effettivamente la necessità. Ci sono metodi empirici per capire se le piante hanno bisogno d’acqua: per esempio toccate la terra in prossimità delle radici e controllate se è umida o no anche qualche centimetro sotto terra. In ogni caso operare nelle prime ore dell’alba quando il sole non è troppo forte e si ha una minore dispersione dell’acqua per evaporazione.

Altre soluzioni
Per risparmiare acqua preferire un impianto d’irrigazione automatico che utilizza ugelli che somministrano l’acqua goccia a goccia. E fate la pacciamatura del terreno che consiste nella copertura del terreno con materiale idoneo (corteccia di aghifoglia) che consente una diminuzione della evaporazione dell’acqua dal terreno.

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