Poligala, ideale nelle zone vicine al mare

Polygala è un arbusto mediterraneo che regala fioriture color rosa-violetto per tutta la stagione calda senza richiedere grandi cure. Può essere coltivato in piena terra dove il clima è molto mite, in vaso dove le temperature scendono, così da proteggerlo in modo adeguato.

Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 11/06/2022 Aggiornato il 11/06/2022
poligala

Le terrazze delle case al mare presentano condizioni climatiche piuttosto difficili: esposizione al sole caldo e intenso e brezza marina. Non molte piante tollerano queste condizioni ambientali. Una delle più adatte è la poligala: forte e resistente alle alte temperature e alla siccità, teme però il freddo e sotto i 4-5 °C già può soffrire. Polygala myrtifolia è una pianta sempreverde appartenente alla famiglia delle Polygalaceae. Il nome Polygala, che in greco significa “molto latte”, pare si riferisca alla proprietà delle sue parti verdi, usate come foraggio per gli animali, di stimolare la produzione di latte; il nome myrtifolia, invece, si riferisce alla forma delle sue foglie, simili a quelle del mirto. L’aspetto decorativo di questa pianta è determinato sia dalla chioma sempreverde, sia dalla fioritura ininterrotta, di colore rosa-violetto, che si protrae da primavera fino all’inizio dell’autunno.

Caratteristiche

Polygala myrtifolia è un arbusto che può assumere la forma di alberello o essere lasciata crescere libera, a cespuglio: la forma di allevamento viene scelta sin dalle prime fasi di sviluppo della giovane pianta e quindi viene acquistata già impostata con la potatura. La poligala porta una chioma folta di foglie ovali, semicoriacee, lunghe 3-4 cm, di colore verde scuro tendente al grigio. Per tutta l’estate apre i suoi numerosi fiori di forma papilionacea, caratterizzati da petali carenati a cresta, di colore viola porpora con venature bianco-verdi. Sono raccolti in infiorescenze a racemo che si formano in porzione terminale sui rametti della pianta.

In vaso per proteggerla dal freddo

Poligala è un arbusto a portamento eretto che deve essere coltivato in una posizione calda, dove le temperature non scendano mai al di sotto dei 4-5°C e lontana dai venti freddi: la coltivazione in vaso offre l’opportunità di proteggere la pianta i durante periodi freddi o ventosi, quando si può spostare il contenitore in una zona più riparata oppure si può coprire con teli in tnt (tessuto-non-tessuto). È perfetta quindi per arredare un terrazzo al mare. 

 Come si fa – Come metterla a dimora in contenitore

poligala in vaso

Il vaso più indicato per la coltivazione è quello in terracotta, o coccio, o anche in cemento; materiali che, oltre a consentire una buona stabilità della pianta, permettono la traspirazione dell’umidità ed evitano un eccessivo riscaldamento del terreno, rispetto ai vasi in materiale plastico. Per una pianta alta 80-100 cm e larga 40-50 cm, indicativamente, sarà necessario utilizzare un vaso del diametro di 40 cm circa e profondo altrettanto. La poligala soffre i ristagni idrici, causa principale dello sviluppo di marciumi radicali e quindi si consiglia di tenere il vaso sollevato su piedini, in modo da consentire un corretto sgrondo dell’acqua in eccesso nel terreno, attraverso i fori basali presenti sul fondo del vaso. Al momento della messa in vaso, si consiglia sempre di porre, sul fondo, uno strato di materiale drenante, costituito da argilla espansa o ghiaia: sono sufficienti 2-3 cm. Subito sopra si inserisce uno strato di terriccio costituito da terriccio universale (due terzi) misto a sabbia grossolana (un terzo), al quale viene incorporato letame o stallatico maturo.

Quanta acqua? E il concime?

Le irrigazioni vanno eseguite secondo le necessità, senza esagerare, e ripetendole solo quando il terreno si sia asciugato: la Poligala è una pianta che resiste al caldo e anche alla siccità. Riguardo la concimazione, volendo ottenere una fioritura ancora più ricca e colorata, è consigliabile somministrare, da marzo per tutta la stagione estiva, un concime specifico per piante fiorite, diluito in acqua alle dosi indicate in etichetta.

Quando serve il rinvaso

Ogni 2-3 anni è consigliabile eseguire il rinvaso, così da rinnovare il terriccio impoverito e destrutturato, ed eventualmente sostituire il vaso con uno poco più grande, nel caso la pianta sia cresciuta. Si consideri sempre, nella scelta delle dimensioni del vaso, che la proiezione della chioma della pianta deve essere pari o pochi centimetri più ampia rispetto alla circonferenza del vaso (né troppo piccolo, né troppo più grande).

 

 

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