Petunie e surfinie rigogliose? Ecco sei errori da evitare

Tutti dicono di saper coltivare petunie e surfinie, ma fra un davanzale e l’altro la differenza c'è: a festoni di colori fantastici fanno seguito balconi con cassette striminzite. Per farvi riuscire nel modo migliore vi indichiamo quali sono gli sbagli più comuni e vi spieghiamo come fare in modo corretto. Avrete vasi da concorso!

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 25/07/2014 Aggiornato il 25/07/2014
Petunie e surfinie rigogliose? Ecco sei errori da evitare
1. Sempre al sole

Tutte le petunie vogliono il pieno sole e hanno bisogno di molta luce per crescere e fiorire. Ma per fare durare i fiori più a lungo e mantenere colori più intensi provate ad abbassare il tendone del terrazzo dopo le undici così da ombreggiarle fino alle tre del pomeriggio. Osserverete che la pianta può davvero creare un effetto esplosivo perché le fioriture dei diversi giorni si accumulano più velocemente di quante se ne perdano.

2. Fertilizzante, tanto fertilizzante

La crescita vigorosa e l’instancabile produzione di fiori inducono spesso a eccedere con le fertilizzazioni. Questo è un errore, specie se si utilizzano prodotti ricchi di azoto. Al momento della messa a dimora utilizzate un prodotto a lento rilascio per piante da fiore che copra quattro mesi di coltivazione e solo una volta ogni due settimane diluite nell’acqua di bagnatura un fertilizzante liquidi ricco in fosforo e potassio per migliorare fioritura e intensità dei colori.

3. Un terriccio particolare? E perché?

Le petunie, e tutte le altre simili, sono piante tendenzialmente acidofile che crescono meglio in un terreno a pH compreso fra 5 e 6. Si dovrà utilizzare un terriccio per acidofile sapendo già che le acque dure della pianura tenderanno ad alcalinizzare il substrato. Quando potete raccogliete l’acqua piovana: resta sempre la migliore per irrigare perché è priva di calcare. Aggiungiamo al terriccio sabbia, pomice e corteccia di conifera per migliorare il drenaggio senza penalizzare eccessivamente la capacità di trattenere umidità.

4. Un vaso qualunque va bene

Per i fiori da balcone si tende a utilizzare vasi ampi e poco profondi che non danno alle nostre piante un volume di terra sufficiente per lo sviluppo corretto dell’apparato radicale e non consentono di accumulare abbastanza umidità. Basta non irrigare per un solo giorno che già le piante tendono a perdere vigore, il secondo reclinano gli apici, il terzo sono prostrate. Se si può garantire una costanza di bagnature quotidiana, la profondità minima è di 15 cm; se si bagna con meno frequenza deve essere almeno doppia.

5. Molta acqua velocemente

Bagnare i vasi è un’arte, semplice ma rigorosa. Chi annaffia di fretta di solito non esegue bene il proprio lavoro: usare grandi volumi d’acqua, così da far tracimare i sottovasi è un errore che si paga con la perdita dei nutrienti solubili, con il compattamento del substrato, e con spreco di terriccio trascinato via. Si deve annaffiare al piede, senza irrorare la vegetazione, di sera o di mattino presto, con acqua non troppo fredda, meglio se ha riposato qualche minuto per eliminare il cloro che serve a mantenerla potabile. Si bagna allagando lo spazio fra il terriccio e il bordo del vaso così che l’acqua penetri in modo abbastanza uniforme. Si passa agli altri vasi e solo alla fine se l’acqua non è arrivata nel sottovaso se ne aggiunge altra.

6. Dopo un danno si buttano

Dopo un temporale, una grandinata, un colpo di freddo o un abbandono prolungato si pensa che queste piante non siano in grado di riprendersi. Invece surfinie e petunie hanno un’elevata capacità di reazione. Provate a potare le piante danneggiate, riducendole a metà della loro lunghezza, bagnatele poco ma senza farle soffrire, e attendete la ripresa della vegetazione. In due settimane vedrete un buon numero di getti laterali svilupparsi dai rami rimasti. A questo punto fertilizzate con un prodotto, una sola volta, per piante verdi, ricco di azoto per incoraggiare lo sviluppo dei nuovi germogli, e riprendete il normale ciclo di coltivazione.

 

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