Petunie & Co.: 10 risposte per tutti i problemi

Petunie, surfinie e calibrachoa sono tra le piante più amate dell’estate ma c’è chi ha ancora dei dubbi sulla loro coltivazione: qui troverete le risposte alle domande più comuni.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 22/06/2015 Aggiornato il 22/06/2015
Petunie & Co.: 10 risposte per tutti i problemi

Tutte le circa quaranta specie che compongono il genere Petunia sono originarie dell’America meridionale e spontanee in Brasile. Il rosso-violetto dei fiori della maggior parte delle specie selvatiche, rappresenta a tutt’oggi il colore più diffuso delle petunie coltivate. Oltre alle petunie più classiche, oggi si trovano in commercio le surfinie, marchio registrato di un ibrido giapponese di successo, e le calibrachoa, appartenenti a un altro genere ma molto somiglianti alle petunie: si tratta di piante facili da coltivare che hanno le stesse esigenze colturali delle petunie. Ecco le risposte ad alcuni dei dubbi più diffusi nella colivazione di petunie & Co:

1. L’esposizione ideale qual è?

Per garantire un’ottima fioritura, prolungata ed abbondante da metà primavera, sino ai primi freddi autunnali, devono essere collocate a pieno sole. Temperature estive molto alte (superiori ai 30°C) causano tuttavia la formazione di fiori piccoli e di scarsa durata in pianta. Non tollerano le zone semiombrose, né tantomeno quelle completamente in ombra, nelle quali producono solo molte foglie e pochissimi fiori. Non sono adatte neppure per ambienti freddi, ventosi e molto piovosi, nei quali si ha un rapido deperimento dell’intera pianta. Non possono permanere in appartamento, se non per brevi periodi (al massimo due settimane).

2. Il terriccio? Meglio ben drenante

Tutte le petunie, ma soprattutto la surfinia, sono molto esigenti riguardo al terriccio, che deve essere di ottima qualità, soffice, torboso, molto fertile e ben drenante al fine di evitare pericolosi ristagni di acqua. Nei substrati sciolti (sabbiosi) ed in quelli poveri di elementi nutritivi, le piante rallentano la crescita e sviluppano fiori di scarsa qualità ed in numero ridotto. In commercio esistono substrati già preparati che hanno la seguente composizione indicativa: 50% terra di foglie di faggio; 40% torba bruna o bionda grossolana; 10% sabbia di fiume. Il terriccio adatto per le petunie è indicato anche per tutte le varietà di pelargoni.

3. Quanto devono essere bagnate?

Le irrigazioni devono essere regolari, anche se non molto abbondanti: l’acqua va distribuita quando il terriccio in superficie inizia ad asciugare, evitando di bagnare foglie e fiori, che potrebbero rovinarsi. Le massime esigenze idriche si hanno durante la piena fioritura: a partire dagli inizi di settembre, quando si riduce notevolmente il numero dei nuovi fiori, l’irrigazione va sensibilmente ridotta. L’eliminazione regolare delle foglie e dei fiori che marciscono perché a contatto con il terriccio inumidito, rende più ordinata la pianta e la predispone ad una migliore fioritura.

4. Le piante devono essere concimate?

Per favorire una cospicua fioritura, le concimazioni devono essere effettuate in modo regolare: ogni 10-12 giorni sciogliere nell’acqua di irrigazione una adeguata quantità di concime liquido per piante annuali da fiore, o specifico per petunie, ricco in elementi quali ferro, zinco, boro, particolarmente richiesti da queste piante e utili per stimolare abbondante fioritura. Il fertilizzante liquido è da preferirsi a quello solido in granuli, in quanto più facilmente assimilabile e meno suscettibile di creare ustioni radicali. La concimazione va sospesa nei periodi estivi molto caldi e secchi e completamente abbandonata indicativamente verso gli inizi di settembre al Nord.

5. Possono essere conservate per l’anno successivo?

Le petunie sono piante annuali, che deperiscono più o meno rapidamente all’arrivo dei primi freddi autunnali: la temperatura di sopravvivenza è attorno ai 10-12°C. Pertanto non si possono mantenere di anno in anno come accade per i pelargoni. Le surfinie sopravvivono generalmente più della Calibrachoa. Quelle meno durature sono le classiche petunie da aiuola.

6. Se il fogliame ingiallisce, che cosa faccio?

Le petunie possono soffrite di “clorosi ferrica” che si manifesta con ingiallimento del tessuto fogliare compreso tra le nervature, che però rimangono verdi. Se non si interviene subito, la pianta rallenta la crescita e le nuove foglie, già ingiallite, diventano biancastre e seccano; nei casi gravi la fioritura viene bloccata e la pianta muore. È un problema frequente in terricci poco fertili, con persistenti ristagni idrici o quando la pianta è in contenitore con terriccio vecchio. La cura consiste nella ripetuta distribuzione al substrato di prodotti ricchi in ferro, in polvere o liquidi(solfato di ferro, ferro chelato); non si deve inoltre eccedere con l’irrigazione, in quanto l’eccesso di acqua nel substrato rallenta l’assorbimento del ferro.

7. Se le foglie decolorano velocemente?

In questo caso si tratta di una carenza di azoto: le foglie crescono lentamente, assumendo una colorazione inizialmente verde pallido, sono meno spesse e non raggiungono la normale dimensione. Nei casi più gravi l’intera pianta ingiallisce in modo uniforme, restando piccola e producendo solo un numero limitato di fiori, di ridotta dimensione. Il danno si manifesta soprattutto in piante mal coltivate in partenza nelle serre di produzione, oppure trapiantate in contenitori troppo piccoli e messe a dimora in substrato povero di elementi nutritivi. Per prevenire l’alterazione è indispensabile acquistare piante di ottima qualità, sane e ben sviluppate ed utilizzare substrati fertili ed organici; è inoltre opportuno distribuire concimi ricchi in azoto, ad esempio sangue di bue, alternandoli ai classici fertilizzanti per specie annuali da fiore.

8. Quali sono le principali malattie delle petunie?

Tra gli insetti i nemici più diffusi sono: afidi neri, i tripidi e le larve di farfalle (nottue). Per difendersi da afidi e tripidi si ricorre a insetticidi a base di piretro o deltametrina. Contro le nottue distribuire esche avvelenate in granuli sulla superficie del substrato. Tra i funghi, i più frequenti sono i marciumi radicali (sono causati da eccesso di acqua nel substrato), la muffa grigia (si presenta sotto forma di ammassi di muffa bianco-grigiastra sui fiori e sulle foglie), il mal bianco (si formano ammassi polverosi biancastri). La lotta è preventiva (con opportuni accorgimenti di coltivazione) e curativa con anticrittogamici a base di rame e zolfo o tebuconazolo. Le petunie possono essere facilmente colpite anche da virus trasmessi alla pianta dalle punture di afidi o tripidi, le cui lesioni non sono curabili e causano deformazioni delle foglie e dei fiori. Non esiste lotta diretta contro i virus, pertanto si devono eliminare le piante colpite e condurre lotta diretta contro gli insetti responsabili della loro diffusione.

9. Che cosa sono le Surfinie?

Surfinia è il nome di fantasia dato a una petunia ricadente, di grande sviluppo vegetativo e fiorale, non presente in natura, ma ottenuta in Giappone nel 1989 grazie a lavori di ibridazione tra due specie spontanee: Petunia violacea e Petunia nyctaginiflora. Questa “petunia” è tutelata da brevetto e la sua diffusione sul mercato avviene, nelle fasi iniziali della coltivazione, tramite talee prelevate a fine inverno da piante madri, che poi vengono messe a radicare nelle serre di aziende floricole. La pianta finita è posta in vendita a partire indicativamente dal mese di aprile.

10. E la Calibrachoa?

Calibrachoa è un Genere di piante spontanee nel continente sudamericano. Non sono quindi petunie ma le assomigliano molto. Viene definita anche “petunia cascante” perché ha fiori simili nella forma a quelli della classica petunia, ma più piccoli e con un maggiore assortimento di colori. Si usa nelle composizioni ricadenti di grande effetto decorativo; è più sensibile al ristagno idrico e alla clorosi ferrica rispetto alle classiche petunie.

 

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