Peperoncini in vaso

I peperoncini hanno la duplice valenza di ingredienti della cucina mediterranea e di piante ornamentali molto colorate in una stagione difficile come quella autunnale. I vasi sul terrazzo, se ben curati, daranno i frutti fino a dicembre.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 30/09/2015 Aggiornato il 30/09/2015
Peperoncini in vaso

I peperoncini appartengono alla famiglia delle Solanaceae e al genere Capsicum. Tutte le piante presentano una grande varietà di aspetto nei frutti che possono presentarsi tondi, allungati, conici, eretti e pendenti, lucidi o opachi di colori chiari e scuri molto accesi; alcuni sono piccanti, altri meno. Ma tutte le piante hanno una caratteristica in comune: l’abbondanza della fruttificazione.

Le varietà di peperoncino più comuni

Il peperoncino pur provenendo dal Centro e dal Sud America è considerato a tutti gli effetti un ingrediente caratterizzante la cucina mediterranea. Cinque sono le specie più conosciute: Capsicum annuum, baccatum, chinense, frutescens e il Capsicum pubescens.
Capsicum annuum è il più diffuso in Italia come classico peperoncino rosso, insieme al peperoncino di Cayenna e al Jalapeno: da queste varietà si ottiene la Paprika, una polvere dai vari gradi di piccantezza ottenuta dalla mistura di peperoncini della specie Annuum più o meno forti, essiccati e ridotti in polvere. Italiana è la varietà nota come Jackpot Red, un peperoncino carnoso che si presta a essere consumato ripieno.

Nel clima giusto

Solamente sui terrazzi del sud Italia i peperoncini possono rimanere indisturbati tutto l’anno; dove invece la temperatura scende sotto i 12°C la fruttificazione diventa un problema; sotto i 4°C non sopravvivono. La temperatura migliore per un buono sviluppo è tra i 15 e 25°C, mentre temperature sotto i 10° e oltre i 35°C inficiano non solo la crescita ma anche le fioriture.

serra domestica chiusa su tre lati con possibilità di chiusura del quarto e la si addossi ad un muro soleggiato

Per poter godere delle fioriture fino all’autunno inoltrato sui terrazzi dove il clima è meno mite, si abbia cura di costruire una serra domestica chiusa su tre lati con possibilità di chiusura del quarto e la si addossi ad un muro soleggiato. La scaffalatura abbia possibilmente i ripiani in griglia traforata. Nelle belle giornate la copertura dovrà rimanere aperta per fare ricevere sole e aria alle piante di peperoncino. Di sera e nei giorni in cui sole e caldo dovessero venire meno, si potrà chiudere il telo per riparare le piante. Per garantire la fruttificazione fino a dicembre devono avere molta luce.

annaffiatura peperoncino

Se c’è qualcosa che le piante di peperoncino temono sono i ristagni idrici. Mai lasciare i sottovasi alle piante, bagnare con parsimonia il substrato quotidianamente ma non lasciarlo inzuppato. Nella serra domestica i piani d’appoggio saranno in griglia traforata per far traspirare la parte inferiore del vaso.

 

Pulizia necessaria

Dopo la raccolta o la caduta dei frutti sarà necessario potare le piante: andranno rimossi gli eventuali frutti secchi e i rami avvizziti. In caso contrario quando sopraggiungerà la primavera la pianta sarà esausta avendo continuato la vegetazione per tutto l’inverno.

Come si mangiano

I modi per consumare i peperoncini sono svariati e, a seconda dei gusti di ognuno e del modo in cui si vogliono consumare, saranno da raccogliere più o meno maturi.
Si possono mangiare freschi e la conservazione si limiterà a qualche giorno di frigorifero, oppure si possono lasciar essiccare, o conservare sott’olio.
Il metodo dell’essicazione è il più diffuso e può avvenire mediante la luce naturale del sole o in forno elettrico o a gas. Quando l’acqua è evaporata i peperoncini avranno una lunga durata nel tempo.

Il nome Capsicum può derivare sia dal greco “mordere”, in riferimento alla piccantezza del frutto che morde la lingua, sia dal latino “capsa”, ovvero scatola, un nome datogli per la forma del frutto che sembra un contenitore che racchiude i semi.

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