Le piante fiorite a marzo per vasi e cassette

Per allestire i vasi sul balcone o sul terrazzo occorre procurarsi le piante fiorite a marzo: belle, fiorifere e resistenti per tutta la primavera con poche cure.
Alessandro Mesini
A cura di Alessandro Mesini
Pubblicato il 29/03/2017 Aggiornato il 29/03/2017
piante fiorite a marzo

A marzo, il desiderio di allestire lo spazio esterno con tanti fiori colorati, ci induce spesso a forzare i tempi esponendoci a rischi collegati a un clima ancora incerto e a scelte avventate. Il balcone adesso è certamente diverso da quello estivo: in questa stagione le piante sono di taglia più piccola, spesso compatta, con fiori meno appariscenti. Ecco i nostri consigli per acquistare adesso, nei garden center e nei vivai, le più belle piante fiorite a marzo, o a inizio del ciclo.

Ciclamini

Le piante fiorite a marzo per eccellenza sono i ciclamini che, dopo aver penato per lungo tempo nei mesi freddi, possono vivere una stagione di gloria se non esposti al sole diretto. A fine marzo, il sole di mezzogiorno è in grado di fare afflosciare queste piante ritenute delicate ma capaci di sopportare più di ogni altra stress termici e idrici.

Primule

Belle e fiorite a marzo, sono anche le primule. Potete acquistare non solo gli ibridi colorati di Primula veris a fiore semplice ma molti altri ibridi, varietà e specie.
Per P. obconica P. malacoides le temperature notturne sono ancora troppo basse ma potete scegliere da porre all’esterno con tranquillità le primule della serie Belarina, a marchio registrato, che in Italia è talvolta proposta come “Ballerina”. Offrono una vasta gamma di colori, a fiori doppi a coppa, dal sapore antico, alte circa 15 cm, larghe altrettanto, dalla ricca rosetta di foglie basali. Utilizzate in vasi rettangolari, gli stessi che poi destineremo ai gerani, riescono a formare una massa compatta e fiorita. Desiderano un terreno ben drenato mantenuto leggermente umido per fiorire tutta la primavera.

Bulbose

Nella grande famiglia delle bulbose, adesso potete scegliere fra: narcisi a fiore grande, tulipani e ornitogali. Ponendoli in balcone dovete considerare almeno tre fattori: la dimensione del vaso, l’altezza dei fusti, il sistema di drenaggio. I fiori acquistati in vaso, spesso hanno a disposizione pochissimo terreno, tanto che si trovano a forzare il vaso. Per assicurare loro una migliore possibilità di sopravvivenza svasateli e poneteli in un contenitore di 6 cm di diametro più grande così da dare alle piante una fascia esterna di terreno nel quale espandere le radici. Ponete la zolla in modo che i bulbi siano coperti dal terreno aggiungendone anche se si tratta di “affogarla” nel nuovo terriccio. Per la natura sotterranea dei bulbi non esiste il problema di interramento del colletto. Chi non esegue il trapianto controlli che il contenitore sia dotato di fori di sgrondo perché alcuni bulbi sono venduti in ciotole non forate dove l’acqua può accumularsi tanto da farli marcire. Nel caso eseguite almeno tre/quattro fori distribuiti sul fondo. Quando posti in posizione di ringhiera, o comunque esposta, deve tutorare i fiori con steli più alti. Gli ornitogali sono piuttosto resistenti, per i tulipani e i narcisi preferite varietà di taglia media vigorosa come il narciso Tazetta e il tulipano Happy generation, evitando quelle più alte.

Iberis

Iberis sempervirens è in realtà un piccolo arbusto che potrebbe sopravvivere da un anno all’altro, e spesso è così quando posto in piena terra, ma spesso trattato come annuale se utilizzato in vaso. Le foglie sono di forma allungata, circa 1 cm. Al tatto si presentano quasi coriacee, sono persistenti e il colore varia in base alla temperatura. In inverno sono più lucide e brillanti e su questo tappeto scuro risaltano i fiori, piccoli e di colore bianco, riuniti in racemi. Ricoprono tutta la pianta come fossero un velo ricamato. Per prolungare la fioritura si consiglia di eliminare quelli appassiti. Utilizzate un terreno ben drenato, aggiungendo sabbia in ragione di un quarto della miscela, e non fertilizzate.

Margherite Euryops

Sono piante perenni, appartenenti alla famiglia delle Compositae, arbustive e non erbacee, a foglia persistente, originarie delle regioni africane dotate però di una discreta resistenza al freddo. Di facile coltivazione sono proposte già nella stagione invernale come piante da vaso da tenere, o sulle scale vetrate, per portare un tocco di colore e un anticipo di primavera, e con l’arrivo della primavera spostate all’aperto. I vasi si presentano ricchi, con vegetazione folta, fiori già aperti in buon numero e molti boccioli con marginature bianche nei punti di apertura. Il loro pregio decorativo non è da attribuire soltanto alla fioritura gialla, ma anche al colore delle foglie, verde argento, con lobi molto pronunciati. I fiori sono bei capolini di colore giallo che si aprono per molti mesi. Pianta vigorosa tende a formare nel tempo cespugli importanti. Resistete alla tentazione di dividerli ma conteneteli con una potatura mirata a fine fioritura perché temono i trapianti ripetuti.

Doronicum

Sono i primi veri fiori a stelo lungo dopo l’inverno. In natura esplodono improvvisamente in grandi macchie che si propagano di anno in anno sul territorio, lungo il ciglio delle strade, a ridosso delle pareti rocciose, nelle gole scavate da fiumi e ruscelli. Lasciano ondeggiare nel vento le loro grandi corolle gialle da margherita, non temono l’ombra del bosco o il freddo dei versanti a nord, e resistono a lungo. Per queste ragioni come pianta ornamentale hanno una lunga storia tanto che le prime notizie sul loro impiego risalgono al 1500. La coltivazione in vaso ha maggiori probabilità di successo solo se si dispone di contenitori profondi e molto capienti.
Sono piante che richiedono poche cure. In terreni freschi e umidi, ma senza ristagni, fertili, soffici e ricchi di sostanza organica danno il meglio, ma sono molto adattabili. L’unico limite è il terreno povero e/o secco.
L’umidità del terreno e un’esposizione solo parzialmente in ombra garantiscono fioriture abbondanti e prolungate. Per migliorare la fioritura e, magari, ottenerne una seconda in autunno, anche se di minore entità, si provveda a tagliare le corolle sfiorite fertilizzando e bagnando con generosità alla fine del grande caldo estivo.
Su un balcone, come in un giardino, la loro presenza diventa punto focale di attenzione per il colore, la forma leggera e la lunga durata.

Piccole attenzioni necessarie

Le piante fiorite a marzo hanno bisogno di alcune cure specifiche:

  • in caso di freddo improvviso, intenso e prolungato, riparare le piante con un foglio di tessuto non tessuto, accostarle al muro; nel caso di gelo previsto ritirarle,
  •  in caso di neve per evitare rotture accostarle al muro e ripararle con un pannello inclinato, il migliore è il plexiglass perché isolante,
  •  bagnare sempre con parsimonia perché le piante hanno un metabolismo ridotto e consumano poca acqua rischiando di lasciare il terreno fradicio per lungo tempo, condizione ideale per il proliferare di patologie fungine e causando condizioni di maggior sensibilità al freddo,
  •  fertilizzare senza esagerare per le stesse ragioni, gli asporti sono limitati e l’accumulo, elevando la salinità del terreno, non è mai un fatto positivo,
  •  ripulite le piante dai fiori secchi per promuoverne un rinnovo e non lasciateli salire a seme per indirizzare tutte le energie della pianta nella crescita.
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