L’albero di Natale: sceglierlo e conservarlo bene

Spesso si tende a considerare l’albero di Natale una semplice decorazione per le feste e si dimentica con facilità di avere in vaso un albero che va curato secondo particolari necessità ed esigenze come qualsiasi altro esemplare del nostro angolo verde.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 01/12/2015 Aggiornato il 01/12/2015
albero di natale

Abeti bianchi e rossi sono gli alberi più apprezzati dagli italiani per il Natale, il che dimostra che spesso nella scelta non viene valutato il possibile reinserimento del proprio esemplare nell’ambiente dopo le feste. Questi abeti sono infatti impegnativi, amano le altitudini e il freddo e si sviluppano molto in altezza, caratteristiche che non sempre possono essergli garantite nei centri abitati a carattere urbano. Il pensiero e una spiccata attitudine alla mentalità ecologista nascono dall’attenzione a questi particolari: non significa rinunciare alle proprie tradizioni ma scegliere le giuste piante senza tradire le loro esigenze.

L’abete classico

Se la scelta rimane sui classici abeti, si possono acquistare alberi con le radici oppure i cimali.
I cimali sono le parti terminali di piante presenti in natura la cui provenienza è fondamentale sia certificata: tagliare solo per scopo di lucro la sommità di un albero, significa rovinare la pianta e farla crescere in modo del tutto sbilanciato. I cimali certificati in commercio possono essere il frutto di abbattimenti di piante usate per il legname, o altre operazioni indispensabili realizzate solo da personale competente e autorizzato. Passate le feste, sicuramente saranno già appassiti e andranno smaltiti con le ramaglie all’isola ecologica.
Se si acquista un abete con le radici, invece, questo deve essere tenuto sul terrazzo, meglio in una posizione riparata dalle correnti; non devono essere addobbati con decorazioni molto pesanti né spruzzati con neve finta o altri spray che impedirebbero alle foglie di traspirare. Dopo le feste si tenga sempre presente che i più comuni abeti sono in grado di raggiungere altezze superiori ai 20 metri, hanno bisogno di molto spazio e soffrono il caldo. Se non si ha la possibilità di soddisfare le loro esigenze e di ripiantarli, li si può portare in appositi centri di raccolta indicati dai vivai oppure dai propri comuni di residenza: le piante in buona salute verranno ripiantate nei giusti contesti, mentre quelle compromesse o irrecuperabili verranno utilizzate solo per il legname.

Le alternative nostrane

Valide alternative agli abeti possono essere ricercate tra le specie più caratteristiche del nostro contesto ambientale e climatico: alberelli di agrifoglio, per esempio, viburni, corbezzoli o lecci. Se si vive in una zona costiera come quelle della Sardegna o del Lazio, anche le sughere possono essere prese in considerazione. Al Sud piante fortemente simboliche dal punto di vista religioso e adatte alle condizioni climatiche possono essere anche gli alberelli di ulivo.
Alla fine delle festività sarà solo necessario trattarle come ogni altra pianta del terrazzo, rispettandone le tempistiche vegetative e, se possibile, mettendole a dimora in piena terra.

Dove acquistare

Gli acquisti, di qualsiasi esemplare si tratti, vanno comunque sempre effettuati presso vivai che ne certifichino la provenienza da coltivazioni regolari. La continuativa pratica di manutenzione delle aree boschive da parte della Guardia forestale contribuisce a rinfoltire del 10% il mercato natalizio con il frutto di diradamenti, potature e cimature. I cartellini legati alle piante scelte in Vivaio certificheranno la provenienza dell’albero, l’età e la tipologia.
Per approfondire l’argomento si legga la pagina dedicata dal Corpo forestale dello Stato Italiano all’argomento(www.corpoforestale.it).

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