La fucsia in vaso è fiorita: come curarla

Esigente ma di grande effetto, la fucsia in vaso è apprezzata per le splendide corolle pendule di colore bianco e rosa. Attenzione però, sono piante delicate che non tollerano il sole diretto e devono essere riparate dal freddo durante l'inverno.

Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 05/09/2019 Aggiornato il 05/09/2019
La fucsia in vaso è fiorita: come curarla

In questa stagione la fucsia in vaso affascina per i suoi vivaci fiori penduli, che colorano il terrazzo o il balcone da maggio fino all’autunno inoltrato. Fuchsia spp., appartenente alla famiglia delle Onagraceae, è originaria della fascia tropicale dell’America latina, la sua coltivazione non è del tutto semplice nel clima temperato del nostro Paese: le fucsie prediligono climi caratterizzati da una forte escursione termica tra il giorno e la notte. Meglio, dunque, coltivarle in una zona che abbia queste condizioni climatiche, tendenzialmente fresche e umide, del tutto dissimili a quelle tipiche mediterranee, meglio, per esempio, attorno ai grandi laghi lombardi. 
Le fucsie, inoltre, sono piante che non amano la luce troppo intensa, ma prediligono posizioni in ombra, anche parziale.
La fucsia in vaso più coltivata da noi è disponibile in due specie: Fuchsia magellanica e Fuchsia coccinea, da cui sono stati selezionati centinaia di ibridi differenti per aspetto, colore dei fiori, rusticità e adattabilità alla coltivazione nel nostro clima.

Fiori speciali

Numerose sono le specie e i nuovi ibridi appartenenti a questo genere, molto apprezzati per la bellezza dei fiori penduli, che si sviluppano all’ascella delle foglie: questi sono caratterizzati da un calice allungato con quattro sepali carnosi, portante la corolla composta da petali più delicati di colore tipicamente viola-rosato (definito, appunto, color fucsia), o anche rosso carminio, rosa o quasi bianco. Solitamente, petali e sepali hanno colori di una tonalità differente gli uni dagli altri. Le foglie sono ovali o anche lanceolate, di colore verde scuro.

Il portamento ad alberello o ricadente

La fucsia è un piccolo arbusto semilegnoso che può essere coltivato ad alberello o a cespuglio ricadente; scelta che viene indirizzata con una potatura precisa e sapiente. Nel primo caso sarà necessario assicurare la pianta a un tutore, che la sorregga e la faccia crescere ben dritta e stabile; man mano che la pianta cresce, si asportano i germogli che crescono nella parte basale del fusto per favorire la formazione della struttura ad alberello. Nel secondo caso, invece, la pianta va lasciata crescere a ricadere verso il basso, con portamento prostrato: questo deve essere il metodo preferito da chi coltiva la fucsia in vaso, da appoggiare sul davanzale, oppure in un cestino pensile, o “basket”, assicurato al soffitto.

Le dimensioni del contenitore

Una volta acquistata in vivaio nei vasetti di plastica neri, la fucsia deve essere rinvasata. Le dimensioni del vaso non devono essere eccessive: sono ideali le ciotole non molto profonde, in coccio o terracotta, materiale che consente una migliore traspirazione e il mantenimento più fresco del terriccio. Sul terrazzo questa pianta si presta molto bene anche a essere coltivata dentro i basket sospesi, in maniera da far ricadere verso il basso i suoi fusticini, a creare una meravigliosa cascata di fiori colorati.

Il substrato

Per coltivare la fucsia in vaso, si utilizzi un terriccio di tipo universale, fertile e ben drenante, poiché le fucsie soffre molto i ristagni idrici: per questo motivo è bene porre sul fondo del vaso uno strato di pochi cm di argilla espansa, o cocci rotti, o ghiaia grossolana.

L’acqua

Riguardo le bagnature, si consiglia di annaffiare la fucsia in vaso solo quando il terriccio si è asciugato, senza esagerare e inzuppare troppo la terra di acqua, condizione che porta a sofferenza della pianta. Da evitare l’utilizzo di sottovasi, per non accumulare acqua in eccesso, meglio lasciarla defluire attraverso i fori basali del vaso.

Il fertilizzante

Il primo anno di acquisto non occorre concimare la fucsia in vaso. Negli anni successivi, a inizio primavera, quando si procede con il rinvaso, è bene incorporare una manciata di concime organico (per esempio letame) al terriccio per garantire la giusta fertilità. Questo apporto di concime è solitamente sufficiente a nutrire la pianta per tutta la stagione vegetativa, senza la necessità di ulteriori aggiunte.

Pochi tagli

Per piante che hanno già diversi anni, volendo dare una forma compatta e piena alla chioma, è utile eseguire una cimatura, a primavera, spuntando i suoi rametti di circa un quarto della lunghezza. Quest’operazione può essere eseguita con una forbice o anche manualmente, con il pollice e l’indice.

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