La ciotola con le primule

Derivate dalla nostrana Primula vulgaris, oggi sono disponibili in colori sgargianti grazie alla selezione, all’ibridazione e all’introduzione di nuove specie. Perfette per portare vita e colore sul balcone, quando fa ancora freddo.
Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 12/03/2022 Aggiornato il 12/03/2022
primule

Uno dei primi segnali che la primavera è vicina è la fioritura delle primule: anche il nome di questo fiore lo ricorda, “primula”, a indicare che si tratta proprio di una delle prime fioriture in questa stagione. Si tratta di fiori piccoli, composti da cinque petali vivacemente colorati di giallo, rosso, rosa, viola o anche bianchi, con la parte centrale gialla. È una vera sferzata di allegria che non può mancare sul nostro terrazzo, in queste settimane. Purtroppo, però, le primule hanno una fioritura non molto duratura e andranno considerate come specie ornamentali annuali, da godere per poche settimane, fino all’arrivo del caldo: smetteranno di fiorire e tenderanno ad appassire quando le temperature notturne si avvicinano ai 16 °C.   

Dalla primula montana agli ibridi super-colorati

Nella ricca famiglia delle primule, sono innumerevoli le specie da coltivare: da P. obconica a P. veris a P. sieboldii. La più diffusa e conosciuta è però Primula vulgaris (o P. acaulis), che in natura è una specie perenne, da ammirare nei sottoboschi e nei prati di montagna, dove cresce allo stato spontaneo. È una piantina minuta, con una rosetta compatta di foglie di colore verde scuro, al centro della quale, in primavera, non appena le temperature si alzano sopra i 7-8 °C, compaiono i fiorellini tipicamente di colore giallo pallido, riuniti in un’infiorescenza a ombrella.

Le primule che si trovano in vendita a scopo ornamentale sono principalmente ibridi migliorati e selezionati: hanno corolle a fiore semplice o doppio, di colore variopinto (giallo acceso, rosso, bianco, viola e bicolori) e di dimensioni maggiori rispetto alla specie spontanea nostrana.

In un vaso poco profondo

La primula è una pianta molto rustica, adatta alla coltivazione in vaso; in particolare, si presta a creare una composizione colorata in una fioriera del terrazzo. Sono piantine minute: ognuna ha una rosetta di foglie a cornice dei fiorellini centrali, che occupa circa 15-20 cm quadrati. Anche il loro apparato radicale è piuttosto superficiale e si accontenta di una profondità di circa 20 cm. La ciotola è il formato di vaso che meglio si presta alla coltivazione delle primule e non solo (in estate si possono sostituire le primule con verbena e edera). Tuttavia è possibile optare anche per altri tipi di vaso, di forma e dimensioni variabili.

Il terriccio per le primule

Come substrato, utilizzare un comune terriccio di tipo universale, anche miscelato a torba e sabbia, dotato di un buon potere drenante; sul fondo della ciotola è bene porre uno strato di pochi centimetri di argilla espansa.

Come si fa – La disposizione migliore nella ciotola

ciotola primule 

Per una ciotola di terracotta del diametro di 60 cm e profonda 40 cm acquistare 9 piantine. Una volta preparato il substrato (come spiegato sopra), scavare una buca centrale sufficientemente grande per accogliere tutto il pane radicale della prima piantina estratta dal vasetto di acquisto. Quindi disporre le altre intorno in maniera equidistante, seguendo una linea circolare. Tra una piantina e l’altra mantenere un distanziamento di 3-5 cm.

Come bagnare e concimare le primule 

La posizione ideale per coltivare le primule deve essere preferibilmente in mezz’ombra, con luce, ma non in pieno sole. Sicuramente meglio in una posizione dove siano protette dal vento e dalle correnti d’aria. In questo periodo, considerate le temperature ancora medio-basse e le limitate esigenze idriche delle piante, le bagnature sono ridotte al minimo indispensabile. Non esiste una regola precisa per quel che riguarda l’acqua: saranno le piantine stesse a indicarci quando è il momento giusto per intervenire, fornendo loro acqua: l’allessamento delle foglie, che perdono il loro naturale turgore e il ripiegamento dei fiori verso il basso, sono i segnali che indicano che la piantina ha sete. È bene bagnare in mattinata, ovvero nelle ore meno fredde del giorno. Di norma, il terriccio deve essere mantenuto sempre leggermente umido, ma non zuppo. Volendo intensificare la fioritura, renderla più vivace e prolungata, è consigliabile tagliare alla base i fiori sfioriti e fornire alle piantine un po’ di concime specifico per piante fiorite. Un prodotto in formato liquido potrà essere diluito nell’acqua d’irrigazione e fornito ogni 10 giorni circa.

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