Garofanini in vaso, sempre al sole

Eleganti e colorati, i garofanini nelle varietà nane sono perfetti per la cassetta sul davanzale. Regalano fioriture copiose in primavera e in autunno, con una pausa estiva se le temperature sono molto elevate.
Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 12/05/2021 Aggiornato il 12/05/2021
garofanini

Tra le numerose scelte che si possono fare per colorare il davanzale di una finestra o un balcone esposto al sole, si può optare per i garofanini. Colorati ma discreti ed eleganti, i garofanini possono abbellire cassette e vasi fiorendo per un lungo periodo.

Per la coltivazione in vaso, è meglio optare per varietà nane di garofanini ornamentali inglesi. Si tratta di ibridi selezionati a partire da diverse specie comprese nel genere Dianthus (famiglia delle Caryophyllaceae): Dianthus plumarius, D. gratianopolitanus e D. caryophyllus. Questi ibridi sono caratterizzati da cespi meno espansi, stelo più corto (dai 5 ai 25 cm) e fiore piccolo (diametro di circa 3 cm) e sono meno suscettibili alla rottura, non solo quando si verificano giornate ventose. Adesso è il momento giusto per metterli a dimora dove ben curati potranno durare a lungo. 

L’estivazione 

I fiori possono avere corolle semplici, doppie o stradoppie, con petali lineari o sfrangiati, di colori svariati, dal rosa al rosso, passando per tante sfumature e tonalità, anche bianchi.

Le foglie, sottili, allungate e coriacee, sono di un elegantissimo color grigio-argenteo, tendente all’azzurro.

La fioritura dei garofanini avviene quando le temperature sono comprese tra i 6 °C e i 32 °C: di conseguenza iniziano verso il mese di aprile per interrompersi nel periodo più caldo dell’estate, quando le temperature superano i 32 °C: questo periodo è chiamato “estivazione”. Riprenderanno a fiorire a settembre o quando le temperature torneranno sotto i 30 °C e proseguiranno anche fino a novembre, in base all’andamento stagionale. Un periodo molto lungo, quindi, escludendo però le settimane più torride dell’estate, quando rimarranno solo le foglie argentee a riempire i vasi.

Metterli a dimora in primavera 

La messa a dimora delle piantine può essere fatta da aprile e per tutta la primavera, anche ora se non si ha ancora provveduto a farlo. Ricordarsi sempre di scegliere un davanzale ben esposto al sole per questi fiori.

garofanini metterli a dimora in fioriera

La coltivazione può essere fatta dentro fioriere rettangolari, possibilmente in terracotta (per consentire una migliore traspirazione ed evitare che i vasi si surriscaldino troppo): in una fioriera lunga 40 cm è possibile mettere a dimora 3 piantine di garofano acquistate in vasetto presso un centro giardinaggio.

Il terreno deve essere ben drenante per impedire che si verifichino ristagni idrici: i terreni troppo umidi provocano l’insorgere di malattie fungine con marciume dei tessuti radicali e basali della pianta. I garofanini vogliono un terreno di medio impasto e fertile: va bene un comune terriccio universale, venduto in sacchetti di diverso volume, al quale si può aggiungere e miscelare una parte di sabbia (in ragione di ¼). Sul fondo del vaso si distribuisce uno strato di materiale drenante, costituito da argilla espansa o ghiaia: indispensabile per garantire un ottimo drenaggio e far defluire l’acqua in eccesso fuori dal vaso attraverso i fori basali, evitando così di accumulare l’acqua in eccesso nel terreno.

Un piccolo segreto prima di sistemare le piantine appena acquistate nelle fioriere: tenetele a bagno in una bacinella d’acqua per qualche minuto, nel loro vasetto di plastica, giusto il tempo di imbibire la terra prima dell’impianto; in questo modo sarà più facile estrarle dal vaso e una volta messe a dimora attecchiranno più facilmente.

Quindi le piantine vengono estratte dal vasetto di acquisto e inserite nella fioriera, su uno strato di terriccio che è stato steso subito sopra l’argilla espansa. Infine vengono colmati con terriccio tutti gli spazi vuoti del vaso. Si preme bene ai bordi e si innaffia abbondantemente.

Manutenzione semplice

Esposizione al sole e acqua fornita secondo le esigenze sono le condizioni base per mantenere belle le piante. Per ottenere il massimo della loro bellezza e della loro fioritura, d’ora in avanti, fino all’autunno, è bene somministrare un fertilizzante specifico per piante fiorite: il prodotto liquido, va diluito nell’acqua d’irrigazione alla dose indicata in etichetta, e fornito ogni 2 settimane circa.

Inoltre, per mantenere sempre in ordine e pulite le piantine, e stimolare l’emissione di nuovi fiori, è bene recidere alla base lo stelo dei fiori appassiti.

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