È il momento di spostare i gerani all’aperto

Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 15/04/2019 Aggiornato il 15/04/2019

Dopo avere passato l'inverno sotto i teli di protezione o chiusi nelle serrette da balcone, adesso è il momento di portare i gerani all'aperto, sul terrazzo o sul balcone. Con qualche cura per aiutarli nella ripresa vegetativa.

È il momento di spostare i gerani all’aperto

Ora, con l’innalzarsi delle temperature, è giunto il momento di riportare i gerani all’aperto per permettere loro di fiorire e riprendere lo splendore che li contraddistingue. I gerani, genere Pelargonium, trionfatori assoluti del terrazzo estivo, hanno passato l’inverno protetti in serra, o coperti da teli in tnt (tessuto-non-tessuto), o in altro modo, comunque al riparo dal freddo. Ora, prima di rimetterli all’esterno, occorre procedere con alcune operazioni basilari che li aiuteranno nella ripresa vegetativa.

Rinnovare completamente il terriccio

Prima operazione da fare è il rinvaso, con lo scopo di sostituire il terriccio indurito e impoverito di elementi nutritivi, con uno nuovo, morbido e fertile. Presso i vivai è possibile acquistare sacchi di terriccio già fertilizzato, specifico per la coltivazione di piante ornamentali da fiore, l’ideale per la coltivazione in vaso dei gerani all’aperto.

I vasi, generalmente fioriere da davanzale, andranno svuotati, il terriccio vecchio eliminato e poi i contenitori ripuliti, soprattutto esteriormente e sul fondo, dove possono essersi annidati insetti vari, ragni o lumachine. Le incrostazioni di calcare si puliscono con acqua e aceto.

Alle piante presenti occorre ripulire il pane radicale eliminando la terra vecchia, allargandone leggermente le radici e tagliando quelle morte o marce (si lasciano solo quelle turgide e vive).

Sul fondo del vaso pulito è consigliabile disporre uno strato di 1-2 cm di argilla espansa, o ghiaietto, così da facilitare il drenaggio dell’acqua in eccesso. Quindi si pone uno strato di terriccio nuovo, sul quale verranno adagiate le piante ripulite.

In una fioriera di 50 cm, di solito trovano posto due gerani. Una volta alloggiati nella fioriera, si procede colmando gli spazi vuoti con ulteriore terriccio nuovo, fino al livello del colletto delle piantine. Infine si preme bene ai bordi e si innaffia.

Potatura

Le piante, trascurate da mesi, adesso presentano un intrico di fusti lunghi, gracili e spogli, alcuni dei quali secchi, deboli o lesionati: hanno sicuramente bisogno di una potatura della parte aerea prima di riportare i gerani all’aperto. Con una forbice dalle lame ben affilate e pulite, si procede dunque eliminando alla base i rami secchi, gracili e rovinati, e accorciando quelli sani di circa 2/3 la loro lunghezza. I gerani di tipo zonale potranno essere potati corti, lasciando all’incirca 10 cm di lunghezza ad ogni fusto; quelli ricadenti, come i gerani a foglia d’edera e i parigini, andranno lasciati poco più lunghi.

Controllo dello stato sanitario

Mentre si pota la pianta, si procede a visionarne lo stato sanitario. La farfallina del geranio (Cacyreus marshalli) è oggi il peggior nemico del geranio. Se, durante la potatura, si nota la presenza di fori di ingresso delle larve di questo insetto, è meglio procedere all’eliminazione dell’intero fusto colpito. A scopo preventivo, è buona norma trattare le piante con prodotti insetticidi attivi contro questi insetti: sono efficaci le pastiglie da inserire nel terreno, che rilasciano gradualmente il principio attivo insetticida.

Propagazione per talea 

La primavera è anche la stagione più indicata per la moltiplicazione per talea dei gerani più belli. In concomitanza con la potatura, si selezionano le parti di fusticino migliori da utilizzare come materiale di propagazione: queste devono essere sane e robuste, preferibilmente una porzione apicale.

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La talea deve essere lunga in media 8-10 cm, e composta da 3 nodi. Il taglio va eseguito subito al di sotto del terzo nodo basale e deve essere netto e pulito. Le foglie di questo nodo e di quello intermedio vanno recise con un coltellino a lama ben affilata e lasciate solo le due più alte. Per la propagazione di una singola talea è sufficiente un vasetto tondo del diametro di 6-7cm, mentre se si vuole propagare più talee (4 o 5), è meglio utilizzare un vaso del diametro di almeno 12 cm. Il terriccio deve essere morbido (ottimo quello per semine, venduto in sacchi) e ben inumidito.

E dopo?

La talea, preparata come descritto sopra, viene inserita nel terreno, interrandola per 3-4 cm e premendo bene la terra ai suoi bordi, in modo da farla aderire bene. L’utilizzo di un prodotto a base di ormoni rizogeni, solitamente in polvere, applicato alla base della talea, stimola e facilita l’emissione delle radici.

Il vaso con le talee così preparate va lasciato in un luogo caldo e luminoso (non sotto i raggi diretti del sole però). Il terriccio deve essere costantemente umido, ma non zuppo d’acqua: meglio fornire l’acqua dal basso, mettendola nel sottovaso e facendola assorbire dal terriccio attraverso i buchi sul fondo del vaso.

L’emissione delle radici, e l’attecchimento della talea, avvengono nel giro di 2-3 settimane: in seguito al germogliamento, la nuova piantina può essere trasferita in un vasetto più grande, del diametro di 8 cm.

Durante la primavera e la successiva stagione estiva, la nuova piantina di geranio si svilupperà regolarmente e, posta nelle giuste condizioni climatiche con le cure necessarie, sarà già in grado di fiorire.