Conservare bene i gerani

In genere vengono eliminati a fine stagione. Invece con le cure giuste e nei locali adatti anche i gerani possono essere conservati. La prossima primavera si avranno vigorose fioriture senza spendere soldi.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 04/10/2013 Aggiornato il 04/10/2013

pelargoni gerani

I gerani, appartenenti al genere Pelargonium, sono irrinunciabili per chi possiede terrazzi, balconi e davanzali. Da soli o mescolati ad altre piante, offrono una serie di vantaggi, oltre alla certezza di risultato, che altre specie non possono ancora garantire: economici all’acquisto, resistenti al sole e al caldo, colpiti solo occasionalmente da fenomeni patologici importanti, rifiorenti oltre ogni dire. Nei luoghi d’origine, in Sudafrica, sono piante perenni; da noi all’arrivo del freddo vengono dimenticati e poi buttati via. In realtà bastano pochi accorgimenti perché i gerani possano superare l’inverno e tornare a fiorire il prossimo anno.

I locali adatti

Solo nelle zone con inverni davvero miti, dove il gelo può essere un fenomeno occasionale e di scarsa intensità, i gerani possono restare all’aperto o solo essere accostati ai muri di casa o ricoverati in tunnel freddi. Nella quasi totalità del territorio nazionale chi vuole conservarli dovrà ripararli all’interno. I locali dovranno soddisfare due requisiti fondamentali: temperatura stabile, fresca ma non fredda, meglio se intorno ai 10-15°C, e luminosità, sempre il più abbondante possibile. Questi locali devono anche essere facilmente raggiungibili così che si possa prestare alle piante cure adeguate. Perfette: scale vetrate e verande non riscaldate.

La pulizia è necessaria

Puliamo le piante dalla vegetazione secca tagliando sempre nella zona già morta per non riaprire una ferita che nelle attuali condizioni ambientali e fisiologiche (umidità elevata e metabolismo ridotto) impiegherebbe più tempo a richiudersi e potrebbe rappresentare una via d’ingresso per malattie fungine sempre in agguato. Per non favorire proliferazione batterica ripuliamo anche il terriccio dai detriti presenti, asportandone la prima parte e sostituendolo con terriccio fresco. Questa operazione servirà anche a ristabilire il livello assegnato al terriccio, ricoprire la parte più superficiale delle radici e proteggere il colletto dal freddo.

Tre errori da non fare

  1. Il primo errore, il più comune, è quello di non bagnare le piante, bagnarle troppo di rado, o con quantità errate. Un tempo i gerani zonali erano estratti dal terreno e mantenuti appesi in luoghi freddi e poco luminosi per essere poi rimessi a dimora a primavera. In questo lungo periodo non ricevevano acqua e questa pratica ha lasciato come conseguenza l’uso di sospendere quasi del tutto le bagnature. I gerani ricoverati nelle condizioni sopra esposte continuano a vegetare, seppur a ritmo ridotto, e quindi consumano acqua attivamente. Devono essere bagnati con parsimonia ma in modo regolare per non favorire fenomeni di disidratazione dei tessuti profondi. Meglio poco una volta alla settimana che abbondantemente una volta al mese. L’acqua non dovrebbe mai ristagnare nei sottovasi che in questo periodo dell’anno sarebbe meglio eliminare.
  2. Il secondo errore è potarli in modo energico. Questa pratica si esegue con lo scopo di ridurre l’ingombro della chioma e quindi lo spazio necessario al ricovero.
  3. Il terzo è ricoverarli in un garage dove ristagnino i gas di scarico. Questi col tempo formano una patina oleosa e scura sulle foglie che ostacola gli scambi gassosi con l’esterno e riduce la capacità di assorbire la radiazione luminosa.

Potare i gerani solo in primavera

La potatura dei pelargoni si esegue in primavera alla ripresa vegetativa, quando le temperature notturne non scendono più sotto i 10°C, e la pianta vegeta con forza. In primavera e non in autunno al momento del ricovero all’interno. I gerani zonali possono essere potati ma non in modo drastico perché lignificando alla base non riescono più a emettere foglie dalle parti invecchiate. I gerani profumati, invece, restano verdi sempre; la potatura potrà essere anche drastica, fino a lasciare soltanto pochi centimetri fuori del terreno perché, mancando parti lignificate, i fusti rimasti inizieranno a produrre nuove foglie e nuove ramificazioni. Tutti, a primavera, considerato lo stato delle singole piante, oltre a essere potati, vanno fertilizzati e riportati all’aperto iniziando il ciclo di regolari bagnature.

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