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Chi desidera moltiplicare gli aster può scegliere tra diverse opzioni: divisione del cespo, talea e semina. La scelta della tecnica dipende dal periodo dell’anno e dal tipo di risultato che si desidera ottenere.
Divisione dei cespi
La divisione dei cespi è indicata soprattutto per gli esemplari adulti e ben sviluppati, generalmente con almeno 3-4 anni di età. Il momento più favorevole è la fine dell’inverno o l’inizio della primavera, quando la pianta riprende gradualmente l’attività vegetativa.
Nelle zone dal clima mite può essere effettuata anche dopo la fioritura, purché le condizioni climatiche siano favorevoli.
Talea
La talea semilegnosa può essere ricavata dai rami ottenuti durante la potatura di fine fioritura. È un sistema pratico perché permette di riutilizzare le porzioni sane eliminate con i tagli e ottenere nuove piante senza acquistare altro materiale vegetale.
Semina
La semina, invece, è una tecnica più lunga e meno utilizzata per mantenere fedelmente le caratteristiche della pianta madre. È indicata soprattutto quando si desidera ottenere nuove varietà o partire da seme. Può essere effettuata generalmente in primavera.
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Come moltiplicare gli aster per divisione dei cespi
La divisione dei cespi è probabilmente il metodo più semplice per moltiplicare un aster adulto. La tecnica permette di separare una pianta ormai sviluppata in due o più porzioni, ciascuna dotata di un proprio apparato radicale.
Prima di procedere è opportuno scegliere una pianta sana, vigorosa e ben accestita. L’esemplare viene estratto delicatamente dal vaso oppure dal terreno, cercando di danneggiare il meno possibile le radici. Una volta liberato il pane radicale, si elimina parte della terra che avvolge le radici, così da individuare più facilmente i punti in cui il cespo può essere separato.
A questo punto il cespo viene diviso con un attrezzo pulito e ben affilato. Le porzioni ottenute non devono necessariamente essere identiche per dimensioni: l’aspetto più importante è che ogni nuova parte possieda radici sufficienti e una buona quantità di germogli.
Le singole porzioni vengono quindi sistemate in vasi separati contenenti terriccio universale di buona qualità, possibilmente ben drenante. Il substrato deve essere pressato delicatamente attorno alle radici per eliminare eventuali sacche d’aria.
Dopo il rinvaso è fondamentale effettuare una prima annaffiatura abbondante, in modo da favorire il contatto tra il terreno e l’apparato radicale.
Nei giorni successivi il substrato dovrà essere mantenuto leggermente umido, evitando però ristagni d’acqua che potrebbero compromettere le radici.
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Come fare la talea di aster: prelievo e radicamento dei rametti
La talea di aster consente di sfruttare i rami sani rimossi durante la potatura. Per questa tecnica si scelgono porzioni apicali di ramo lunghe circa 10 centimetri, preferibilmente provviste di almeno tre nodi.
La parte inferiore del rametto deve essere liberata dalle foglie, mentre le foglie presenti nella parte superiore possono essere mantenute insieme al germoglio apicale. In questo modo la talea conserva una superficie fogliare sufficiente per continuare le proprie funzioni vitali, riducendo allo stesso tempo la perdita d’acqua.
Per favorire la formazione delle radici, la base della talea può essere trattata con un prodotto radicante a base di ormoni rizogeni, disponibile sia in polvere sia in formulazione liquida. Il trattamento non è sempre indispensabile, ma può facilitare l’attecchimento.
La talea viene inserita per circa 3-4 centimetri in un substrato leggero e drenante. Una miscela composta da terra da giardino e sabbia in parti uguali può risultare adatta allo scopo. Il terreno deve rimanere leggermente umido, ma mai zuppo.
Le talee possono essere sistemate anche più di una per vaso, mantenendo comunque una distanza sufficiente tra i rametti. Durante la fase di radicamento devono essere collocate in un ambiente luminoso ma protetto dalla luce solare diretta, dal vento e dagli sbalzi termici.
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Messa a dimora e cure dei nuovi esemplari per una fioritura ricca
Quando le nuove piantine hanno sviluppato un apparato radicale sufficientemente robusto, possono essere trasferite in contenitori singoli.
Nel caso delle talee, la fase di crescita iniziale può essere accompagnata da un primo rinvaso in piccoli vasi, di circa 8 centimetri di diametro, per poi passare a contenitori più grandi quando l’apparato radicale sarà ben sviluppato.
Gli aster amano gli ambienti luminosi e, per garantire una fioritura abbondante, necessitano generalmente di una buona esposizione alla luce.
Il terreno deve essere fertile ma soprattutto ben drenato, perché l’umidità persistente può favorire problemi all’apparato radicale.
Le annaffiature devono essere regolari durante la fase vegetativa, lasciando asciugare leggermente il substrato tra un intervento e l’altro.
Anche una concimazione equilibrata durante la stagione di crescita può sostenere lo sviluppo della pianta e la formazione dei fiori.
Con la crescita, gli esemplari giovani possono essere sottoposti a leggere cimature per favorire una vegetazione più compatta e ramificata.
La rimozione dei fiori appassiti contribuisce inoltre a mantenere ordinata la pianta e a prolungarne l’aspetto decorativo.
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Gli errori da evitare durante la moltiplicazione degli aster
La propagazione degli aster non è particolarmente complessa, ma alcuni errori possono ridurre sensibilmente la percentuale di attecchimento.
Uno dei più comuni consiste nell’utilizzare rametti troppo vecchi, deboli o danneggiati per le talee. È preferibile scegliere porzioni sane e vigorose, provenienti da piante in buone condizioni.
Anche l’eccesso d’acqua rappresenta un rischio. Un substrato costantemente bagnato può provocare marciumi e impedire una corretta formazione delle radici. Al contrario, una talea lasciata completamente asciutta tende a disidratarsi rapidamente.
Nella divisione dei cespi è essenziale evitare di creare porzioni prive di radici sufficienti. Una divisione troppo aggressiva può infatti compromettere la ripresa delle nuove piante.
Anche gli strumenti utilizzati per separare il cespo devono essere puliti, così da limitare il rischio di trasmettere patogeni.
Infine, le nuove piante non devono essere esposte immediatamente a condizioni difficili. Dopo la divisione o il prelievo delle talee, meglio scegliere un ambiente riparato, luminoso e con umidità controllata per una ripresa graduale.









































