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Coltivare la frutta in vaso direttamente sul terrazzo o sul balcone rappresenta oggi una tendenza sempre più diffusa per unire l’utilità di una produzione fresca alla bellezza ornamentale di un piccolo frutteto domestico.
Grazie ai progressi nella selezione botanica, sono disponibili varietà a portamento nano o semi-nano capaci di crescere in spazi contenuti mantenendo uno sviluppo limitato in larghezza e un’altezza che in fase adulta non supera i due metri.
Queste piante si dimostrano rustiche, semplici da gestire e richiedono potature minime rispetto alle varietà tradizionali. Pur fornendo un quantitativo di frutti inferiore rispetto agli alberi piantati in piena terra, garantiscono raccolti soddisfacenti e frutti di dimensioni del tutto simili.
Per ottenere ottimi risultati occorre pianificare con cura la scelta delle specie, la tipologia di contenitore, la qualità del terriccio e la corretta esposizione al sole.
Quali specie e varietà scegliere
La riuscita di un frutteto sul terrazzo parte dalla selezione accurata delle specie e delle varietà più idonee alla coltivazione prolungata in contenitori di dimensioni ridotte.
La scelta migliore ricade sulle varietà a portamento nano o semi-nano, capaci di raggiungere un’altezza massima di due metri in fase adulta (intorno al quinto o sesto anno di vita) mantenendo uno sviluppo contenuto in larghezza.
Melo
Il melo rappresenta una delle specie più semplici e adatte in assoluto. Tra le selezioni spiccano il melo nano Golden Delicious, a buccia gialla, e la varietà Ballerina, caratterizzata da un portamento colonnare che sviluppa i frutti direttamente lungo il fusto principale. La mela è pronta per il raccolto quando il picciolo si stacca facilmente dal ramo e i semi interni assumono un colore marrone.
Pesco, albicocco, susino, mandorlo e ciliegio
Tra le drupacee a taglia contenuta si comportano benissimo il pesco nano nelle selezioni Bonanza e Diamond, il pesco noce con le varietà Nectarella e Snow Baby, l’albicocco Aprigold, il susino Goldust e il mandorlo Garden Prince.
Anche il ciliegio garantisce un’ottima resa in vaso, a patto di scegliere esemplari innestati su un portainnesto nanizzante come il Gisela 5.
Fico
Il fico cresce senza alcun problema negli spazi ristretti e garantisce una produzione regolare senza difficoltà di impollinazione. Tra le varietà ideali rientrano il Dottato, il Nerucciolo e il Brown Turkey (o fico viola), rustico e con frutti saporiti che maturano tra giugno e settembre. La raccolta richiede delicatezza: il frutto va tastato per verificarne la consistenza morbida, ma se risulta troppo molle potrebbe essere già appassito e occorre aprirlo prima del consumo.
Melograno
Il melograno nano si distingue sia per la bontà dei frutti, pronti per la raccolta nel mese di ottobre, sia per l’elevato valore estetico dei fiori rossi che sbocciano a luglio.
Lamponi e altri piccoli frutti
Infine, tra i piccoli frutti, i lamponi rappresentano un’opzione eccellente per la coltivazione in contenitore. Si dividono in varietà non rimontanti, che fruttificano tra giugno e luglio sui rami dell’anno precedente, e varietà rimontanti, capaci di produrre da agosto a ottobre sui rami dell’anno e una seconda volta tra giugno e luglio dell’anno successivo.
In questo gruppo rientrano anche il mirtillo della varietà Bluecrop, l’uva spina Invicta e le fragole della varietà Annabelle.
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Scelta dei vasi e del terriccio ideale
In genere le piante acquistate in vivaio hanno due o tre anni e si presentano in vasi provvisori da quattro a dieci litri.
Dopo circa due anni è necessario il trapianto nel vaso definitivo, che può essere in terracotta o in plastica.
Per gli alberi da frutto è preferibile assegnare ogni esemplare a un singolo contenitore con diametro compreso di 30-40 centimetri e un’altezza variabile tra 40-60 centimetri.
Per i piccoli frutti come i lamponi risulta idonea una cassetta rettangolare profonda circa quaranta centimetri e larga trenta.
Sul fondo del vaso va sempre predisposto uno strato di ciottoli o argilla espansa per evitare dannosi ristagni idrici.
Il terriccio ideale deve mantenere un’elevata fertilità nel tempo. Una miscela ottimale si compone per il 40% di terriccio universale torboso di alta qualità, per un altro 40% di terra di campo mediamente argillosa e per il restante 20% di terriccio di foglie di bosco.
Esposizione e irrigazione
L’orientamento del terrazzo è estremamente importante per la maturazione dei frutti.
Quelli esposti a sud sono i più caldi e soleggiati, protetti a nord dalle pareti di casa. Risultano ideali per specie che necessitano di temperature elevate come fico, melograno, pesco e albicocco.
I lati esposti ad est o ad ovest offrono una buona illuminazione mattutina o pomeridiana senza surriscaldarsi eccessivamente nei mesi estivi, configurandosi come la collocazione perfetta per il melo e per i piccoli frutti.
Per quanto riguarda l’irrigazione, il terreno deve essere mantenuto costantemente umido ma senza eccessi, prestando particolare attenzione durante le fasi di fioritura e di iniziale ingrossamento dei frutti.
Un impianto a goccia dotato di centralina programmabile facilita enormemente la gestione idrica quotidiana.
Durante i mesi invernali le annaffiature vanno ridotte al minimo e somministrate solo quando il vaso si trova in una posizione al coperto al riparo dalla pioggia.
Potatura e concimazione per garantire una ricca produzione
Per mantenere una produzione costante e tutelare la salute delle piante occorre intervenire con concimazioni regolari e potature mirate.
Il fertilizzante va somministrato ogni mese a partire dal mese di febbraio e fino alla maturazione della frutta, impiegando pochi grammi di concime specifico per frutteto da interrare leggermente prima di irrigare abbondantemente.
La potatura richiede interventi contenuti e si esegue in autunno o a fine inverno quando le piante sono spoglie.
Lo spazio limitato di un terrazzo obbliga a dare alla pianta da frutto la forma meno ingombrante in larghezza. Vanno perciò preferite forme di allevamento a fusetto (la chioma si sviluppa come una piramide a base molto stretta) e spalliera.
È fondamentale rimuovere tempestivamente anche gli eventuali frutti danneggiati o colpiti da patologie.
Come proteggere gli alberi da frutto dal freddo invernale
L’arrivo della stagione fredda richiede alcune attenzioni specifiche, in particolare per le specie sensibili alle gelate come melograno o fico.
Durante i mesi più rigidi è consigliabile accostare i vasi ai muri perimetrali dell’abitazione in angoli riparati dai venti freddi.
La chioma e il fusto delle piante possono essere protetti avvolgendoli con appositi teli in tessuto non tessuto, materiale che permette la traspirazione impedendo al gelo di danneggiare le gemme.
Inoltre, l’isolamento del vaso con materiali protettivi o il sollevamento dal pavimento del terrazzo aiuta a proteggere il pane di terra e l’apparato radicale dagli sbalzi termici più intensi.








































