Bulbi, tuberi, rizomi: quali differenze?

Bulbi, rizomi e tuberi sono strutture sotterranee in grado di dare vita a una nuova pianta e di nutrirla nel tempo, ma hanno funzionamento e morfologia differenti. Impariamo a usare i termini botanici in modo corretto.

Roberta Tosi
A cura di Roberta Tosi
Pubblicato il 21/03/2022 Aggiornato il 21/03/2022
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Tulipani, narcisi, gigli, ma anche dalie, calle, anemoni e gladioli: per ravvivare il giardino in ogni stagione spesso si ricorre all’uso di bulbi, tuberi e rizomi. Nel linguaggio parlato, sono tutti accomunati dalla dicitura “bulbose” e si trovano in vendita imbustate in sacchetti dedicati ai bulbi. In realtà, bulbi, tuberi e rizomi sono apparati radicali diversi, accomunati da fatto di produrre non solo sottili radici più o meno filamentose e capillari (come avviene nelle altre piante), ma di presentare sempre parti ingrossate in vario modo. Bulbi, tuberi, rizomi, quindi, nomi con cui spesso è facile fare confusione, sono in realtà forme diverse fra loro, con esigenze differenti. Vediamo quali.

Bulbi da fiore

Con questo termine si indica un organo sotterraneo con funzioni di riserva. Un esempio di bulbo per eccellenza è la cipolla. bulbo narciso

A differenza dei tuberi, i bulbi non hanno una buccia ma presentano uno strato di foglie trasformate, detto tunica, che avvolge un fusto metamorfosato e raccorciato, conico, detto girello. Tutti i bulbi sono caratterizzati dal restringimento nella parte superiore, da cui si generano le foglie, mentre nella parte inferiore si sviluppano le radici. I bulbi si rinnovano per tutta la durata del ciclo di vita della pianta; gli strati più esterni, infatti, lasciano il posto a quelli sottostanti. Il bulbo da fiore ha un aspetto simile a una cipolla, ma all’interno risiede il bocciolo protetto dalla tunica in cui sono contenute le sostanze di riserva. La caratteristica fondamentale delle bulbose è quella di offrire spettacolo per una stagione, restando dormienti per il resto dell’anno. La maggior parte delle bulbose fiorisce da inizio primavera a inizio estate. Esistono alcuni bulbi che fioriscono, all’aperto o al chiuso, in altri periodi dell’anno, come il bucaneve (Galanthus nivalis), che cresce e fiorisce a fine inverno, anche sotto la neve. Una volta sfioriti, i bulbi si possono lasciare nel terreno a riprodursi anno dopo anno, infatti il fogliame morente è nascosto dalla crescita delle piante che lo circondano, che li protegge dal freddo. Oppure si possono estrarre dal terreno dopo la fioritura, conservarli adeguatamente e ripiantarli l’anno successivo. Le bulbose sono adatte anche alla crescita in cassette da balcone e davanzale, prediligendo bulbi piccoli e proporzionati alle dimensioni del contenitore. Sono in generale facili da coltivare e adatti anche ai principianti.

Tra i bulbi più noti: giacinto, muscari, tulipano, narciso, croco, bucaneve, amaryllis e giglio.

Tuberi 

Sono spesso scambiati con i bulbi da fiore, in realtà appaiono diversi  già solo al primo sguardo.tubero dalia

L’esempio più noto è la patata: ha un fusto metamorfosato (cioè che ha subito delle trasformazioni,) per soddisfare la funzione a cui è destinato. È sotterraneo, di forma non regolare, contenente elevata quantità di sostanza di riserva e rivestito da una buccia esterna posta a protezione della parte interna, solitamente più chiara. Sui tuberi sono presenti numerose gemme, spesso simili ad escrescenze (dette occhi), grazie alle quali si possono ottenere nuovi individui. A differenza dei bulbi, non si rinnovano e, una volta raggiunta la dimensione massima, smettono di crescere. Come i bulbi, i tuberi sono di facile coltivazione, ma qualche attenzione in più va prestata alla posizione nel terreno e al numero di occhi (o gemme). Se hanno un solo occhio, occorre posizionare il tubero nel terreno con la gemma rivolta verso l’alto. Se, invece, gli occhi sono più di uno e dislocati in diversi punti del tubero, sarebbe meglio tagliarlo in tante parti quante sono le gemme o comunque evitare che le più grosse siano rivolte verso il basso. In genere fioriscono dalla seconda metà della stagione estiva, fino alle gelate. Durante la stagione fredda il tubero perde la parte aerea e sopravvive con la radice tuberosa ben protetta dal terreno. Come i bulbi, anche i tuberi da fiore producono steli floreali particolarmente adatti per essere usati come fiori recisi, da portare in casa. Esistono anche i bulbi-tuberizzati, cioè formati da una parte sotterranea carnosa e ingrossata, avvolta da una sorta di tunica, come il gladiolo.

Tra i tuberi da fiore più diffusi troviamo: dalia, begonia tuberosa, ranuncolo, agapanto e alcuni gigli.

Rizomi

Hanno un aspetto molto diverso rispetto a bulbi e tuberi, eppure funzionano nello stesso modo. rizoma calla

Si tratta di fusti sotterranei, generalmente a sviluppo orizzontale, che hanno prevalentemente funzione di accumulare sostanze di riserva, per consentire di superare i periodi sfavorevoli per la pianta e di facilitare la moltiplicazione vegetativa. Infatti, l’estremità del rizoma è spesso ripiegata verso l’alto per formare una nuova pianta (come il bambù). Come i bulbi, anche i rizomi sono in grado di rigenerarsi, perché crescono nella loro estremità anteriore mentre seccano e si distruggono in quella posteriore, più vecchia. Si piantano disponendoli orizzontalmente nel terreno, in piccoli solchi appositamente predisposti.

Esempi classici di rizomi sono: Iris rizomatose (barbata, non barbata e crestata), da non confondere con le Iris bulbose, alcune anemoni, il mughetto, Oxalis (più nota come acetosella), la calla e la Viola odorata.

Gli stoloni

Molto spesso i rizomi sono confusi con gli stoloni. Questi sono dei fusti sottili striscianti sul terreno, dai cui nodi spuntano foglie e radici, in grado di dare origine a un nuovo individuo. Esempi di piante stolonifere sono la fragolina di bosco e i Sempervivum.

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