Bonsai all’aperto: come proteggerli

Tutti i bonsai adesso possono stare all’aperto, anche quelli che normalmente vivono in casa. Tuttavia hanno bisogno di alcune attenzioni in più: devono essere tenuti all’ombra per proteggere l’apparato radicale e la chioma, ed essere annaffiati almeno una volta al giorno.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 12/07/2015 Aggiornato il 12/07/2015
bonsai all'aperto

I più noti sono i bonsai da interno, ma esistono anche i bonsai che vivono all’aperto per tutto l’anno. Quelli da interno in realtà sono piante di origine tropicale, abituate a vivere all’aperto in ambienti caldi e umidi tutto l’anno che, alle nostre latitudini, durante la brutta stagione, devono essere coltivate in ambiente protetto. I bonsai da esterno sono piante tipiche delle nostre latitudini che per mantenere continuo il loro ciclo vegetativo devono necessariamente rimanere all’esterno tutto l’anno e che noi conosciamo bene nelle loro dimensioni naturali.

Le attenzioni necessarie

Anche se le piante in natura sono resistenti al caldo, la situazione anomala delle dimensioni ridotte e della vita in un piccolo contenitore, fa sì che l’apparato radicale sia la zona più delicata della pianta. Per questo una particolare attenzione è da prestare al vaso, scrigno delle minute e delicate radici.

  1. Quando si spostano all’aperto, i vasi non devono mai essere appoggiati su ripiani con mensole metalliche: l’esposizione al sole potrebbe farli surriscaldare così da ustionare l’apparato radicale. Meglio inserire il vaso in un contenitore più grande riempito di ghiaia o argilla espansa da tenere umida in modo che la temperatura della terra non si surriscaldi mai.
  2. Occorre fare un’adeguata pacciamatura con paglia o carta o corteccia attorno al colletto per coprire anche le radici superficiali.
  3. Calore e secchezza dell’aria in questo mese ridurranno l’umidità del terreno e sarà necessario verificare quotidianamente la sua consistenza e idratare la pianta al mattino presto o alla sera tardi.
  4. Se il terrazzo è esposto a sud e l’irraggiamento è troppo intenso (tutta la giornata), si deve tendere una piccola rete ombreggiante sopra la chioma.
  5. Ogni due settimane ruotare la pianta di 180° per fare in modo che venga illuminata uniformemente.

Il pepe del Giappone

Un esempio di bonsai da interno che in primavera può trovare sfogo in terrazzo è il Pepe del Giappone, Zanthoxylum piperitum. È un albero sempreverde di recente acquisizione da parte del nostro mercato. Le foglie sono piccole e lucenti e se sfiorate emanano un gradevole aroma mentre la corteccia, rugosa, conferisce quell’aspetto vissuto che lo invecchia facendolo apparire un albero antico. In primavera può essere anche esposto ai raggi solari mentre in piena estate è opportuno riparare le sue radici dall’irraggiamento solare diretto.

L’olmo

Stesso trattamento della pianta del pepe va riservato a un altro diffuso bonsai: l’olmo, Ulmus campestris. È una delle piante più classiche utilizzate dai bonsaisti, adattabile, resistente e delicatamente proporzionato nel portamento. Si tiene all’aperto tutto l’anno proteggendo le radici.

L’acero palmato

Acer palmatum vive all’aperto tutto l’anno (proteggendolo d’inverno dal freddo e dalla pioggia). In primavera, periodo in cui produce nuovi getti e foglie minute e brillanti, ama l’esposizione diretta ai raggi solari, d’estate invece deve essere collocato in piena ombra per scongiurare l’accartocciamento delle sue foglie delicatissime. In generale se si ha a disposizione un luogo ben illuminato dai raggi del sole, questo deve essere anche presumibilmente ben ventilato.

L’olivo

Olea europaea bonsai da esterni può rimanere esposto ai raggi solari in primavera e anche in estate a patto che l’irraggiamento diretto arrivi solo nelle prime ore della mattina, meno calde rispetto al mezzogiorno.

Il pino cembro

Pinus cembra, l’unico a cinque aghi, ama la sistemazione a cielo aperto. Le alte temperature estive non danneggiano la chioma ma possono rappresentare un pericolo per l’apparato radicale. Per questo motivo l’esposizione più opportuna è quella in pieno sole per l’intero arco della mattinata, ma è necessaria una posizione ombreggiata nel pomeriggio.

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